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Ansia, le sue sfaccettatura – Parte 3: il Disturbo di Panico.

Ansia – Parte 3 – Il disturbo di panico

Ansia – sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiIl disturbo di panico è caratterizzato da un attacco improvviso ed imprevedibile di una serie di sintomi forti ed impressionanti come palpitazioni, nausea, dolore al petto, senso di soffocamento, capogiri, tremore e sudorazione associati ad un’incontrollabile senso di apprensione e terrore in previsione di un ipotetico  disastro incombente.
L’intensità dei sintomi sperimentati può essere talmente forte da provocare una sensazione di distacco da se stessi ed un senso di irrealtà del mondo generando una sensazione di estraneamento dal proprio corpo o dall’ambiente circostante, come se “si fosse dentro un sogno”.
Vivere nell’incertezza più completa determina uno stato di attivazione e apprensione costanti che si associano, non di rado, al timore di poter perdere il controllo, di impazzire o, addirittura, di morire.
La frequenza e la durata degli attacchi di panico è piuttosto variabile, possono verificarsi una volta alla settimana o addirittura più spesso e, sebbene generalmente durino solo qualche minuto, talvolta possono protrarsi per ore determinando un forte stato di angoscia in chi li sperimenta.

Quali sono i timori tipicamente associati al panico?

I timori relativi agli attacchi possono riguardare, generalmente:
Preoccupazioni fisiche ossia il timore che l’attacco sia associato ad una grave patologia organica non diagnosticata;
Preoccupazioni sociali relative all’imbarazzo o alla paura di essere valutati in modo negativo dagli altri a causa dei sintomi visibili del panico quali, ad esempio, rossore e sudorazione;
Preoccupazioni relative al funzionamento mentale inerenti alla paura di impazzire o di perdere il controllo di se stessi.

Per cercare di gestire tali situazioni, di frequente, chi soffre di disturbo da attacco di panico cerca di modificare il proprio comportamento mettendo in atto diverse strategie quali: evitamento dell’esercizio fisico, riorganizzazione della vita di ogni giorno al fine di assicurarsi che sia disponibile soccorso in caso di un attacco di panico o limitando le consuete attività quotidiane finendo per restare intrappolato in una specie di gabbia auto-costruita a causa delle proprie paura e dalla quale diventa sempre più difficile uscire.

Come si affrontano gli attacchi di panico?

La psicoterapia può fornire un valido supporto al fine di comprendere l’origine da cui si sviluppano i timori sperimentati e può, al tempo stesso, fornire delle strategie per affrontarli nel migliore dei modi.
Ciò che resta particolarmente difficile per chi soffre di disturbo da attacco di panico è proprio imparare a rompere il circuito relativo alla “paura di aver paura”. A causa dell’imprevedibilità che caratterizza l’attacco di panico, il timore maggiore è infatti quello relativo all’ansia che, da un momento all’altro, se ne possa presentare uno nuovo e questo fa sì che la persona viva costantemente una situazione di allerta e pericolo portandola, progressivamente, ad evitare sempre di più le situazioni sociali e costruendosi un ambiente falsamente protettivo che le impedisce di vivere in pieno la propria vita.
Insieme ad uno psicoterapeuta è  possibile uscire, pian piano, dal proprio “guscio” abbandonando lentamente il timore che qualcosa di terribile ed imprevedibile possa avvenire, ricominciando ad uscire, frequentare luoghi e persone nuove..ed iniziando a vivere in modo sereno.

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Ansia, le sue sfaccettature – Parte 2: il Disturbo d’ansia da separazione.

Ansia – Parte 2 – Disturbo d’ansia da separazione

Ansia – La paura di essere lasciati da soli e di separarsi dalle figure che si prendono cura di noi ha, al pari di tutte le altre emozioni, un fondamentale valore adattivo, in quanto ci consente di rimanere sempre accanto a chi è in grado di proteggerci dall’ “estraneo”, tutelando in questo modo la nostra integrità.
Pian piano che si cresce si impara a staccarsi progressivamente dalle figure di riferimento, riuscendo generalmente a gestire in modo sereno i distacchi nella consapevolezza di potersela cavare da soli e di poter contare su di loro in caso di bisogno.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti
Purtroppo, spesso, ciò non avviene e, per alcuni, separarsi dalle figure significative può generare un’ansia talmente intensa da non riuscire ad allontanarsi da tutte quelle persone o quelle circostanze che fanno sentire protetti, limitando, talvolta in maniera molto significativa, la propria libertà personale.

Quali sono i tipici timori di chi soffre di ansia da separazione?

Le persone che soffrono di ansia da separazione provano, come già spiegato, un disagio eccessivo e ricorrente quando si verifica (o, addirittura, quando anche solo viene prevista) una separazione da casa o dalle principali figure di attaccamento.
Ma non solo.
Le preoccupazioni sperimentate sono relative anche al timore che le figure da cui dipendono possano morire e ciò avviene soprattutto nelle circostanze in cui si allontanano da loro. Proprio questo timore li spinge a ricercarli continuamente per sapere dove si trovano e cosa stanno facendo, provando un’ansia talmente intensa da minare la propria serenità durante tutto il periodo del distacco.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti
La preoccupazione relativa ad eventi imprevisti è presente anche verso di sè: in particolare sono frequenti timori rispetto al perdersi, all’essere rapiti o abbandonati nonchè essere vittime di incidenti che impedirebbero loro di ritrovare le proprie figure di riferimento.
Lo stare da soli viene vissuto come un evento minaccioso per cui difficilmente trascorrono tempo in solitudine o riescono ad organizzare gite o situazioni in cui si prevedono allontanamenti dal luogo ritenuto sicuro per periodi relativamente lunghi.
Le paure e le ansie sperimentate emergono, di frequente, attraverso i sogni che tendono a riprodurre temi catastrofici quali, ad esempio, distruzione dell’intera famiglia durante un incendio, incidenti stradali o omicidi.

