E tu..che dea sei? La psicologia della donna Demetra

[Ogni donna ha, dentro di sè, una o più dee che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quella che maggiormente ti rappresenta?  Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Demetra]

    – Sesta Parte –

Demetra, dea della fertilità, è la seconda tra le divinità vulnerabili e incarna un archetipo che, prima o poi, praticamente ogni donna si trova ad attivare nel corso della propria esistenza: quello della madre. Come tale Demetra rappresenta l’ istinto materno e fa in modo che una donna si senta realizzata nel momento in cui ha un figlio che le consente di dare ad un altro essere nutrimento da un punto di vista fisico, ma anche psicologico e spirituale.demetra
A livello biologico la spinta di questo archetipo determina il desiderio di restare incinta e di avere un bambino, pertanto la presenza della dea Demetra in una donna è una forza totalitaria che la spinge alla gravidanza in modo sia conscio che inconscio.
Già da piccola, la futura “donna Demetra”, può essere considerata una mamma in erba che ama giocare con le bambole  e prendere in braccio bambini molto piccoli.
In età adolescenziale, complice anche un nuovo equilibrio ormonale, sogna già di avere un figlio tutto suo e tale desiderio è talmente forte che la sessualità stessa non viene vissuta come pulsione intensa di soddisfare un bisogno fisico (come accade per Afrodite), ma come un atto volto alla procreazione più che al piacere. Attrae uomini che provano affinità con donne materne e più che scegliere il proprio partner, risponde al bisogno che un uomo ha di lei. Anche il legame di coppia ripete il modello del figlio-amante nel quale lui è un uomo che spesso non si sente stimato dagli altri, i quali non sempre sono disposti a perdonarlo per essere un irresponsabile, a differenza di lei, che lo reputa “un bambino cresciuto”, ma in ogni caso un essere speciale da tutelare e perdonare in ogni caso, come si fa con un figlio.
La potenza di questo archetipo si osserva nel momento in cui una donna si trova di fronte ad una gravidanza imprevista. Se l’ aborto si dimostra la cosa più sensata da fare per determinati motivi, la donna “non Demetra”, si organizzerà per farlo e proverà sollievo subito dopo. Al contrario, quando l’ influenza della dea è molto presente nella psiche di una donna, può decidere di non ricorrervi anche se sa che sarebbe la soluzione migliore, oppure, dopo averlo intrapreso, non proverà sollievo ma dolore ed angoscia in quanto si è trovata ad andare contro al suo istinto.
È appagante, per la donna Demetra, donare nutrimento agli altri, ai figli in primis, ma in generale a tutte le persone che le sono vicine; non va dimenticato che nel mito lei è la dea della fertilità intesa anche come abbondanza nei raccolti e quindi come Madre Natura.
La donna Demetra può essere considerata come la più generosa tra le donne. Come la dea che impersona, che donò all’ umanità l’ agricoltura ed i raccolti, anche colei che incarna questo archetipo dona costantemente sostegno fisico, emotivo e spirituale alle persone circostanti riproponendo schemi che corrispondono, in un certo senso, a ciò che dà ai figli che, inizialmente, dipendono totalmente da lei da un punto di vista fisico, ricercando poi un sostegno emotivo e per trovare, infine, una sorta di saggezza spirituale tesa a comprendere il significato della propria esistenza.
Accanto a questo aspetto accudente e rassicurante, è necessario tener presente che la dea Demetra possiede anche un aspetto fortemente distruttivo che si rispecchia poi in ogni donna che abbraccia il suo archetipo. Non possiamo dimenticare che, nella mitologia, quando la dea della fertilità interrompeva le sue funzioni, non cresceva più niente e l’ umanità correva ogni volta il rischio di venire distrutta. In maniera analoga, può succedere che la donna Demetra esprima un’ aggressività di tipo passivo rifiutandosi di fornire nutrimento all’ altro, cosa che può accadere, per esempio, ad una madre gravemente depressa che, rifiutandosi di adempiere alle sue funzioni, può rappresentare un pericolo mortale per il figlio.
Tale depressione e rabbia ricordano lo stato d’ animo provato da Demetra quando suo fratello Ade le sottrasse la figlia Persefone. Mentre la fanciulla veniva trascinata negli Inferi chiedendo aiuto al padre Zeus che non fece nulla, l’ eco delle sue urla fu infatti udito da Demetra che corse a cercarla senza sosta, desiderosa soltanto di ritrovare la figlia perduta, scoprendo infine che Ade aveva rapita Persefone su richiesta di Zeus e l’ aveva inoltre violentata e fatta sua sposa.
demetra2Demetra, guidata dal forte istinto materno non poteva accettare l’ idea di aver persa la propria figlia, abbandonò quindi l’ Olimpo e smise di adempiere alla propria funzione di dea della fertilità, generando una gravissima carestia e mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza della razza umana.
Questo aspetto distruttivo può ritrovarsi anche in certi modelli di “madre negativa” in cui rischiano di incappare alcune donne Demetra le quali possono opporsi al “taglio del cordone ombelicale” con il figlio ormai adulto, esercitare su di lui un controllo eccessivo o avere difficoltà a “dire no” incoraggiando, così facendo, lo svilupparsi di alcuni comportamenti dipendenti attraverso un atteggiamento distruttivo, sebbene in modo indiretto.
Il suo bisogno di rendersi indispensabile ed essere eccessivamente protettiva è talmente forte che il prodigarsi per gli altri diventa ciò che dà un senso alla sua vita. Per questo sarebbe importante che ogni donna Demetra riuscisse a “impiegare” la dea che la governa a proprio beneficio, imparando a prendersi cura di se stessa con l’ identica dedizione con cui si prende cura degli altri in quanto il pericolo che corre è quello di impegnarsi troppo per realizzare i desideri altrui perdendo di vista i propri bisogni, rischiando di diventare una madre fallimentare.

 Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia della prima tra le dee vulnerabili: Persefone, regina degli Inferi.

 Ti riconosci in questo tipo di donna? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa dea?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen J. S. (1984), Le Dee dentro la donna, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini
Editore, Roma, 1991.

 

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