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Ansia, le sue sfaccettature – Parte 2: il Disturbo d’ansia da separazione.

Ansia – Parte 2 – Disturbo d’ansia da separazione

Ansia – La paura di essere lasciati da soli e di separarsi dalle figure che si prendono cura di noi ha, al pari di tutte le altre emozioni, un fondamentale valore adattivo, in quanto ci consente di rimanere sempre accanto a chi è in grado di proteggerci dall’ “estraneo”, tutelando in questo modo la nostra integrità.
Pian piano che si cresce si impara a staccarsi progressivamente dalle figure di riferimento, riuscendo generalmente a gestire in modo sereno i distacchi nella consapevolezza di potersela cavare da soli e di poter contare su di loro in caso di bisogno.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti
Purtroppo, spesso, ciò non avviene e, per alcuni, separarsi dalle figure significative può generare un’ansia talmente intensa da non riuscire ad allontanarsi da tutte quelle persone o quelle circostanze che fanno sentire protetti, limitando, talvolta in maniera molto significativa, la propria libertà personale.

Quali sono i tipici timori di chi soffre di ansia da separazione?

Le persone che soffrono di ansia da separazione provano, come già spiegato, un disagio eccessivo e ricorrente quando si verifica (o, addirittura, quando anche solo viene prevista) una separazione da casa o dalle principali figure di attaccamento.
Ma non solo.
Le preoccupazioni sperimentate sono relative anche al timore che le figure da cui dipendono possano morire e ciò avviene soprattutto nelle circostanze in cui si allontanano da loro. Proprio questo timore li spinge a ricercarli continuamente per sapere dove si trovano e cosa stanno facendo, provando un’ansia talmente intensa da minare la propria serenità durante tutto il periodo del distacco.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti
La preoccupazione relativa ad eventi imprevisti è presente anche verso di sè: in particolare sono frequenti timori rispetto al perdersi, all’essere rapiti o abbandonati nonchè essere vittime di incidenti che impedirebbero loro di ritrovare le proprie figure di riferimento.
Lo stare da soli viene vissuto come un evento minaccioso per cui difficilmente trascorrono tempo in solitudine o riescono ad organizzare gite o situazioni in cui si prevedono allontanamenti dal luogo ritenuto sicuro per periodi relativamente lunghi.
Le paure e le ansie sperimentate emergono, di frequente, attraverso i sogni che tendono a riprodurre temi catastrofici quali, ad esempio, distruzione dell’intera famiglia durante un incendio, incidenti stradali o omicidi.

Come capire se soffro di ansia da separazione?

La sintomatologia tipica dell’ansia da separazione tende ad emergere nell’età infantile.
Va sicuramente tenuto conto del fatto che tutti i bambini provano un senso di timore qualora vengano allontanati dai genitori ma, nonostante questo, quando ci si trova di fronte ad un disturbo vero e proprio, si notano da subito segnali che mettono in risalto un’apprensione esagerata in tutte le circostanze che prevedono distacchi.
Il senso di apprensione è talmente continuativo e forte da sfociare, non di rado, in disturbi psicosomatici che, negli adulti, sono relativi prevalentemente a sintomi cardio-vascolari quali, ad esempio, palpitazioni, vertigini e sensazioni di svenimento.
L’impatto che tutto questo ha sulla vita di chi ne soffre è assolutamente limitante, impedendo, non di rado, di svolgere una vita autonoma sia nell’ambito relazionale che lavorativo nonchè sociale.

Cosa fare?

Quando ci si trova di fronte ad un disturbo di ansia da separazione si osservano, tendenzialmente, periodi di peggioramento ed altri di remissione.
Durante i periodi di forte stress, per esempio, com’è facile attendersi, la sintomatologia si fa maggiormente acuta.
Si può ipotizzare che, alla base della problematica sia presente una personalità fobica e, pertanto, nel caso in cui gestire le continue preoccupazioni diventi troppo difficile ed i timori si fanno talmente forti da minare la propria indipendenza si può decidere di iniziare un percorso psicoterapeutico teso a comprendere le motivazioni sulla base delle quali si sono strutturati i sintomi, dargli un significato ed imparare a gestirli, impadronendosi di modalità adatte a gestire i distacchi in tranquillità e godere della propria libertà.