Come capire se soffro di ansia da separazione?

La sintomatologia tipica dell’ansia da separazione tende ad emergere nell’età infantile.
Va sicuramente tenuto conto del fatto che tutti i bambini provano un senso di timore qualora vengano allontanati dai genitori ma, nonostante questo, quando ci si trova di fronte ad un disturbo vero e proprio, si notano da subito segnali che mettono in risalto un’apprensione esagerata in tutte le circostanze che prevedono distacchi.
Il senso di apprensione è talmente continuativo e forte da sfociare, non di rado, in disturbi psicosomatici che, negli adulti, sono relativi prevalentemente a sintomi cardio-vascolari quali, ad esempio, palpitazioni, vertigini e sensazioni di svenimento.
L’impatto che tutto questo ha sulla vita di chi ne soffre è assolutamente limitante, impedendo, non di rado, di svolgere una vita autonoma sia nell’ambito relazionale che lavorativo nonchè sociale.

Cosa fare?

Quando ci si trova di fronte ad un disturbo di ansia da separazione si osservano, tendenzialmente, periodi di peggioramento ed altri di remissione.
Durante i periodi di forte stress, per esempio, com’è facile attendersi, la sintomatologia si fa maggiormente acuta.
Si può ipotizzare che, alla base della problematica sia presente una personalità fobica e, pertanto, nel caso in cui gestire le continue preoccupazioni diventi troppo difficile ed i timori si fanno talmente forti da minare la propria indipendenza si può decidere di iniziare un percorso psicoterapeutico teso a comprendere le motivazioni sulla base delle quali si sono strutturati i sintomi, dargli un significato ed imparare a gestirli, impadronendosi di modalità adatte a gestire i distacchi in tranquillità e godere della propria libertà.

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Ansia, le sue sfaccettature – Parte 1: il disturbo d’ansia generalizzato.

Ansia – Parte 1 – Disturbo d’ansia generalizzato

Ansia – Quando si parla di ansia, ci si appresta a trattare un tema comune, ma anche estremamente complesso e variegato.
L’ansia si manifesta di frequente nella vita di ognuno di noi, è un’emozione nota a tutti.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti Chi non ha mai provato apprensione in vista di un esame, di un colloquio di lavoro o di un incontro importante..?
In queste circostanze provare ansia non solo può essere considerato “normale”, ma è addirittura vantaggioso.
É proprio grazie a quel senso di agitazione e di “allerta” infatti che, attivandoci, ci prepariamo a mettere in atto la migliore delle nostre performance! E così, grazie all’ansia ed allo stato di attivazione che ne deriva, ci focalizziamo su ciò che stiamo facendo e, generalmente, ciò ci mette in grado di tirare fuori il meglio di noi!

La situazione però si fa differente quando quel senso di tensione ed inquietudine ci accompagna

costantemente nel corso della giornata, senza particolari stimoli scatenanti e dandoci la percezione di sentirci costantemente preoccupati per tutto.
Quando la sua presenza diventa così ingombrante, facendoci sentire come se stessimo affogando in un mare di pensieri e timori (spesso infondati) abbracciando la sensazione che nessuno possa salvarci, si rischia di non riuscire più a vivere una vita serena.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti
Chi soffre di ansia generalizzata è preda di un’agitazione persistente, spesso relativa a piccoli problemi, magari anche di facile soluzione, ma vissuti come insormontabili.
Ed è così che la preoccupazione diventa una compagna costante nella vita di chi ne soffre, diventando incontrollabile e investendo ogni attività e circostanza.
Lo stato di tensione diventa talmente elevato da scatenare un corteo di sintomi a livello somatico quali sudorazione, batticuore, nausea, vampate di caldo o, al contrario, di freddo, senso di nodo alla gola, respiro poco profondo, tremore, incapacità a rilassarsi che non fanno altro che aumentare il senso di inquietudine.

Come capire se stai soffrendo di ansia generalizzata?

Se ti capita di “sussultare” facilmente, ti senti quasi sempre agitato ed irrequieto, sei apprensivo e spesso sei tormentato all’idea che possa avvenire una disgrazia incombente.
Se sei impaziente, irritabile, hai scoppi d’ira, sei facilmente distraibile ed hai difficoltà a dormire a causa del costante stato di tensione.
Se le tue preoccupazioni sono eccessive ed interferiscono in modo significativo con la tua vita, se la tua apprensione è vissuta con angoscia, dura a lungo ed è presente anche senza eventi che la scatenino, è probabile che tu stia soffrendo di ansia generalizzata.

Cosa fare?

