Quale dio greco ti rappresenta? La psicologia dell’ uomo Ares.

[Ogni uomo ha, dentro di sè, uno o più dei che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quello che maggiormente ti rappresenta? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Ares]

– Settima Parte –

Ares, dio della guerra, così come l’ uomo che abbraccia il suo archetipo, rimanda un’ares2 immagine di potenza fisica mascolina e di prontezza d’ azione ed il suo archetipo si attiva nelle reazioni appassionate e intense.
Caratterizzato da un forte grado di impulsività, tende ad agire alle situazioni con il corpo, non tenendo conto delle conseguenze, mettendosi spesso in circostanze che vanno a discapito suo e delle persone che gli stanno accanto.
Unico figlio di Zeus ed Era, era il meno rispettato e onorato tra le divinità (Zeus stesso non l’ ha mai appoggiato) in quanto, a causa del suo essere istintivo e irrazionale, rappresentava il piacere dello scontro ed era ritenuto quindi un sanguinario e un violento.
Come archetipo, impersona l’ aggressività, l’ istinto che fa gettare a capofitto in uno scontro, senza pensarci.
È generalmente disprezzato da tutti quegli uomini che tendono a comandare da lontano, strateghi, con tratti simili a suo padre Zeus, e allo stesso modo viene rifiutato dalla nostra cultura centrata sul pensiero e sulla razionalità.
L’ uomo Ares è una persona energica ed emotiva, fin da piccolo è attivo ed esuberante nel modo di esprimersi e di manifestare i sentimenti ed essendo pieno di energia richiede molta pazienza da parte dei suoi genitori, costantemente “messi alla prova” dal suo temperamento. Ha pertanto bisogno di punti di riferimento fermi, amorevoli e pazienti; la madre ideale è una donna forte e affettuosa ma anche attenta a stabilire dei limiti che lascino lo spazio per essere se stesso. Se la madre ripropone il modello della donna Era, essendo l’ archetipo della moglie e avendo quindi come legame privilegiato quello col marito, il figlio Ares può risentire della mancanza delle sue cure materne ed esperire quindi la sensazione di essere messo da parte.
Una fase di vita particolarmente delicata per l’ uomo Ares è quella dell’ adolescenza, in cui l’ erompere degli ormoni amplifica le sue caratteristiche di impulsività, emotività ed aggressività, talvolta molto difficili da gestire.
Relativamente alle relazioni amorose, quella che funziona meglio per un uomo Ares richiama la relazione mitologica tra lui e Afrodite, relazione che generò moltissimi figli illegittimi. Essendo entrambi persone “qui ed ora” il loro rapporto è caratterizzato da liti e riappacificazioni che lo rendono tempestoso e armonico al tempo stesso, di certo tenuto in vita sia dagli scoppi d’ ira che dal fuoco erotico. La sua sessualità è esuberante e libera, ama il corpo femminile e ama possederlo, per questo una donna Afrodite, che ama il sesso quanto lui, è l’ amante ideale.
Un uomo Ares non può trovarsi bene in una cultura puritana e ipocrita, sebbene, a livello inconscio, possa essere lui il primo a giudicare peccaminosa la propria lussuria e quindi a condannare se stesso per esprimerla o tendere a reprimersi ma, in generale, il suo lato passionale tende a manifestarsi prepotentemente, tanto da portarlo talvolta a mettere al mondo dei figli senza averne l’ intenzione. Nonostante questo quando è presente nella loro vita, sa essere una figura molto importante, si sente gratificato nel fare delle cose insieme e mette la propria famiglia al centro della sua esistenza. Il matrimonio gli è piuttosto indifferente, nel senso che non lo programma, ma neanche lo evita, segue piuttosto il flusso degli eventi.
ares1.pngUn uomo che sia solo Ares difficilmente riuscirà a sviluppare la capacità di osservarsi e riflettere su ciò che fa, è come se fosse incapace di decidere e scegliere, caratterizzato com’è esclusivamente da reazioni impulsive. La sua difficoltà di esprimersi a parole lo porta a comunicare con gli altri esclusivamente attraverso il corpo e talvolta le sue reazioni violente e rabbiose possono trovare sfogo su donne e bambini. Ciò avviene quando lui per primo ne ha subìte da piccolo, quando cioè, dentro a quello che dall’ esterno pare il corpo di un adulto, si nasconde un bimbo terrorizzato e umiliato che, per sopravvivere ad un passato violento ha rimosso sentimenti di terrore e impotenza a causa dei quali non riesce più ad identificarsi con la vittima, è per questo che l’ archetipo del dio infuriato agisce per conto di quel bambino interno.
La crescita psicologica per l’ uomo Ares avviene nel momento in cui la smetta di essere esclusivamente una persona reattiva, grazie all’ aiuto di altri archetipi quali Ermes e Apollo dai quali può acquisire rispettivamente la capacità di comunicare e di acquisire autocontrollo.

Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia del primo dio della generazione dei figli, nonché uno dei due “figli rifiutati”: Efesto.

Ti riconosci in questo tipo di uomo? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa divinità?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen, J.S. (1994), Gli dei dentro l’ uomo, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

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