Quale malessere psicologico si nasconde dietro al tuo disturbo fisico..?

A chi non mai è capitato di soffrire di insonnia prima di un esame? Di accusare mal di stomaco durante un periodo stressante o mal di testa in una fase di vita complicata..?
Ma perché succede? Te lo sei mai chiesto?
“La mente (come cita un noto aforisma) mente”; non sempre ha infatti il coraggio di dire esplicitamente ciò che pensa o che prova, di esprimere un disagio o un punto di vista “scomodo”. Ma l’ inconscio, che tenta di sfuggire al suo controllo cosciente, difficilmente riesce ad accettare questa limitazione e a tenere la bocca chiusa.
Se la mente cosciente è in grado di razionalizzare, creare delle narrazioni, darsi delle spiegazioni logiche e lineari raccontandosi talvolta delle “false verità”, l’ inconscio, istintivo e primordiale, come un bambino capriccioso sente il bisogno di esprimere tutto quello che prova, senza filtri.
Ma come può riuscirci se la coscienza, ordinata e diligente, fa di tutto per zittirlo? Trovando delle vie di fuga nel corpo, per esempio.
Che corpo e mente siano inseparabili e si influenzino in maniera reciproca è ormai un dato di fatto ben noto praticamente a tutti, ma è straordinario notare come il messaggio che l’ inconscio manda puntualmente ogni volta che avverte un disagio non sia mai casuale.
Se sei una persona rigida e poco flessibile o ti trovi in una fase di vita in cui hai la sensazione di essere “paralizzata”, di attraversare un blocco a livello emotivo, lavorativo o relazionale è improbabile che l’ inconscio tenti di comunicartelo con un fastidio alle gengive, molto più probabile, invece, che si presenti mal-di-schienaun dolore di tipo muscolare, traducendo la rigidità percepita a livello mentale in una tensione a livello del collo, per esempio.
Discorso analogo è valido per i dolori articolari: le articolazioni sono, per natura, flessibili quindi quando provocano dolore vogliono indicare proprio una mancanza di libertà di movimento, un dolore al gomito, per esempio, può indicare la difficoltà di accettare un cambiamento e la conseguente tendenza ad opporre resistenza ad una certa situazione.
Relativamente alle articolazioni va detto che polsi, mani e ginocchia sono spesso una spia di problemi relazionali, in particolare indicano rispettivamente la difficoltà di “dare la mano”, quindi cercare nuovi amici e connettersi agli altri, e la capacità di “inginocchiarsi agli altri” e quindi di adattarsi alle situazioni sociali.
Similmente, il mal di testa è tipico delle persone ossessive, le quali hanno un’ innata tendenza a rimuginare, che pensano e ripensano a cosa sia meglio fare o non fare in una certa situazione, trovandosi molto in difficoltà nel momento di prendere una decisione.
Se un problema costante è quello riferito alla cervicale, chi ne soffre ha probabilmente difficoltà a lasciarsi andare e ad abbandonarsi alle proprie emozioni, come se l’ aspetto razionale e cerebrale avesse la meglio sulle emozioni, che vengono lasciate sottosoglia, per la paura di esprimerle.
Le emozioni inespresse tendono ad essere una causa frequente di disturbi a carico dei più disparati organi e zone corporee. Quando si ha la sensazione di essere stati giudicati in maniera negativa o, in generale, un certo evento o una certa situazione non è stata digerita, è molto probabile che il corpo tenti di dirlo attraverso il mal di stomaco, in modo analogo a quanto avviene dopo un’ indigestione di cibo.
La schiena ricorda che si stanno affrontando situazioni troppo pesanti, proprio come quando si alzano dei pesi, in particolare il dolore alle spalle ricorda che ci si sta facendo carico di un’ emozione troppo intensa, ingestibile, che appesantisce.
Anche un disturbo alla parte superiore della schiena mette l’ enfasi su aspetti emozionali, soprattutto a quelli legati al senso di solitudine, alla sensazione di non sapere a chi appoggiarsi in caso di bisogno, così come un fastidio nella zona lombare, in corrispondenza più o meno del baricentro che permette di stare in equilibrio ha a che fare con il senso di incertezza e instabilità.
L’ epicentro delle emozioni nell’ immaginario comune può essere ritrovato nella parte toracica, in prossimità del cuore. Fastidi in questa zona, relativi per esempio a palpitazioni o a senso di oppressione (non a caso tipici dell’ ansia) hanno a che fare con paure ed emozioni non esplicitate, con i sensi di colpa e con la chiusura verso l’ esterno, come se il corpo si ripiegasse su di sé.
Se il fastidio è localizzato a livello delle gambe e dei piedi è estremamente probabile che ciò abbia a che fare con la difficoltà nel movimento, con la paura di muoversi, di cambiare, di smuoversi da una situazione che crea sofferenza e quindi depressione.
Quando si avverte un disagio più o meno persistente, fermarsi per un attimo a riflettere sul suo significato che ne sta dietro può essere un enorme aiuto per acquisire maggiore consapevolezza di sé.
Anche se l’ abitudine è quella di relazionarsi con il proprio Io cosciente, sarebbe opportuno non dimenticare mai che spesso è proprio lui che sta cercando di nascondere certe consapevolezze per il timore della sofferenza che potrebbe scaturire dal venirne a conoscenza. Ma se l’ inconscio insiste affinchè vengano rese palesi riproponendole sotto forma di fastidio fisico, forse vale la pena stringere i denti e guardare in faccia la realtà….

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