Molte persone che soffrono di ansia generalizzata riferiscono di sentirsi nervose ed ansiose per tutta la vita anche perchè, purtroppo, i sintomi tendono generalmente a cronicizzarsi provocando un andamento altalenante durante tutto l’arco della vita.
Per questo, se pensi che la tua apprensione sia eccessiva e che gestirla autonomamente stia diventando davvero troppo difficile, puoi prendere in considerazione l’idea di intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Non dimenticare che l’ansia è l’espressione di un disagio, che tutti i sintomi sgradevoli che stai provando non sono altro che tentativi che la mente mette in atto per cercare di spiegarti che c’è qualcosa nella tua vita non va come desidererebbe.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiChe si tratti di qualcosa relativo alla tua storia passata, o di situazioni attuali, se provi un costante senso di apprensione, significa che il tuo inconscio sta cercando di comunicarti qualcosa e non ascoltarlo potrebbe impedirti di comprendere cosa non va per il verso giusto, restando intrappolato nell’inquietudine.
In linea con l’approccio teorico che seguo, ritengo che ogni caso sia a sè e che, proprio alla luce di questo, sia sempre fondamentale comprendere la persona, le sue modalità di leggere il mondo e rapportarvisi con l’obiettivo di dare, insieme, voce all’ansia, ascoltarla, comprenderla ed imparare a gestirla iniziando a vivere la vita in maniera serena.

Riferimenti bibliografici:

  • American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM-5. Tr. ita. (2014). Raffaello Cortina: Milano.
  • Davison C., Neale, J. M. (2000), Psicologia Clinica. Zanichelli Editore Spa. Bologna.


Leggi qualche articolo di Ilaria Visconti…

Bibliografia consigliata


Ilaria Visconti

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiMi chiamo Ilaria Visconti e sono una Psicologa Firenze e Psicoterapeuta Firenze che svolge attività di libera professionista. Sono specializzata in Psicoterapia Comparata e mi occupo di ogni problematica di pertinenza psicologica.
In particolare, mi occupo di sintomi d’ansia ad ampio spettro (dall’ansia sintomi generalizzata, all’ansia sintomi sociale ai disturbi psicosomatici) e di ciò che attiene alla sfera dei disturbi dell’umore (sintomi depressione, maniacali e disturbo bipolare).
Utilizzo una modalità di lavoro tesa ad accogliere ogni persona nella sua unicità, cercando attuare un intervento “ritagliato” sull’individuo.
I campi affrontati sono: sintomi depressione, disturbo bipolare, ansia sintomi, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze.

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Le conseguenze psicologiche del Mobbing.

Il Mobbing è un termine inglese derivato dal verbo “to mob” e si riferisce a tutte quelle forme di vessazioni, aggressioni e danneggiamenti che si verificano sul posto di lavoro.
Tali condotte illecite hanno come obiettivo, oltre a far sì che la vittima (il mobbizzato) lasci il posto di lavoro, a danneggiarne salute, tranquillità, reputazione e tranquillità.
Le condotte messe in atto a tal proposito e che posso essere considerate Mobbing sono molte tra le quali, ad esempio, assegnazione di eccessivi carichi di lavoro o, al contrario, demansionamento e completa inattività, aggressioni verbali, isolamento da parte dei colleghi, critiche continue e umiliazioni, trasferimento illegittimo, rifiuto immotivato delle ferie.
La caratteristica fondamentale del Mobbing è il fatto che i comportamenti a danno del lavoratore sono continui e costantemente ripetuti nel tempo tali da determinare un logoramento da un punto di vista sia fisico che emotivo.

Come si manifesta il Mobbing?

Esistono prevalentemente tre tipologie di Mobbing:
· Il Mobbing Orizzontale coinvolge persone che si trovano allo stesso livello gerarchico, si tratta quindi di vessazioni tra colleghi; questa tipologia tende a basarsi prevalentemente su pettegolezzi e gelosie, traducendosi in invidie e forme di competizione che mirano, di frequente, ad emarginare o stigmatizzare la persona mobbizzata.
Avviene talvolta che, in questa forma di Mobbing, la vittima assuma una funzione di “capro espiatorio” su cui viene fatta ricadere la colpa della generica insoddisfazione in azienda e relativa a disorganizzazione, inefficienza e fallimenti;
· Il Mobbing Verticale, invece è fortemente associato all’ “abuso di potere” in quanto viene perpetrato da chi si trova in una posizione gerarchica superiore e si caratterizza, pertanto, da vessazioni da parte del capo che esercita il proprio potere nei confronti della vittima. In questo caso il dipendente è sottoutilizzato, emarginato, ignorato e ciò determina inevitabilmente una sorta di logoramento da un punto di vista psicologico tanto da ridurlo oggettivamente inefficiente passibile di eliminazione o auto-eliminazione dal gruppo di lavoro.
· Il Mobbing Ascendente può essere, in un certo senso, considerato come la situazione opposta alla precedente in quanto le condotte vessatorie vengono messe in atto da parte dei subordinati nei confronti del capo; in particolare, gruppi di dipendenti si coalizzano contro il proprio superiore mettendone in discussione il ruolo e l’autorità, con l’obiettivo di annientarlo.

Quali sono le conseguenze per la vittima?

