Quale dio greco ti rappresenta? La psicologia dell’ uomo Dioniso.

[Ogni uomo ha, dentro di sè, uno o più dei che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quello che maggiormente ti rappresenta? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Efesto]

                                                                              -Nona Parte –

Dioniso, dio dell’ estasi e del vino, era molto vicino al mondo del mistico e del femminile,dioniso2 così come lo sono l’ archetipo che rappresenta e l’ uomo che impersona.
Era il più giovane tra le divinità dell’ Olimpo nonché l’ unico ad avere una madre mortale, Semele, che aveva suscitato l’ amore di Zeus. Il dio del cielo la fecondò sotto le spoglie di un mortale, suscitando l’ ira della gelosissima moglie Era che apparve a Semele travestita da vecchia nutrice e la ingannò convincendola ad assicurarsi della natura divina del suo amante. L’ ingenua fanciulla chiese a Zeus di esaudire ogni suo desiderio e non appena egli giurò di farlo gli chiese di apparirle nella sua natura divina, non sapendo che ciò l’ avrebbe uccisa. Zeus, non potendo sottrarsi al giuramento, si trasformò in dio della folgore uccidendo la giovane amante, ma rendendo immortale il piccolo non ancora nato che estrasse dal grembo materno e cucì nella sua coscia che gli fece da incubatrice fino a che non fu pronto per nascere. Una volta nato fu allevato dalla sorella e dal cognato di Semele nelle vesti di una bambina, ma neanche questo camuffamento lo protesse da Era, la quale fece impazzire i suoi genitori adottivi che cercarono di ucciderlo; fu di nuovo il padre Zeus a salvarlo, trasformandolo in un capretto e facendolo allevare dalle Ninfe in una grotta dove il suo tutore Sileno gli svelò i segreti della natura e gli insegnò a fare il vino.
Per comprendere le esperienze psicologiche infantili degli uomini che si identificano con Dioniso, può essere interessante cogliere due eventi importanti nella vita dalla divinità:  il fatto di essere stato allevato come una bimba e di avere avuto due madri adottive che avrebbero voluto vederlo morto.
Nel caso in cui il genitore abbia aspettative stereotipate su quelli che dovrebbero essere gli interessi del figlio (ad esempio la lotta, lo sport ecc) diversi da quelli che lui coltiva, dirà che si comporta “da ragazzina”, in quanto il piccolo Dioniso adora usare tutti e cinque i sensi. Che sviluppi o meno un’ immagine positiva di sé dipende, per lui più che per altri ragazzi, dai genitori sebbene capiti di frequente che non riceva l’ approvazione paterna. Il dio Dioniso aveva un padre, Zeus, che fu per lui anche una madre e che lo amava più di qualsiasi altro figlio ed è questo tipo di padre che l’ uomo Dioniso va a ricercare: amorevole e accettante.
L’ adolescenza tende ad essere un periodo di crisi in cui per il ragazzo Dioniso ogni cosa si fa particolarmente intensa a causa dei forti sbalzi emotivi e degli innumerevoli interrogativi relativi all’ identità sessuale, nonché al rischio di abbandonarsi alle droghe.
Similmente al dio, anche l’ uomo Dioniso è circondato dalle donne e spesso la sua fanciullaggine, che sia un giovane adulto o un uomo di mezza età, suscita da parte loro il desiderio di prendersi cura di lui sia come amiche che come amanti. Fare l’ amore con un uomo Dioniso è un’ esperienza profonda per ogni donna che non può che viverla come una fusione estatica, verso la quale lui investe un’ energia unica a cui attribuisce un’ importanza prioritaria.
Quando Dioniso diventa importante per una donna può avvenire che, entrando nella sua vita, le porterà, con i suoi alti e bassi di umore, dolore e sconvolgimento sebbene i problemi più grandi si presentino nel momento in cui, una volta sposato, lei desideri un uomo diverso e tenti di cambiarlo. Di certo non ci si può affidare a lui affinchè sostenga una famiglia da un punto di vista sia emotivo che economico, nonostante questo può avvenire che decida di sposarsi e che rispetti il matrimonio, grazie alla tenerezza nei confronti della moglie per cui ha una conoscenza empatica.
Essendo un “ragazzone” tende ad avere molto successo con i figli degli altri, ma spesso impone ai suoi un’ esperienza che li lascia disorientati in quanto sa essere, al tempo stesso, straordinariamente eccitante (sa inventare giochi entusiasmanti) ma anche terribilmente deludente (dimentica le promesse fatte loro, per esempio) pertanto, in generale, non pare essere troppo bravo nell’ assumersi le tradizionali responsabilità paterne.
L’ archetipo Dioniso ha forti potenzialità sia positive che negative, è estremamente presente in tutti quegli uomini (e donne) che vivono momenti di esperienza estatica e impulsi intensi contraddittori ed è per questo che, insieme ad Ermes, è l’ archetipo che più predispone l’ uomo a restare un eterno adolescente, rendendolo intenso ed emotivo, lasciandosi prendere dalla passione del momento e non dando l’ impressione di impegnarsi in maniera stabile e duratura.
dioniso1L’ uomo che incarna questa divinità può avere un umore molto incostante, oscillando continuamente dall’ euforia alla depressione, percependosi a tratti invincibile e a tratti inadeguato di fronte ad una determinata situazione e soprattutto totalmente incapace di avere una visione realistica di se stesso. Per questi motivi, l’ uomo che incarna tale archetipo incontra particolari difficoltà a livello psicologico che riuscirà a superare solo nel caso in cui sarà dotato di un Io forte che gli permetterà di scegliere come, quando e in che circostanze dar voce all’ aspetto Dionisiaco che c’è in lui.
Per farlo, così come nella mitologia ha ricevuto aiuti, può, nella vita reale, impegnarsi per attivare tre importanti archetipi: Zeus, che lo aiuta a convivere con i pensieri irrazionali ed i sentimenti intensi senza agirli, Ermes dal quale può imparare a vivere nel presente e ad esprimere ciò che prova e Apollo che gli insegna ad osservare le cose da un punto di vista razionale e strategico.

Ti riconosci in questo tipo di uomo? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa divinità? Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen, J.S. (1994), Gli dei dentro l’ uomo, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

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