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Da cosa origina il bisogno di dipendere dagli altri?

Da piccoli dipendere da qualcuno è un bisogno fondamentale per la propria sopravvivenza.
Totalmente “nuovi” al mondo, senza nessuno che fornisca nutrimento e protezione, la vita di ognuno sarebbe, infatti, in grave e costante pericolo.
È crescendo che, pian piano, acquisendo nuove competenze e capacità, esplorando il mondo e nuovi contesti, il bisogno di avere costantemente presente una figura di riferimento che possa fornire un senso di sicurezza e protezione diminuisce progressivamente lasciando il posto ad un desiderio di autonomia ed indipendenza, adeguato ad ogni fase evolutiva. Ovviamente ciò non vuol dire che non si avverta più la necessità di essere circondati da  persone emotivamente rilevanti, significa piuttosto che, nel momento in cui esse sono lontane la loro assenza non genera ansia.personalita-dipendente3
Non sempre, però, le cose si svolgono “secondo i piani”. Può avvenire che anche da grandi permanga un bisogno eccessivo di essere accuditi e rassicurati dagli altri mettendo in atto comportamenti che, in modo più o meno implicito, suscitino una richiesta di attenzione e protezione costanti.
Il timore di fondo si basa sulla convinzione di essere totalmente incapaci di poter funzionare in modo indipendente ed è per questo che, pur di non perdere il supporto e l’ approvazione degli altri, la tendenza è quella di abbracciare un comportamento sottomesso, concordando sempre su ciò che ritengono sbagliato o a non arrabbiarsi neanche di fronte alle ingiustizie per timore di perdere l’ approvazione degli altri.
Non esprimendo, in poche parole, mai se stessi come essere autonomi.
Ciò si traduce nella difficoltà di prendere decisioni, iniziare progetti o fare cose da soli, andare alla disperata ricerca di una relazione intima appena ne termina una. Alla base di questo c’è la convinzione di essere completamente incapaci di funzionare senza la relazione con qualcuno diverso da sé ed è per questo che ricercano in maniera rapida ed indiscriminata la presenza di un’ altra persona non appena se ne perda una significativa.

Da dove ha origine questa paura incondizionata di rimanere solo?

È probabile che le basi di questo disagio debbano essere ricercate nella prima infanzia, periodo in cui si stabilisce l’ attaccamento che inevitabilmente condizionerà le relazioni future di ogni persona (per approfondire clicca qui).
Questa fase di vita attraversata da ogni essere umano nei primi anni dello sviluppo è molto importante per la formazione della personalità in quanto permette di sviluppare l’ attaccamento verso l’ adulto che, avendo funzione di “colonna portante”, permetterà di esplorare il mondo sentendosi al sicuro, dipendendone sempre meno col passare del tempo.
È possibile che questo tentativo costante e disperato di mantenere gli altri a sé possa derivare da una separazione precoce con la figura di attaccamento che ha portato la persona a sperimentare dolorosi sentimenti di rabbia e abbandono ostacolando così il normale e fisiologico processo di separazione e favorendo, al contrario, un’ emozione di ansia ogni qual volta si abbia la percezione di essere rimasti soli.
Il contesto terapeutico si configura, generalmente, un ambiente privilegiato per comprendere tali meccanismi, dar loro un significato e accettarli modificando in questo modo certe tendenze controproducenti.

Riferimenti Bibliografici:
– American Psychiatric Association (2014), DSM-5, Raffaello Cortina Editore.
– Davison C., Neale, J. M. (2000), Psicologia Clinica. Zanichelli Editore Spa. Bologna.

 

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