A lungo andare le condotte mobbizzanti possono determinare danni, talvolta seri, nella vita della persona mobbizzata da un punto di vista psicologico, fisico e comportamentale.
Sono infatti frequenti disturbi a livello psicosomatico quali cefalee, disturbi gastrointestinali, difficoltà a dormire, tachicardia o perdita dei capelli. Inoltre, viene minata fortemente l’autostima e la fiducia in se stessi, determinando stati di iperallerta, irritabilità, tristezza, crisi di pianto, reazioni di ansia e umore depresso, andando ad incidere fortemente sulla qualità della vita della persona mobbizzata.
In alcune persone, le condotte vessatorie ripetute sono in grado di determinare aumento nel consumo di alcool e alcolici, di sigarette, disordini dell’alimentazione nonchè isolamento e ritiro sociale fino a sfociare (fortunatamente in pochi casi) in tentativi di suicidio veri e propri.
Emerge chiaramente come tale fenomeno, che talvolta tende a venire sottovalutato, possa avere in realtà delle conseguenze anche molto gravi che dovrebbero essere prevenute e denunciate perchè potrebbero determinare un danno a livello morale, fisico e psicologico.
La Cassazione definisce il Mobbing come un comportamento del datore di lavoro (o del superiore gerarchico, del lavoratore di pari livello o subordinato) il quale, con una condotta sistematica e protratta nel tempo, pone in essere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica nei confronti del datore nell’ambiente di lavoro. Da ciò può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione dle dipendente, con effetto lesivo del suo equilibrio fiosiopsichico e del complesso della sua personalità (Corte di Cass., Sentenza n. 3875/09). Proprio per questo, qualora si ritenga di essere vittime di Mobbing, è necessario richiedere una consulenza da parte di un avvocato, il quale potrà consigliare di effettuare una valutazione del danno psicologico (per approfondire clicca qui)che, non raramente, si verifica in queste circostanze.

Riferimento Bibliografico:
– Ferrari, G. e Penati. V. (2011), Il Mobbing e le violenze psicologiche, Edizioni Ferrari Sinibaldi (EFS), Milano.

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Ansia sintomi – Sopravvivere al Natale: quando le feste generano ansia e tristezza.

Ansia sintomi

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Ansia sintomi – Al di là del significato canonico legato al Natale in termini spirituali questa festività, considerata forse la più importante dell’ anno nelle culture occidentali, racchiude in sé, ad oggi, una serie di significati e di valori che riguardano e investono tutti indipendentemente dal credo religioso.

L’ atmosfera natalizia incarna una serie di accezioni che rimandano al senso di unità, di calore, di vicinanza, bontà e, a tratti, buonismo che, anche nel caso in cui mal si sposino con la situazione reale, tutti sentono l’ onere di dover adottare rischiando di scontrarsi spesso con sensazioni sgradevoli legate per lo più all’ ansia ed alla depressione.

Lo stress natalizio parte da circa metà novembre, con le prime pubblicità, le canzoncine e le vetrine allestite inizia a farsi strada il pensiero di “cosa regalare e a chi”; a questo si aggiunge l’ ideale di famiglia perfetta che gusta un pranzo perfetto, con i suoi membri perfetti, nella propria casa perfetta e da questo momento in poi, per molti, ciò che dovrebbe essere vissuto con leggerezza e tranquillità d’ animo può trasformarsi in un vero e proprio incubo.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Nello specifico, la frenesia legata ai regali può generare una serie di angosce collegate per lo più a mancanza di soldi, timore di non fare bella figura, sentirsi in obbligo di fare dei presenti, doversi imbattere in file interminabili e corse dell’ ultimo minuto trasformando anche il tempo libero in qualcosa di impegnativo e simile ad un vero e proprio lavoro.

D’ altra parte, invece, l’ ideale collegato al Natale, di famiglia felice, riunita e sorridente entra spesso in contrasto con la realtà di molte persone che non ha una famiglia “all’ altezza di tali aspettative” e che finiscono inevitabilmente  per sentirsi inadeguate, insoddisfatte e ancora più sole, obbligate a doversi fingere felici perché “È Natale”.

Questi aspetti, che possono sembrare assurdi per tutti coloro che si sentono perfettamente in linea con la magia ed il calore del Natale, possono essere fonte di grande sofferenza e frustrazione per chi vorrebbe invece eliminare questo periodo dal calendario.

Come sopravvivere ai giorni delle festività natalizie?

⇒ Distingui la realtà dalla finzione ⇐ 

Come premesso il Natale è, per molti aspetti ormai, una festa commerciale e pertanto i modelli proposti dai media hanno l’ obiettivo di invogliare all’ acquisto, rimandando l’ idea della famiglia felice che si fa regali costosi in una location eccezionale. Tenere conto di questo aspetto è fondamentale per abbassare le aspettative, tornare con i piedi per terra e realizzare che la perfezione non esiste, né nella propria famiglia, né nelle altre..

⇒ Rompi la tradizione ⇐

Sebbene sia Natale si può decidere di fare qualcosa di diverso dal solito. Si può prediligere una gita fuori porta, una giornata in un centro benessere, un’ attività di volontariato..è un giorno di festa internazionale, ma il modo in cui festeggiarlo puoi sceglierlo tu.

⇒ Non sentirti in obbligo ⇐

Se non senti il bisogno di fare e ricevere regali..evita di farlo. La sensazione di doverlo fare e di sentirsi in dovere di giustificarsi nel caso in cui non se ne abbia intenzione fa parte della smania commerciale al regalo più bello. Via, quindi, ogni senso di colpa: chi ti conosce e ti vuole bene sa come dimostri il tuo affetto in altri modi, tutti i giorni dell’ anno.

 ⇒ Stai con chi ti fa stare bene ⇐

La famiglia non è solo quella “biologica”, ma è fatta anche di persone amiche o conoscenti che hanno il pregio di farti sentire a proprio agio. Se la tua famiglia è lontana (fisicamente o emotivamente) o assente puoi scegliere di passarlo a casa di amici, colleghi, parenti lontani, ciò che conta è che, ovunque tu lo trascorra, ti senta a casa.

 ⇒ Rispetta i tuoi bisogni ⇐

Per ultimo, ma non certo per ordine di importanza, fai ciò che ti senti di fare. Spezza le convinzioni, gli obblighi, le aspettative tue e di chi ti sta intorno rispetto a questo periodo di festa. Non sentirti obbligato a fingere, a mostrare ciò che non provi e fingerti per ciò che non sei. Sii libero di passare queste giornate particolari come ti fa stare bene, senza vincoli e costrizioni.

