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Ansia sintomi – Sopravvivere al Natale: quando le feste generano ansia e tristezza.

Ansia sintomi

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Ansia sintomi – Al di là del significato canonico legato al Natale in termini spirituali questa festività, considerata forse la più importante dell’ anno nelle culture occidentali, racchiude in sé, ad oggi, una serie di significati e di valori che riguardano e investono tutti indipendentemente dal credo religioso.

L’ atmosfera natalizia incarna una serie di accezioni che rimandano al senso di unità, di calore, di vicinanza, bontà e, a tratti, buonismo che, anche nel caso in cui mal si sposino con la situazione reale, tutti sentono l’ onere di dover adottare rischiando di scontrarsi spesso con sensazioni sgradevoli legate per lo più all’ ansia ed alla depressione.

Lo stress natalizio parte da circa metà novembre, con le prime pubblicità, le canzoncine e le vetrine allestite inizia a farsi strada il pensiero di “cosa regalare e a chi”; a questo si aggiunge l’ ideale di famiglia perfetta che gusta un pranzo perfetto, con i suoi membri perfetti, nella propria casa perfetta e da questo momento in poi, per molti, ciò che dovrebbe essere vissuto con leggerezza e tranquillità d’ animo può trasformarsi in un vero e proprio incubo.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Nello specifico, la frenesia legata ai regali può generare una serie di angosce collegate per lo più a mancanza di soldi, timore di non fare bella figura, sentirsi in obbligo di fare dei presenti, doversi imbattere in file interminabili e corse dell’ ultimo minuto trasformando anche il tempo libero in qualcosa di impegnativo e simile ad un vero e proprio lavoro.

D’ altra parte, invece, l’ ideale collegato al Natale, di famiglia felice, riunita e sorridente entra spesso in contrasto con la realtà di molte persone che non ha una famiglia “all’ altezza di tali aspettative” e che finiscono inevitabilmente  per sentirsi inadeguate, insoddisfatte e ancora più sole, obbligate a doversi fingere felici perché “È Natale”.

Questi aspetti, che possono sembrare assurdi per tutti coloro che si sentono perfettamente in linea con la magia ed il calore del Natale, possono essere fonte di grande sofferenza e frustrazione per chi vorrebbe invece eliminare questo periodo dal calendario.

Come sopravvivere ai giorni delle festività natalizie?

⇒ Distingui la realtà dalla finzione ⇐ 

Come premesso il Natale è, per molti aspetti ormai, una festa commerciale e pertanto i modelli proposti dai media hanno l’ obiettivo di invogliare all’ acquisto, rimandando l’ idea della famiglia felice che si fa regali costosi in una location eccezionale. Tenere conto di questo aspetto è fondamentale per abbassare le aspettative, tornare con i piedi per terra e realizzare che la perfezione non esiste, né nella propria famiglia, né nelle altre..

⇒ Rompi la tradizione ⇐

Sebbene sia Natale si può decidere di fare qualcosa di diverso dal solito. Si può prediligere una gita fuori porta, una giornata in un centro benessere, un’ attività di volontariato..è un giorno di festa internazionale, ma il modo in cui festeggiarlo puoi sceglierlo tu.

⇒ Non sentirti in obbligo ⇐

Se non senti il bisogno di fare e ricevere regali..evita di farlo. La sensazione di doverlo fare e di sentirsi in dovere di giustificarsi nel caso in cui non se ne abbia intenzione fa parte della smania commerciale al regalo più bello. Via, quindi, ogni senso di colpa: chi ti conosce e ti vuole bene sa come dimostri il tuo affetto in altri modi, tutti i giorni dell’ anno.

 ⇒ Stai con chi ti fa stare bene ⇐

La famiglia non è solo quella “biologica”, ma è fatta anche di persone amiche o conoscenti che hanno il pregio di farti sentire a proprio agio. Se la tua famiglia è lontana (fisicamente o emotivamente) o assente puoi scegliere di passarlo a casa di amici, colleghi, parenti lontani, ciò che conta è che, ovunque tu lo trascorra, ti senta a casa.

