E tu..che dea sei? La psicologia della donna Atena

[Ogni donna ha, dentro di sè, una o più dee che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quella che maggiormente ti rappresenta? E tu..che dea sei? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Atena]

– Terza Parte –

Ci addentriamo oggi nell’ atena3esplorazione della psicologia di Atena, dea della  saggezza e dei mestieri. Similmente ad Artemide, essendo come lei una dea vergine, era devota alla castità ed in quanto dea guerriera era l’ unica divinità dell’ Olimpo ad essere raffigurata con la corazza e l’ elmetto, uno scudo e una lancia.
Il suo compito era quello di scegliere gli eroi per la guerra e, pertanto, una delle caratteristiche principali delle donne che sono impersonate da questo archetipo, è quella di essere strategiche, proprio come la dea che le rappresenta.
Nata dalla testa di Zeus già con sembianze adulte questa dea non è mai stata bambina e in maniera simile colei che abbraccia il suo archetipo ha affrontato le esperienze infantili come farebbe una donna adulta e può essere considerata, per certi aspetti, una dea vergine più emancipata e matura di Artemide.
Già da piccola mostra una spiccata curiosità ed intelligenza, legge molto, chiede informazioni e vuole sapere come funzionano le cose.
La relazione con la figura di attaccamento particolarmente significativa è quella che stabilisce col padre al pari della dea che, sebbene avesse una madre, Metis (divinità dell’ oceano nota per la sua saggezza) si considerava figlia soltanto di Zeus.
Se cresce come prediletta di un padre di successo la donna Atena sarà facilitata nello sviluppare le proprie tendenze naturali a raggiungere gli obiettivi stabiliti e, come la dea nella mitologia era il braccio destro di Zeus, la donna Atena stabilisce col padre un rapporto di grande complicità. Nel caso in cui, invece, il padre non la appoggi (spesso perché troppo impegnato) può crescere con la sensazione di non essere riconosciuta per quello che è con conseguente senso di svalutazione delle proprie capacità.
La madre molto spesso, a meno che non sia a sua volta una donna che abbraccia lo stesso archetipo, non si sente apprezzata dalla figlia che percepisce come troppo diversa dalla altre bambine ed ha la sensazione di intrattenere con lei un rapporto “in difetto” e caratterizzato da poca comprensione reciproca.
Le donne dominate da Atena sono razionali, governate dalla testa più che dal cuore e l’ archetipo femminile che questa dea personifica è in grado di dimostrare come il saper pensare e mantenere il sangue freddo in determinate circostanze anziché farsi prendere dall’ emotività, caratteristiche ritenute generalmente maschili, siano tratti che possono essere completamente “naturali” per certe donne che non si comportano “da uomo”, ma da Atena.
Quando è lei la dea predominante nella psiche di una donna, similmente ad Artemide, possiede un’ attenzione focalizzata che la porta a concentrarsi sulle sue priorità ma, a differenza della dea della caccia (e anche di Estia, l’ altra dea vergine) Atena ricerca la compagnia degli uomini, con i quali lavora a stretto contatto, protetta dall’ elemento dea-vergine che l’ aiuta ad evitare legami emotivi o sessuali con loro.
Gli uomini che attraggono la donna Atena sono quelli che, in qualche modo, le ricordano il padre Zeus; sono pertanto generalmente potenti e tendono a ricoprire ruoli di autorità e responsabilità, uomini forti che le fanno da guida ma che, allo stesso tempo, condividono con lei interessi e modi simili di guardare le cose. Sono uomini di successo, vincenti e, similmente alla dea che durante la guerra di Troia si prodigò per proteggere soprattutto Achille, il più formidabile e vigoroso tra i guerrieri greci, ritiene che solo gli eroi siano degni di considerazione. Di solito sceglie lei il compagno che avrà la fortuna di averla al suo fianco e utilizza, anche in campo emotivo, la capacità di pensiero strategico e pragmatico che la caratterizza.athena_7
La donna Atena vive nella mente e per questo spesso non è in contatto col proprio corpo; a meno che non siano attive in lei anche Era (archetipo della moglie) o Afrodite (archetipo dell’ ebbrezza amorosa), il sesso stesso non è vissuto come espressione di un’ attrazione erotica ma, piuttosto, come un accordo implicito di una relazione o un atto calcolato.
Quando decide di sposarsi succede spesso che il matrimonio di una donna Atena sia più un rapporto di solidarietà che un’ unione appassionata, vive la relazione di coppia come un vantaggio per entrambi. Lei aspira a diventare “socia” di suo marito, una compagna che lo affianca e lo aiuta nella carriera e negli affari, un‘ alleata sul piano sociale. Essendo estremamente pratica e razionale che molto difficilmente si concede agli impulsi, è praticamente inaccessibile alla gelosia sessuale, tanto che può arrivare a sottovalutare in modo eccessivo l’ importanza dell’ interesse del marito per un’ altra donna.
Sa essere una buona madre e può essere considerata, rispetto alla maternità, l’opposto di Demetra (archetipo della madre) la quale vorrebbe che i propri figli non crescessero mai; Atena, invece, non vede l’ ora che diventino grandi, che abbiano un’ età tale per cui si possa parlare con loro e fare progetti insieme ed è fiera di loro se sono personalità estroverse, vivaci e competitive.
Le donne che vivono “da Atena”, vivono con la testa e agiscono sempre in modo intenzionale, i loro sentimenti sono sempre ben modulati e manifestano difficoltà a lasciarsi andare all’ intensità delle emozioni, d’ altra parte non si può dimenticare che uno dei tratti distintivi della dea è quello di portare la corazza grazie alla quale può proteggersi dal proprio e dall’ altrui dolore.
E proprio grazie all’ armatura che indossa, Atena si trova in un certo senso avvantaggiata rispetto ad Artemide, dea per certi versi simile a lei. Mentre Artemide, sprovvista di corazza, può andare infatti incontro a delusioni di fronte ad ostilità ed inganni, Atena è in grado di valutare freddamente quanto sta accadendo e, osservando, etichettando, analizzando quanto sta succedendo decidere cosa fare dopo.
Fare appello all’ archetipo di Atena, pertanto, può essere estremamente utile ad una donna che si trovi nel bel mezzo di una tempesta emotiva per riuscire, ricorrendo alla razionalità, a trovare e mantenere la lucidità necessaria.
Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia della terza ed ultima dea vergine: Estia, la dea del focolare.

Ti riconosci in questo tipo di donna? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa dea?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
Bolen J. S. (1984), Le Dee dentro la donna, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini
Editore, Roma, 1991.

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3 thoughts on “E tu..che dea sei? La psicologia della donna Atena

  1. Molto affascinante Atena, dea del raziocinio e della giustizia, amo molto certi aspetti che la caratterizzano. Ma, al contrario della dea, lei non trascuri le emozioni, sono il sale della nostra vita..! 🙂

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