E tu..che dea sei? La psicologia della donna Artemide

[Ogni donna ha, dentro di sè, una o più dee che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quella che maggiormente ti rappresenta? E tu..che dea sei? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Artemide]

– Seconda Parte –

43984Le dee vergini (Artemide, Atena ed Estia) hanno, come caratteristica comune, quella di essere libere e indipendenti, in particolare personificano la capacità della donna di non venire manipolata né dalle aspettative sociali e culturali né tantomeno dagli uomini.
Oggi esploreremo le caratteristiche di Artemide, dea della caccia e della luna, arciera che sempre focalizzata sull’ obiettivo (e cosciente di poterlo raggiungere grazie alle sue frecce che non sbagliano mai la mira) possiede la capacità innata, come archetipo, di concentrarsi su ciò che ritiene importante senza farsi distrarre nel suo cammino da niente e da nessuno. E proprio la perseveranza e la tenacia che la caratterizzano le permettono di non mancare mai il bersaglio e di raggiungere lo scopo predetto.

Se una bambina possiede qualità tipiche di Artemide, lo si può osservare già dalla tenera età, quando la curiosità e l’ esplorazione per gli ambienti sconosciuti la accompagnano dai primi passi e la tendenza ad essere attiva anziché passiva al mondo le permette di conoscere un universo più vasto di quello circoscritto all’ ambiente domestico. Già da piccola è un “maschiaccio”, preferisce giochi fisici ai fiocchetti rosa e agli abitini da principessa ed i padri che la sostengono, assomigliano molto al padre della dea Artemide, Zeus, sempre pronti ad incoraggiarla in ogni attività e a lodarla di fronte alle vittorie.
Se, però, i genitori non accettano la natura ribelle e selvaggia della piccola Artemide, possono nascere problematiche che generano, in età adulta, un conflitto rispetto alle proprie capacità fino a provocare un senso di inadeguatezza di sé che talvolta sfocia in un conflitto sull’ identità femminile vera e propria. Ciò avviene soprattutto quando la figlia Artemide incontra una madre passiva e debole e, nello sforzo di non somigliarle, si rifiuta di esprimere la propria vulnerabilità e si dimostra indipendente da tutto e tutti; nel rifiuto di identificarsi con lei, però, rifiuta tutto quando viene considerato femminile, entrando quindi in crisi.
Come archetipo, rappresenta qualità idealizzate di movimenti femminili in quanto come la dea che amava circondarsi di ninfe, anche la donna Artemide nutre un senso di grande solidarietà per le altre donne e crede molto nell’ amicizia femminile.
Relativamente alle relazioni amorose, la dea Artemide non è mai stata moglie di nessuno, e la donna impersonata da tale archetipo si sente integra e completa anche senza un uomo al suo fianco, caratteristica questa che condivide con le altre due dee vergini. L’idea del matrimonio è spesso distante dalla sua mente e, nel caso in cui decida di compiere il grande passo, si tratta di un unione su basi egualitarie nel quale preferisce, per esempio, conservare il suo cognome anche da sposata; ci sono sempre comunque buone possibilità che preferisca la convivenza o, addirittura, restare nubile in quanto l’ idea di “sistemarsi” non è molto attraente per lei, troppo libera e dinamica.
Per quanto concerne la vita sessuale, al giorno d’ oggi è raro che la donna Artemide si mantenga casta come la dea che la domina, è invece più probabile che l’ esperienza sessuale venga eventualmente vissuta come un’ avventura, come espressione della sua tendenza ad esplorare. Gli uomini, infatti, difficilmente le interessano nel ruolo di amante e tende, di conseguenza, a tenere distanti quelli che tentano di diventare il centro della sua vita.
Similmente alla dea Artemide, sorella gemella di Apollo, la donna che incarna questo archetipo ricerca e tende a stabilire con gli uomini per lo più legami amichevoli e fraterni. È attratta prevalentemente da persone con cui possa stabilire rapporti “alla pari” e che condividano con lei interessi simili o complementari ai suoi. Può accadere però che si impegni in rapporti meno compatibili, in questi casi tali relazioni tendono a ricalcare alcuni conflitti infantili, riportandole alla mente dinamiche con un padre che non appoggiava le sue aspirazioni rendendola insicura.
Altra possibilità, relativa alle relazioni, è quella che si innamori di un uomo dalla forte personalità con il quale tendartemidee ad entrare in competizione, caratteristica questa che spesso mette fine al rapporto amoroso, intrappolando entrambi in una spirale di rivalità permanente.
In generale, comunque, la donna Artemide, si interessa ad un uomo fino a che è presente l’ elemento dell’ inseguimento che la riporta alla sua natura di cacciatrice che viene meno nel momento in cui lui dipende da lei o manifesta segni di debolezza, pertanto i rapporti privilegiati per lei sono quelli in cui l’ uomo mantiene una certa distanza emotiva e si mostra non sempre disponibile.
Relativamente ai figli, c’è da dire che essi non sono fondamentali nella sua vita che non è certo caratterizzata da un istinto materno predominante; ciononostante, nel momento in cui ha dei figli suoi, è generalmente una buona madre che insegna da subito ai propri figli come bastare a se stessi e come cavarsela in ogni circostanza.
Vivere “da Artemide” può essere molto soddisfacente per la donna che incarna questo archetipo, la quale si pone sempre degli obiettivi che persegue con passione ed entusiasmo in quanto non ha mai la sensazione che nella sua vita manchi qualcosa. La donna Artemide sente sempre il bisogno di venire sfidata e coinvolta in interessi che la gratifichino, ma se l’ archetipo viene contrastato, impedendole di esprimersi, può sentirsi estremamente frustrata, tanto da sviluppare, in certi casi, sintomi depressivi.
Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia di un’ altra dea vergine: Atena, dea della saggezza e dei mestieri.

Ti riconosci in questo tipo di donna? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa dea?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen J. S. (1984), Le Dee dentro la donna, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini
Editore, Roma, 1991.

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