 ⇒ Rispetta i tuoi bisogni ⇐

Per ultimo, ma non certo per ordine di importanza, fai ciò che ti senti di fare. Spezza le convinzioni, gli obblighi, le aspettative tue e di chi ti sta intorno rispetto a questo periodo di festa. Non sentirti obbligato a fingere, a mostrare ciò che non provi e fingerti per ciò che non sei. Sii libero di passare queste giornate particolari come ti fa stare bene, senza vincoli e costrizioni.

Il Natale è una festività talmente radicata nella nostra cultura da non poter essere ovviamente eliminata e di conseguenza è necessario che chi non la vive a cuor leggero impari a conviverci. Spero che questo articolo possa aver fornito qualche spunto di riflessione nonché qualche consiglio pratico per imparare a rompere qualche schema e aprire la propria mente a nuove ed alternative soluzioni e stati d’ animo.

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Sintomi depressione – Quando la depressione ti risucchia, tendi una mano, chiedi aiuto.

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Sintomi depressione, tendi una mano, chiedi aiuto

Sintomi depressione – La tristezza è un’emozione che caratterizza un polo dell’umore, il quale oscilla costantemente tra il polo positivo (della felicità) e quello negativo.

Questa oscillazione può essere considerata completamente normale, in quanto influenzata da una quantità altissima di variabili sia interne che esterne all’individuo.

Di fronte ad un evento sfavorevole quali un lutto, una separazione, la scoperta di una patologia, reagire con tristezza, oltre ad essere una reazione più che comprensibile, assume anche un importante valore adattivo.

É proprio chiudendosi in sè stessi che diventa infatti possibile concedersi uno spazio per elaborare e quindi accettare tutte quelle condizioni spiacevoli a cui la vita, talvolta, pone di fronte.

Quando però alcuni stati emozionali come la tristezza, l’apprensione, i sensi di colpa e l’isolamento, associati a disturbi del sonno, perdita dell’appetito, del desiderio sessuale e, più in generale, di interesse per tutte le attività ritenute piacevoli fino a poco prima si presentano costantemente e determinano un peggioramento della vita, il discorso si fa diverso.

In tutte quelle circostanze in cui la realtà viene interpretata esclusivamente in maniera disastrosa e negativa, la concezione di sè diventa svalutante e avvilente, quando la sfiducia in se stessi e per il mondo portano all’isolamento, è probabile che si stia attraversando un periodo di depressione.

La stanchezza e lo sconforto possono esacerbarsi talmente tanto da impedire di reagire, restando intrappolati nei meandri della tristezza che, come sabbie mobili, risucchiano energia e rendono, talvolta, impossibile uscirne fuori da soli. In questi casi può essere necessario un aiuto proveniente dall’esterno.

Quando ci si sente demoralizzati e sconfortati e la realtà viene percepita in “bianco e nero”, comprendere le origini del disagio può essere di fondamentale importanza per modificare la situazione ed iniziare ad osservare la realtà in modo diverso.

Iniziare un percorso psicoterapeutico permette di imparare a comprendere se stessi all’interno di un percorso di crescita interiore e consapevolezza di sè grazie al quale si può imparare a riprendere, gradualmente, in mano le redini della propria vita e tornare a sorridere.
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Psicologo Firenze – 3 motivi per rivolgersi ad un professionista

Psicologo Firenze – Ecco 3 frequenti motivazioni per cui le persone si rivolgono ad uno psicoterapeuta Firenze, come la psicoterapia può essere d’aiuto

Psicologo Firenze – In quanto psicoterapeuta, ritengo che non esista una motivazione più o meno valida per rivolgersi ad un professionista ma che, al contrario, ogni volta venga avvertito un senso di disagio, un malessere o, “semplicemente”, un desiderio di conoscersi meglio, iniziare un percorso terapeutico sia sempre la scelta più giusta.
Nonostante le problematiche che possono provocare una sofferenza siano numerose e complesse, nella mia pratica clinica ho potuto osservare che le maggiori motivazioni per le quali viene richiesto aiuto sono relative a tre.

1. ANSIA

Psicologo Firenze – L’ansia è quel sentimento di apprensione e preoccupazione di cui ognuno di noi fa esperienza qualora si rapporti a stimoli o situazioni “minacciose”, può però diventare invalidante quando si presenta in modo costante ed indipendentemente da uno stimolo che lo scateni.