Il Natale è una festività talmente radicata nella nostra cultura da non poter essere ovviamente eliminata e di conseguenza è necessario che chi non la vive a cuor leggero impari a conviverci. Spero che questo articolo possa aver fornito qualche spunto di riflessione nonché qualche consiglio pratico per imparare a rompere qualche schema e aprire la propria mente a nuove ed alternative soluzioni e stati d’ animo.

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Disturbo Bipolare – Comprenderlo e gestirlo

Disturbo bipolare – Come funziona?

Disturbo bipolare – L’umore accompagna ogni persona nella propria esistenza ed ha la caratteristica di cambiare in base ad un’enorme quantità di variabili riferibili sia ad eventi esterni che a caratteristiche intrapsichiche, passando ripetutamente da uno stato di tristezza ad uno di felicità.

Tale mobilità a volte può venire meno e determinare una sorta di fissità prima al polo della felicità e, in seguito, a quello della tristezza generando una condizione diversa dal comune “sbalzo d’umore” che può avere delle conseguenze anche molto negative in chi ne soffre.

In certi casi, infatti, tali variazioni compromettono significativamente le scelte, i comportamenti, i pensieri ed il modo di leggere gli eventi che risulta completamente falsato.

I picchi di umore sono costanti e molto intensi. La felicità diventa esagerata, eccessiva ed inadeguata rispetto al contesto, i pensieri si accelerano, i comportamenti diventano impulsivi, il senso di grandiosità può rasentare l’onnipotenza e le attività diventano talmente frenetiche da poter sfociare in comportamenti anche molto pericolosi (come, ad esempio, guida spericolata, uso di sostanze, acquisti incontrollati).

Al contrario, la tristezza è estremamente intensa, caratterizzata da senso di vuoto, perdita di interesse per ogni attività piacevole, alterazioni del sonno, mancanza di appetito, completa chiusura in sè. Appare evidente come, in questi casi, si renda necessario un aiuto specialistico.

L’obiettivo della psicoterapia è quello di affiancare la persona nel raggiungimento di una presa di coscienza rispetto al disturbo indagando, insieme al terapeuta, le cause che l’hanno determinato ed aiutandola a gestire al meglio i pensieri disfunzionali ed i comportamenti ad essi associati. In tal modo, l’altalena di emozioni nella quale si trova incastrata diventa gradualmente gestibile, migliorando, inevitabilmente, la relazione con se stessa e con gli altri.

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Sintomi depressione – Quando la depressione ti risucchia, tendi una mano, chiedi aiuto.

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Sintomi depressione, tendi una mano, chiedi aiuto

Sintomi depressione – La tristezza è un’emozione che caratterizza un polo dell’umore, il quale oscilla costantemente tra il polo positivo (della felicità) e quello negativo.

Questa oscillazione può essere considerata completamente normale, in quanto influenzata da una quantità altissima di variabili sia interne che esterne all’individuo.

Di fronte ad un evento sfavorevole quali un lutto, una separazione, la scoperta di una patologia, reagire con tristezza, oltre ad essere una reazione più che comprensibile, assume anche un importante valore adattivo.

É proprio chiudendosi in sè stessi che diventa infatti possibile concedersi uno spazio per elaborare e quindi accettare tutte quelle condizioni spiacevoli a cui la vita, talvolta, pone di fronte.

Quando però alcuni stati emozionali come la tristezza, l’apprensione, i sensi di colpa e l’isolamento, associati a disturbi del sonno, perdita dell’appetito, del desiderio sessuale e, più in generale, di interesse per tutte le attività ritenute piacevoli fino a poco prima si presentano costantemente e determinano un peggioramento della vita, il discorso si fa diverso.

In tutte quelle circostanze in cui la realtà viene interpretata esclusivamente in maniera disastrosa e negativa, la concezione di sè diventa svalutante e avvilente, quando la sfiducia in se stessi e per il mondo portano all’isolamento, è probabile che si stia attraversando un periodo di depressione.

La stanchezza e lo sconforto possono esacerbarsi talmente tanto da impedire di reagire, restando intrappolati nei meandri della tristezza che, come sabbie mobili, risucchiano energia e rendono, talvolta, impossibile uscirne fuori da soli. In questi casi può essere necessario un aiuto proveniente dall’esterno.

Quando ci si sente demoralizzati e sconfortati e la realtà viene percepita in “bianco e nero”, comprendere le origini del disagio può essere di fondamentale importanza per modificare la situazione ed iniziare ad osservare la realtà in modo diverso.

Iniziare un percorso psicoterapeutico permette di imparare a comprendere se stessi all’interno di un percorso di crescita interiore e consapevolezza di sè grazie al quale si può imparare a riprendere, gradualmente, in mano le redini della propria vita e tornare a sorridere.
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Ansia Sintomi – Non farti paralizzare dall’ansia, chiedi aiuto.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiAnsia sintomi – Non farti paralizzare!! Chiedi aiuto.

Ansia sintomi – Quando si parla di ansia è chiaro per tutti a cosa si sta facendo riferimento. É quella sensazione che si prova quando si sta vivendo uno stato d’allerta ed è generalmente collegata all’emozione sgradevole della paura.

I sintomi associati all’ansia sono moltissimi e riguardano sia la sfera psicologica che quella fisica.

Da un punto di vista emotivo, è caratterizzata da un senso di preoccupazione pervasivo e costante, difficoltà di concentrazione, stato di confusione mentale e perdita di controllo.

