Quale dio greco ti rappresenta? La psicologia dell’ uomo Zeus.

[Ogni uomo ha, dentro di sè, una o più dei che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quello che maggiormente ti rappresenta? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Zeus]

-Seconda Parte –

Zeus, insieme ai fratelli Poseidone e Ade, fa parte della prima generazione di divinità maschili dell’ Olimpo e rappresenta, insieme a loro, i tre aspetti dell’ archetipo paterno.
I tre dei si spartirono, tirando a sorte, il mondo assumendo ognuno il dominio su un determinato regno.
Come nella mitologia, possiamo immaginare anche la mente degli uomini divisa in tre mondi: quello mentale che appartiene a Zeus (il cielo), quello emotivo di Poseidone (il mare) e quello represso e temuto di Ade (il mondo sotterraneo). Ovviamente, a differenza degli dei, l’ uomo ha la possibilità di accedere a tutti e tre i regni e di passare dall’ uno all’ altro, integrandoli.

zeus1Nonostante a Zeus venne assegnato il cielo, si può dire che lui era il dio supremo e, come tale, regnava su tutto. Pertanto gli attributi che caratterizzano l’ uomo che incarna questo archetipo sono quelli che noi siamo soliti considerare tipici dei padri forti, sovrani e capi. Essendo il dio del cielo, Zeus regnava dall’ alto e da lontano,potendo godere di una buona visuale ed è per questo che ogni uomo diventa come lui quando aspira ad una posizione di potere, talvolta da esercitare sugli altri al fine di raggiungere un obiettivo desiderato. Come archetipo, predispone l’ uomo a “creare un territorio”, lo spinge a formare una famiglia, e a far sì che i figli siano prolungamenti di lui.
La cosa che più desidera in assoluto è raggiungere autorità e potere.
Il fulmine e l’ aquila, i due simboli che lo rappresentano, esprimono bene la determinazione, peculiare dell’ archetipo e presente già dall’ infanzia, con cui l’ uomo Zeus riesce ad agire da lontano, con prontezza. Come l’ aquila che osserva dall’ alto pronta a gettarsi a capofitto sulla preda individuata a distanza, anche l’ uomo che incarna questo archetipo possiede il senso della visione d’ insieme e la consapevolezza del particolare e, come l’ aquila, è facile per lui cambiare fingendo di non aver perso. Il fulmine simboleggia invece il suo potere punitivo, anch’ esso colpisce da lontano, ma in modo deciso.
Ultimogenito di Crono e Rea, fu l’ unico tra le tre sorelle e i due fratelli a non essere mangiato dal padre timoroso di essere spodestato dai figli, in quanto la madre riuscì a scambiarlo con un sasso che fu inghiottito al posto suo e lo affidò alle cura di una ninfa, con cui crebbe. Da grande riuscì a far rivomitare al padre tutti i figli e, con l’ aiuto dei fratelli, lo spodestò dall’ Olimpo, conquistando il potere.
Da lui nacque tutta la seconda generazione di divinità e semidei dell’ Olimpo in quanto ebbe numerosissime relazioni con divinità femminili, ninfe e donne mortali.
Tra tutte, nella mitologia greca, spicca la relazione di Zeus con Era, la dea iZeusErannamorata di questo dio promiscuo e pertanto gelosa e vittima di molte umiliazioni, che incarna l’ archetipo della moglie. In maniera analoga, il matrimonio tra un uomo Zeus e una moglie Era rappresenta il prototipo del conflitto in quanto alla base di questa unione ci sono archetipi molto forti ma motivati da intenti totalmente diversi: per Era il matrimonio è un impegno sacro e prioritario basato sull’ amore e sul rispetto reciproco, per Zeus è un’ alleanza fondamentale per “consolidare il suo regno”, non ha nulla a che vedere con il cuore o con l’ affinità. Anzi, Zeus è un grandissimo seduttore. Nel momento in cui vede una donna che desidera fa di tutto per avvicinarla: cambiando il suo aspetto, può mostrarsi vulnerabile o raffigurarsi come un amante focoso ma, una volta riuscito nell’ intento, la sua attenzione tornerà altrove. In genere tende ad essere uno stratega anche nei sentimenti, quando corteggia una donna non lo fa con “il cuore in mano”, non gli interessa parlare di sentimenti ma vuole una compagna che faccia ciò che lui si aspetta da lei, senza dare grattacapi. In maniera simile si comporta anche l’ uomo che incarna il suo archetipo.
In campo sessuale può essere definito un “maschio alfa” ma generalmente non viene considerato un buon amante; a causa della sua sessualità aggressiva risulta distaccato emotivamente e non essendo capace di intimità emotiva, difficilmente è appassionato.
Rappresentando l’ archetipo del padre è chiaro che la pulsione ad avere figli è connaturata in lui.
Zeus era un padre molto protettivo e generoso sebbene racchiudesse, dentro di sé, anche aspetti oscuri e distruttivi. Similmente, l’ uomo Zeus farà di tutto per aiutare i figli a scalare la vetta del successo e li manterrà fino a che gli sarà possibile, viziandoli talvolta, ma è un padre piuttosto distante emotivamente. La sua personalità autoritaria fa sì che i suoi giudizi siano particolarmente forti e pesanti e rendono il figlio eccessivamente bisognoso dell’ approvazione da parte sua. Si aspetta da loro che siano obbedienti e predilige quelli che rispecchiano l’ immagine ideale che ha di se stesso; in generale, comunque, è un padre autoritario che vuole sempre l’ ultima parola.
L’ uomo Zeus abbraccia un archetipo che lo predispone a vivere al servizio della propria testa, aspetto che si costituisce come un vantaggio innato, facendo parte di una cultura patriarcale. Ma, d’ altro lato, questo suo essere totalmente razionale si configura come un limite nel momento in cui si assiste ad una totale mancanza di capacità introspettiva (che richiede una discesa nel mondo di Ade); a causa del suo distacco emotivo, infatti, può non riuscire ad entrare in contatto con l’ angoscia che spesso può provare dovuta all’ incapacità di entrare in contatto con i propri sentimenti.

Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia di un’ altro dio padre: Poseidone.

Ti riconosci in questo tipo di uomo? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa divinità?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen, J.S. (1994), Gli dei dentro l’ uomo, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

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