E tu..che dea sei? La Psicologia Femminile.

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– Prima parte –

Ogni donna sa bene quanto non sia semplice esserlo..e soprattutto diventarlo.
È un viaggio continuo, alla scoperta di sè, in lotta tra ciò che desidererebbe essere e ciò che le viene richiesto, è un percorso nel quale si trova ad occupare ruoli diversi, da figlia ad amante, da moglie a madre, da eroina combattiva a donna meditativa. E in questo lungo tragitto da fanciulla a donna si trova spesso ad affrontare tempeste emotive che, sebbene dolorose, le permetteranno di capire chi è davvero.
Ogni volta che si trova a vivere un ruolo, che sia figlia, madre o moglie, abbraccia quello che Jung definisce archetipo.
L’ archetipo è un modello di comportamento istintuale, non appreso e pertanto ereditato dalla cultura; come tale, è un schema interno che guida all’ azione e fornisce i temi principali della vita, sulla base dei quali poi, ogni persona, elabora il proprio insieme di variazioni.
I miti greci sono espressioni di archetipi e ogni donna, a tal proposito, può essere considerata una dea.
È stata Jean S. Bolen, psicoanalista junghiana, nella sua opera “Le dee dentro la donna” a focalizzare l’ attenzione sugli archetipi femminili impersonati dalle dee che influenzano e guidano le scelte e la vita di ognuna e sottolinea come tali modelli interni siano responsabili delle principali differenze che distinguono le donne tra loro.
Sebbene ogni donna abbia presumibilmente in sé un archetipo dominante, nel corso della vita, sulla base di certe variabili come le aspettative familiari e culturali o i cambiamenti ormonali, è presente una propensione ad attivare una dea piuttosto che un’ altra. In adolescenza, per esempio, si attiva con maggiore frequenza Afrodite, dea (e quindi archetipo) della bellezza e dell’ amore che spinge all’ impeto e alla passione tipiche di quell’ età, così come in età adulta ad attivarsi saranno, con maggiori probabilità, Era e Demetra, rispettivamente archetipo della moglie e della madre.
Ogni donna ha, dentro di sé, una o più dee dominanti; più appare complessa, maggiore è la possibilità che siano attive in lei una moltitudine di dee che, sebbene rendano la sua personalità variegata e sfaccettata, la portano con maggiore frequenza a vivere conflitti interiori.
Secondo la Bolen sono sette i complessi archetipici che contengono le varianti a cui la donna può fare ricorso in un certo momento di vita o in una determinata situazione e, proprio sulla base di queste, individua sette divinità importanti e famose della mitologia greca sulla base delle cui caratteristiche distingue tre importanti categorie: le dee vergini (Artemide, Atena ed Estia), le dee vulnerabili (Era, Demetra e Persefone) e la dea alchemica (Afrodite).
Le dee vergini rappresentano le qualità femminili dell’ autosufficienza e, per questo, non sono molto inclini ad innamorarsi; esprimono, come archetipi, il bisogno di indipendenza della donna e la capacità di focalizzarsi e raggiungere le proprie mète.
Le dee vulnerabili rappresentano invece i ruoli tradizionali di moglie, madre e figlia e sono, quindi, quegli archetipi che orientano la donna al rapporto e la cui identità e benessere dipendono dalla presenza nella loro vita di un rapporto significativo nella propria vita. Nei miti che le riguardano, tutte e tre sono state violentate ed hanno molto sofferto per amore, sofferenza che ha permesso loro, però, di andare incontro ad un’ importante evoluzione di crescita interiore.
Infine, Afrodite, dea alchemica, possiede caratteristiche comuni sia con le dee vergini (fa ciò che più le piace) che con quelle vulnerabili (si lega a divinità maschili e ha figli), ma si differenzia da entrambe in quanto a differenza delle prime ha storie sessuali, a differenza delle seconde non è vittima e non soffre. L’ archetipo Afrodite si esprime nel rapporto fisico e nel processo creativo e ognuno di noi fa esperienza della sua particolare alchimia quando si innamora.
Quale donna non è curiosa di sapere quale sia la dea o le dee con cui tende ad identificarsi..? Riuscire a comprenderlo permette di decidere quale dea coltivare e quale tenere a freno nonché di sfruttare i poteri di questi archetipi per diventare l’ eroina della propria storia personale.
Vuoi sapere qual è la dea che ti domina?
Proviamo a capirlo insieme, nel prossimo articolo scopriremo le caratteristiche della prima dea vergine: Artemide, la dea della caccia.

Le 7 dee:
Le dee vergini: Artemide, Atena, Estia
Le dee vulnerabili: Era, Demetra, Persefone
La dea alchemica: Afrodite
La riunione tra le dee: Tutte le dee dentro di te

Puoi approfondire l’ argomento leggendo un altro mio articolo sulla rivista psicologica on line PsicologiaOK.

Riferimento Bibliografico:
– Bolen J. S. (1984), Le Dee dentro la donna, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini
Editore, Roma, 1991.

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