Fisicamente le manifestazioni dell’ansia sono tantissime e vanno dall’accelerazione del battito cardiaco, al tremore, alla sudorazione, ad un senso di formicolio diffuso, vampate di calore o, al contrario, brividi di freddo, tutti sintomi che contribuiscono ad acuire e mantenere il senso di angoscia che la caratterizza.

Sebbene abbia un importante valore adattivo (provare un forte stato d’ansia in una situazione di reale pericolo ci mette in allerta dandoci la possibilità anche di salvarci la vita), quando si manifesta costantemente ed eccessivamente perde questa sua caratteristica, conservando soltanto gli aspetti sgradevoli e diventando, inevitabilmente, disfunzionale.

É in questi casi che i livelli di ansietà possono diventare talmente elevati da essere paralizzanti, portando alla costruzione di una gabbia mentale della quale si può anche restare prigionieri.

Quando gestire la propria vita diventa estremamente complicato, la quotidianità finisce per essere logorata dal senso di oppressione e rilassarsi diventa un’impresa impossibile, si può andare incontro ad uno stato di esaurimento che può e deve essere migliorato.

Certe volte persino chiedere aiuto per uscire dal recinto dell’apprensione può essere difficile, in realtà la decisione di intraprendere un percorso psicoterapeutico mirato può essere una scelta molto saggia.

Con l’aiuto di un professionista, si può imparare infatti ad “ascoltare” quello che la nostra mente ed il nostro corpo stanno tentando di dire attraverso quel fastidioso sintomo, permettendoci di (ri)conoscere tutte le cause che si celano dietro al disturbo d’ansia al fine di comprenderle, imparando, quindi, a gestirle ed a trovare la chiave per rompere quei muri ritrovando la propria libertà. Continue reading “Ansia Sintomi – Non farti paralizzare dall’ansia, chiedi aiuto.”

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Psicologo Firenze – 3 motivi per rivolgersi ad un professionista

Psicologo Firenze – Ecco 3 frequenti motivazioni per cui le persone si rivolgono ad uno psicoterapeuta Firenze, come la psicoterapia può essere d’aiuto

Psicologo Firenze – In quanto psicoterapeuta, ritengo che non esista una motivazione più o meno valida per rivolgersi ad un professionista ma che, al contrario, ogni volta venga avvertito un senso di disagio, un malessere o, “semplicemente”, un desiderio di conoscersi meglio, iniziare un percorso terapeutico sia sempre la scelta più giusta.
Nonostante le problematiche che possono provocare una sofferenza siano numerose e complesse, nella mia pratica clinica ho potuto osservare che le maggiori motivazioni per le quali viene richiesto aiuto sono relative a tre.

1. ANSIA

Psicologo Firenze – L’ansia è quel sentimento di apprensione e preoccupazione di cui ognuno di noi fa esperienza qualora si rapporti a stimoli o situazioni “minacciose”, può però diventare invalidante quando si presenta in modo costante ed indipendentemente da uno stimolo che lo scateni.

Le forme con cui si manifesta sono molte: l’ansia può esprimersi in vista di una separazione da una figura importante, all’esposizione a situazioni sociali, al pensiero di avere una malattia o, in generale, può presentarsi come una modalità di leggere il mondo, come un sentimento generalizzato di angoscia costante fino ad “esplodere”, in certi casi, in attacchi di panico veri e propri.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Qualunque sia l’elemento che la scatena, ciò che caratterizza l’ansia è la sensazione costante di paura, emozione che, sebbene sia logico provare quando si è esposti ad un rischio reale, può compromettere la serenità della propria vita se si innesca continuamente di fronte a stimoli che, di per sè, non hanno nulla di temibile, trasformando la propria esistenza in una prigione che diventa la propria zona di comfort.

Generalmente, il forte senso di disagio tipico dell’ansia si accompagna a sintomi fisici (come, per esempio, tachicardia, tremore, sudorazione) e comportamenti di evitamento che si attivano anche qualora lo stimolo temuto non sia presente e che determina uno stato di allerta costante.

Questo tipo di problematica è molto frequente e provoca una forte sofferenza in chi la sperimenta, ma ciò non significa che non sia gestibile. Al contrario, con l’aiuto di un professionista, è possibile imparare a riconoscere le motivazioni che spingono a leggere il mondo come se fosse un luogo minaccioso, permettendo di modificare il modo di interpretarlo e prendendo consapevolezza del fatto che vivere la propria quotidianità, rapportarsi agli altri e percepire un ambiente confortante e affidabile è possibile.

2. DEPRESSIONE

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Psicologo Firenze – La vita, purtroppo, pone di fronte a momenti molto complessi e faticosi d un punto di vista emotivo ed in tali circostanze il senso di tristezza, l’apatia e lo sconforto possono prendere il sopravvento sulla capacità di gestire le proprie abitudini.

Può capitare allora di sentirsi “spenti, “giù di corda”, privi di stimoli e di interessi, tanto da sperimentare cambiamenti nei  ritmi quotidiani del sonno, dell’appetito, della propria capacità di concentrarsi, determinando inevitabili ripercussioni sulla propria esistenza, paralizzandola.

In questi casi i pensieri negativi, i sensi di colpa e la mancanza di energia fanno sentire impotenti e bloccati, chiusi in una solitudine che si ha l’impressione nessuno possa essere in grado di comprendere e, in questi momenti, rialzarsi tornando a sorridere sembra un obiettivo impossibile da raggiungere.

