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Quale dio greco ti rappresenta? La psicologia dell’ uomo Ade.

[Ogni uomo ha, dentro di sè, uno o più dei che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quello che maggiormente ti rappresenta? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Ade]

-Quarta Parte –

Ade, dio del mondo sotterraneo, è il meno ade1rappresentato e conosciuto tra gli dei, probabilmente perchè il mondo del patriarcato e le religioni patriarcali in generale lo temono molto dato che viene visto come il luogo in cui regna Satana. Per fare esperienza di lui è infatti necessario familiarizzare con la morte: la morte di un rapporto, di un modo di essere, di un proposito, di una speranza ci mette in contatto col suo mondo, fatto di tenebre, oscurità e freddo.
In genere l’ incontro con Ade avviene in maniera involontaria, solitamente quando si diventa vittime (basti pensare a Persefone che fu da lui rapita e violentata), le discese nel regno degli inferi volontario, invece, comportano molti rischi, in quanto non c’è mai la garanzia di tornare.
Il regno di Ade rappresenta l’ inconscio, il luogo in cui vivono i ricordi ed i sentimenti rimossi e nella vita (così come nella mitologia) alcuni possono decidere di scendervi e farvi ritorno, altri possono accompagnare le anime e far loro da guida, altri ancora vivono costantemente lì.
Ade, come tutti gli altri fratelli ad esclusione di Zeus, essendo figlio di Crono e Rea, fu inghiottito dal padre ma una volta rigurgitato si unì ai fratelli Zeus e Poseidone per combattere i Titani con i quali, una volta vinti, si spartì a sorte i regni: ad Ade spettò il mondo sotterraneo dove trascorse tutta la sua esistenza.
Un uomo fa conoscenza di Ade quando, ritirandosi in solitudine, si estranea da quanto avviene nel mondo, abbracciando quello che è l’ archetipo dell’ eremita ossia colui che preferisce vivere da solo, senza essere importunato e notato tanto che, essendo incapace di esprimersi sia con le emozioni che con le parole può rischiare di diventare invisibile da un punto di vista sociale.
D’ altra parte, la presenza di Ade nella personalità può arricchire molto la persona che ne fa esperienza che acquista, grazie all’ archetipo, la capacità di attingere alla propria vita interna ossia di guardarsi meglio dentro entrando in contatto con sè.
L’ uomo Ade da piccolo è, di solito, un bambino introverso che preferisce “subire” l’ esperienza anzichè andargli incontro, apparendo così agli altri come timido.
Difficilmente corrisponde allo stereotipo del “maschietto” ed è per questo che il rapporto con i genitori è generalmente difficile e caratterizzato da un senso di rifiuto e incomprensione reciproci che con buone probabilità spingeranno il piccolo Ade a rifugiarsi in solitudine nel proprio mondo interno, privilegiando la propria individualità a discapito della sfera sociale. Anche in adolescenza pertanto incontrerà , a meno che grazie all’ influenza di altri archetipi non sia riuscito a sviluppare un lato più estroverso, alcune difficoltà ad adeguarsi al ritmo degli adolescenti.
ade2Essendo una persona poco socievole, non è raro che viva una vita isolata ed avendo poca esperienza con le donne, tende a sperimentare spesso rifiuto da parte loro sebbene sia capace di stabilire un legame profondo con coloro che condividono con lui le ricchezze del suo mondo interiore. Anche se è, per natura, un solitario, anche l’ uomo Ade, al pari dei fratelli Zeus e Poseidone, ha insito il desiderio di fondare una famiglia e proprio con moglie e figli, e attraverso di loro, può riuscire ad entrare a far parte di una comunità; la donna adatta a lui è infatti quella ricettiva, in grado di fungere da tramite tra lui e il mondo esterno. Tende ad essere (nel caso in cui, a differenza del dio Ade, abbia figli) un padre patriarcale, talvolta cupo, e privo di umorismo, ma può essere affettuoso, anche se poco espansivo, nel caso in cui da piccolo sia stato un bambino amato e accettato per il suo carattere complesso.
L’ uomo Ade ha una naturale predisposizione alla solitudine e tale aspetto si fa particolarmente evidente e pressante in un “mondo Zeus” quale quello occidentale caratterizzato da una continua lotta per il successo dalla quale tende ad essere sempre escluso per via delle sue proprie caratteristiche di personalità. Ciò può determinare nell’ uomo Ade un complesso di inferiorità, di scarsa autostima, di mancanza di fiducia che, insieme all’ aspetto di aridità affettiva che lo caratterizza, può contribuire a determinare in lui caratteristiche depressive talmente influenti da ripercuotersi anche in chi gli vive a fianco (ci rimanda allo stato d’animo di Persefone quando venne rapita e portata da lui nel mondo sotterraneo).
Per questi motivi, se l’ uomo Ade non sviluppa altri aspetti di sé è condannato a rimanere una persona isolata e dato che nella mitologia Ermes, il messaggero degli dei, era l’ unica divinità a cui era consentito entrare ed uscire dal suo regno, proprio attivando questo dio l’ uomo Ade può riuscire ad entrare in contatto col mondo esterno ed esprimersi.

Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia del primo dio della generazione dei figli, nonché uno dei due “figli prediletti”: Apollo.

Ti riconosci in questo tipo di uomo? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa dvinità?
Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen, J.S. (1994), Gli dei dentro l’ uomo, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

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