E tu..che dea sei? La psicologia della donna Estia

[Ogni donna ha, dentro di sè, una o più dee che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quella che maggiormente ti rappresenta? E tu..che dea sei? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Estia]

                                                               – Quarta Parte –

Estia è la terza ed ultima delle dee vergini, forse la meno nota tra le divinità dell’ Olimpo.estia5
In quanto dea del focolare è stata rappresentata raramente con sembianze umane dai pittori e dagli scultori, più che raffigurata viene infatti avvertita a livello spirituale, come una fiamma viva che consacra le case e i templi.
Non è mai stata protagonista, nella mitologia, di guerre né di vicende amorose, ma la sua funzione era estremamente importante in tutti quei rituali in cui era necessaria la sua presenza. Come archetipo è una presenza altrettanto importante nella donna, la quale può mantenere, grazie a lei, caratteristiche di purezza e completezza.
La dea Estia ebbe un’ infanzia tutt’ altro che felice: figlia di Crono e Rea fu la prima ad essere inghiottita dal padre e l’ ultima ad esserne rigurgitata, pertanto fu costretta trascorrere molto tempo nelle viscere buie da sola. Crono era un padre tirannico che non nutriva sentimenti d’ affetto per i figli e Rea era una madre debole e impotente che non è mai stata in grado di proteggere i propri figli dalle tirannie del padre. Le donne che abbracciano questo archetipo possono provare il desiderio di ritrarsi emotivamente dall’ ambiente familiare in cui vivono per trovare sollievo nel proprio mondo interiore, estraniandosi dal mondo circostante già da bambine. Come la dea, la donna Estia, a meno che non subisca l’ influenza di altre dee, può non essere interessata a prendere parte ad attività sociali o ludiche.
Da adulta, più che una buona moglie la donna che abbraccia questo archetipo è una buona donna di casa che con il marito, non avendo ambizioni né per sé né per lui, non né è critica né competitiva. Può, pertanto, sembrare una moglie dipendente e a proprio agio nell’ abbracciare un ruolo tradizionale, ma non è così in quanto conserva sempre una propria autonomia interna e per sentirsi realizzata non ha bisogno di un uomo, senza il quale la vita non perderebbe il suo scopo.
Attrae di solito gli uomini che cercano una compagnia silenziosa ed autosufficiente e per cui gli aspetti erotici passano in secondo piano dato che la sessualità, per la stessa donna Estia, ha davvero poca rilevanza. Come si può immaginare è una madre eccellente, tenera e accogliente, si prende cura dei propri figli in un ambiente sicuro e caldo e, a differenza di Atena, non nutre per loro particolari ambizioni, ma li lascia liberi di essere loro stessi.
A differenza di Artemide ed Atena, che si avventuravano nei boschi e nei campi di battaglia, Estia restava in casa o nel tempio ma ciò che la accomuna alle altre due dee vergini è il fatto di essere, come loro, completa in se stessa. È l’ unica dea vergine che, anziché essere orientata al mondo esterno, è concentrata sull’ esperienza soggettiva interiore ed è pertanto particolarmente presente in quelle donne propense a meditare.
La modalità tipica della dea di essere concentrata sul proprio mondo interno, consente ad ogni donna che vi si identifica di entrare in contatto con i propri valori e di percepire, di conseguenza, l’ essenza di una situazione, intuire il carattere degli altri o di comprendere il significato di certe azioni; caratteristiche queste essenziali per entrare in contatto con i propri sensi.
Quando è attivo questo archetipo, la cura del focolare diventa un modo con cui la donna mette ordine nel proprio sé raggiungendo un’ armonia ed un benessere interiore come se, per stare bene, non avesse bisogno di altro che di sistemare le cose dentro di sé, concentrandosi e per questo si può dire che Estia incarni l’ archetipo della vecchia saggia.
La sua attenzione polarizzata sul mondo interno le permette anche di diventare distante da un punto di vista emotivo nonché totalmente disiestia3nteressata a ciò che le accade intorno e proprio tale distacco le permette di essere paragonata ad una saggia, ad una donna anziana che ha il carattere temprato dall’ esperienza, di chi ha incontrato molti ostacoli, ma è riuscita a superarli.
Estia si coltiva nella solitudine senza tempo, senza fretta. Ogni donna può riuscire ad attivarla, ma solo se riesce a ritagliarsi un spazio per se stessa, senza lasciarsi distrarre dagli stimoli esterni circostanti e dedicandosi ad un solo compito alla volta, ponendo così il mondo interiore al centro del proprio Sé e enfatizzando la propria essenza.

Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia della prima tra le dee vulnerabili: Era, la dea del matrimonio.

Ti riconosci in questo tipo di donna? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa dea?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
Bolen J. S. (1984), Le Dee dentro la donna, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini
Editore, Roma, 1991.

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