Anche qualora la vita ponga di fronte ad eventi traumatici, lutti, separazioni, perdite, un’infanzia dolorosa che sembra impensabile accettare, ogni persona possiede risorse enormi che può essere in grado di tirar fuori per reagire, sebbene spesso, soprattutto quando ogni certezza sembra sbriciolarsi di fronte ai nostri occhi, non ne è consapevole.

Per questo, per riconoscerle e utilizzarle al meglio è spesso necessario rivolgersi ad uno specialista con il quale intraprendere un percorso di crescita personale teso alla scoperta di sè e delle proprie modalità disfunzionali allo scopo di fronteggiarle e modificarle imparando, pian piano, ad uscire da quel muro di solitudine e tristezza che si è costruito per proteggere se stessi e riprendere in mano la propria vita con serenità.

3. SBALZI D’UMORE

Psicologo Firenze – L’umore è solitamente sottoposto ad oscillazioni che fanno sì che ognuno sperimenti, in modo alternato, emozioni di felicità e di tristezza. Quando, però, gli “sbalzi” diventano talmente intensi e duraturi da interferire con la capacità di gestire i rapporti con gli altri, stabilire relazioni significative e svolgere adeguatamente il proprio lavoro, gestire la propria quotidianità può diventare difficile e faticoso.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Quando capita di sentirsi “sballottati” tra la sensazione di essere “al settimo cielo”, euforici, invincibili, così carichi di energia da non percepire il bisogno di dormire o di mangiare che si alternano ad un senso di profonda tristezza, auto-svalutazione o di colpa eccessivi, può darsi che non si tratti di una normale oscillazione dell’umore, ma di una problematica che deve richiedere l’attenzione di uno specialista.

A molte persone capita di attraversare periodi in cui si sentono in vena di iniziare nuovi progetti senza possedere le competenze per poterli realizzare, di sentirsi così attive da non percepire il bisogno di dormire, di fare acquisti incontrollati, di guidare in modo spericolato, di intraprendere investimenti azzardati o di sviluppare attività sessuali compulsive, alternando tali comportamenti a fasi caratterizzate, al contrario, da arrendevolezza, sfiducia in sè e nel mondo, assenza di energia e sprofondando, di conseguenza, in una sensazione di depressione vera e propria.

Questa situazione porta, inevitabilmente, a sperimentare un malessere che può essere però gestito con l’aiuto del professionista giusto. Il desiderio di sentirsi sollevato, unito alle competenze di uno specialista (e, se necessario, con la collaborazione di specialisti in psicofarmacologia) possono aiutare a raggiungere un maggior grado di consapevolezza circa la problematica, aiutando a comprenderla, gestirla e, quindi, a stare meglio.

In quali circostanze e in che modo la psicoterapia può fornire un valido aiuto?

Psicologo Firenze – Quando si avverte la sensazione che lo stress e l’ansia quotidiani siano ormai ingestibili, che certe ferite emotive del passato continuino a “sanguinare”, che il senso di tristezza abbia la meglio sulla propria esistenza, che certe paure tendano a paralizzare i propri comportamenti, che eventi improvvisi e inaspettati stravolgano completamente le proprie certezze, qualora insorgano insorgano blocchi relativi alla sfera affettiva, sessuale, alimentare o, talvolta, “semplicemente” si realizza che il bisogno di conoscere meglio se stessi prende il sopravvento, la psicoterapia può essere il migliore alleato.

Esistono tantissime scuole di pensiero che seguono approcci terapeutici diversi tra loro e che quindi si rapportano all’individuo ed alla sintomatologia lamentata in modi differenti.

Personalmente ritengo che ogni individuo abbia una storia personale, una complessità ed una sintomatologia sue proprie, meritevoli di una comprensione che tenga conto di tale unicità, attraverso un approccio plasmato sulla persona e sulle sue caratteristiche irripetibili.

Per questo motivo lavoro sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiseguendo i principi del modello comparato
(http://firenze.spc.it/chi-siamo/presentazione/modello-comparato) che si pone come obiettivo principale quello di creare un intervento “ritagliato sul paziente”, non perdendo mai di vista l’importanza di stabilire e mantenere una relazione terapeutica efficace.

Dopo una prima fase, focalizzata sulla comprensione e sulla presa di coscienza circa le cause che hanno portato all’attuale situazione di sofferenza o disagio, il processo terapeutico prosegue in una fase più attiva di “accompagnamento” alla vita reale con una nuova consapevolezza di sè e, di conseguenza, di maggiore fiducia nelle proprie risorse nell’affrontare con maggiore fiducia e serenità la propria vita, liberi di essere se stessi.

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Disturbo Bipolare – Vivere tra l’esaltazione e la depressione.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiDisturbo Bipolare – L’umore è la tonalità affettivo-emotiva che colora l’intera esistenza di ogni persona:

ogni idea, emozione o ricordo vissuti sono caratterizzati dallo stato d’animo del momento.
Possiamo immaginare l’umore come collocato su un continuum che oscilla  tra i due poli opposti della tristezza e dell’euforia, condizionato sia da fattori “interni”, relativi alla sfera psicologica, che da eventi esterni caratterizzati da tutto ciò che accade al di fuori di noi e che quindi, inevitabilmente, influenza il morale.
Proprio per questo, tale condizione di dinamicità e flessibilità relativa allo stato d’animo è ritenuta normale e diventa problematica (quindi degna di attenzione da un punto di vista clinico), nel momento in cui l’umore, anzichè oscillare da un polo all’altro, resta fisso ad un estremo.
In questo caso può verificarsi una sintomatologia differente a seconda che la fissazione riguardi il polo “negativo” o quello “positivo” che, nello specifico portano allo svilupparsi dei sintomi tipici della depressione o ad assistere, al contrario, ad un umore elevato.
In tali circostanze si parla di disturbi unipolari, proprio perchè l’umore resta fisso ad un unico polo.

Ma di cosa si tratta se si passa, ciclicamente, da una polarità all’altra?

Come detto poco fa, l’alterazione dello stato d’animo può essere ritenuto una circostanza normale nella quotidianità di ogni persona fino a che si tratta del passaggio da emozioni di tristezza a quelle di allegria, ma sbalzi di umore  troppo intensi possono essere un campanello d’allarme rispetto alla possibilità che si stia soffrendo di un disturbo bipolare.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiIl disturbo bipolare è una manifestazione clinica caratterizzata dalla continua alternanza di episodi depressivi ed episodi maniacali che restano alterati per periodi relativamente lunghi (non si tratta di variazioni che avvengono, per esempio, nell’arco di uno stesso giorno) e che inevitabilmente influenzano la qualità della vita della persona che ne viene colpita, rischiando di deteriorarne la vita affettiva, sociale e lavorativa.
Nonostante esistano diverse sottocategorie di disturbo bipolare (disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, disturbo ciclotimico), che si differenziano tra loro per determinati criteri diagnostici che non ritengo opportuno specificare in questa sede, in ogni caso non si tratta mai di comuni sbalzi di umore, ma di importanti variazioni che compromettono in maniera significativa le scelte, i comportamenti e il modo di leggere gli eventi di chi ne soffre.

Come riconoscere il disturbo bipolare?

Ecco, di seguito, alcuni criteri utili nell’individuazione di un disturbo bipolare (che non devono, in nessun caso, sostituire una diagnosi specialistica).

• Presenza di un umore persistentemente elevato ⇒ L’umore tende ad apparire come eccessivamente euforico, al “settimo cielo”, talmente espanso da poter essere percepito inadeguato rispetto al contesto; ad esempio l’individuo può iniziare lunghe conversazioni in pubblico con persone estranee.

 Accelerazione nello svolgimento delle attività quotidiane: L’eccessiva eccitazione può spingerlo a progettare imprese irrealizzabili, ad iniziare una serie di compiti senza portarne a termine neanche uno, a sperimentare un ridotto bisogno di dormire, ad essere facilmente distraibile.

• Autostima esagerata ⇒ Il senso di Sè risulta tanto alterato da passare da una fiducia in se stessi priva di critica ad un senso di grandiosità talmente grande da diventare, a tratti, delirante.
Può avvenire, per esempio, che nonostante non sia presente alcun talento specifico, l’individuo decida di intraprendere compiti grandiosi come quello di pubblicare un romanzo.

• Evidente distraibilità ⇒ I pensieri viaggiano con una rapidità talmente forte da determinare un‘incapacità di filtrare gli stimoli estremi irrilevanti (come i rumori di fondo in una conversazione o l’arredamento in una stanza) e ciò rende, di frequente, impossibile sostenere un discorso logico o seguire delle istruzioni.

• Eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose ⇒ L’espansività, l’ottimismo, la grandiosità e lo scarso giudizio spesso determinano il coinvolgimento in attività “pericolose” come acquisti incontrollati (che possono causare una perdita di denaro eccessiva rispetto alle proprie possibilità economiche), guida spericolata, abuso di sostanze, improvviso interesse per il gioco d’azzardo, investimenti finanziari avventati, comportamenti sessuali promiscui e insoliti per l’individuo.

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• Compromissione nella sfera lavorativa, sociale e affettiva ⇒ L’alterazione dell’umore è talmente importante da compromettere in modo significativo la capacità di svolgere adeguatamente i propri compiti lavorativi nonchè di gestire relazioni sia amicali che intime.

• Alternanza di episodi depressivi ⇒ Per poter parlare di Disturbo Bipolare è necessario che a tutti questi sintomi si alternino dei periodi caratterizzati da sintomi tipici dell’umore depresso.
Durante questi intervalli di tempo, quindi, la persona tende a sperimentare:
· Intensi sentimenti di vuoto
· 
Impotenza appresa

· Solitudine
· Difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane
· 
Assenza di interesse per ogni tipo di attività piacevole
· Alterazioni del sonno
· 
Mancanza di appetito
· Problemi di concentrazione e memoria
·
 (nei casi più gravi) Pensieri suicidari

Qual è il modo migliore di approcciarsi a questa problematica?

Il disturbo bipolare è un disagio relativo al tono dell’umore che, come tale, non può e non deve assolutamente essere sottovalutato. Talvolta, quando il tono dell’umore è spostato sul piano maniacale, chi ne soffre può non avere la percezione di avere un problema e di necessitare quindi di un trattamento, rendendo piuttosto difficile aiutarlo a migliorare la propria situazione.
Ciononostante, l’intervento psicoterapeutico si rende indispensabile e dovrebbe essere teso sia ad affiancare il paziente nel raggiungimento di una presa di coscienza relativa al disturbo, andando ad indagare le cause che l’hanno generato, che ad aiutarlo a gestire i propri comportamenti disfunzionali ed i pensieri ad essi associati.
Sebbene la psicoterapia si sia mostrata efficace nella capacità di affrontare molti problemi interpersonali, emotivi e cognitivi di pazienti affetti da disturbo bipolare, non va dimenticato che, in alcuni casi, l’associazione ad una terapia farmacologica è ritenuta indispensabile nella presa in carico del paziente.

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