Le forme con cui si manifesta sono molte: l’ansia può esprimersi in vista di una separazione da una figura importante, all’esposizione a situazioni sociali, al pensiero di avere una malattia o, in generale, può presentarsi come una modalità di leggere il mondo, come un sentimento generalizzato di angoscia costante fino ad “esplodere”, in certi casi, in attacchi di panico veri e propri.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Qualunque sia l’elemento che la scatena, ciò che caratterizza l’ansia è la sensazione costante di paura, emozione che, sebbene sia logico provare quando si è esposti ad un rischio reale, può compromettere la serenità della propria vita se si innesca continuamente di fronte a stimoli che, di per sè, non hanno nulla di temibile, trasformando la propria esistenza in una prigione che diventa la propria zona di comfort.

Generalmente, il forte senso di disagio tipico dell’ansia si accompagna a sintomi fisici (come, per esempio, tachicardia, tremore, sudorazione) e comportamenti di evitamento che si attivano anche qualora lo stimolo temuto non sia presente e che determina uno stato di allerta costante.

Questo tipo di problematica è molto frequente e provoca una forte sofferenza in chi la sperimenta, ma ciò non significa che non sia gestibile. Al contrario, con l’aiuto di un professionista, è possibile imparare a riconoscere le motivazioni che spingono a leggere il mondo come se fosse un luogo minaccioso, permettendo di modificare il modo di interpretarlo e prendendo consapevolezza del fatto che vivere la propria quotidianità, rapportarsi agli altri e percepire un ambiente confortante e affidabile è possibile.

2. DEPRESSIONE

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Psicologo Firenze – La vita, purtroppo, pone di fronte a momenti molto complessi e faticosi d un punto di vista emotivo ed in tali circostanze il senso di tristezza, l’apatia e lo sconforto possono prendere il sopravvento sulla capacità di gestire le proprie abitudini.

Può capitare allora di sentirsi “spenti, “giù di corda”, privi di stimoli e di interessi, tanto da sperimentare cambiamenti nei  ritmi quotidiani del sonno, dell’appetito, della propria capacità di concentrarsi, determinando inevitabili ripercussioni sulla propria esistenza, paralizzandola.

In questi casi i pensieri negativi, i sensi di colpa e la mancanza di energia fanno sentire impotenti e bloccati, chiusi in una solitudine che si ha l’impressione nessuno possa essere in grado di comprendere e, in questi momenti, rialzarsi tornando a sorridere sembra un obiettivo impossibile da raggiungere.

Anche qualora la vita ponga di fronte ad eventi traumatici, lutti, separazioni, perdite, un’infanzia dolorosa che sembra impensabile accettare, ogni persona possiede risorse enormi che può essere in grado di tirar fuori per reagire, sebbene spesso, soprattutto quando ogni certezza sembra sbriciolarsi di fronte ai nostri occhi, non ne è consapevole.

Per questo, per riconoscerle e utilizzarle al meglio è spesso necessario rivolgersi ad uno specialista con il quale intraprendere un percorso di crescita personale teso alla scoperta di sè e delle proprie modalità disfunzionali allo scopo di fronteggiarle e modificarle imparando, pian piano, ad uscire da quel muro di solitudine e tristezza che si è costruito per proteggere se stessi e riprendere in mano la propria vita con serenità.

3. SBALZI D’UMORE

Psicologo Firenze – L’umore è solitamente sottoposto ad oscillazioni che fanno sì che ognuno sperimenti, in modo alternato, emozioni di felicità e di tristezza. Quando, però, gli “sbalzi” diventano talmente intensi e duraturi da interferire con la capacità di gestire i rapporti con gli altri, stabilire relazioni significative e svolgere adeguatamente il proprio lavoro, gestire la propria quotidianità può diventare difficile e faticoso.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Quando capita di sentirsi “sballottati” tra la sensazione di essere “al settimo cielo”, euforici, invincibili, così carichi di energia da non percepire il bisogno di dormire o di mangiare che si alternano ad un senso di profonda tristezza, auto-svalutazione o di colpa eccessivi, può darsi che non si tratti di una normale oscillazione dell’umore, ma di una problematica che deve richiedere l’attenzione di uno specialista.

A molte persone capita di attraversare periodi in cui si sentono in vena di iniziare nuovi progetti senza possedere le competenze per poterli realizzare, di sentirsi così attive da non percepire il bisogno di dormire, di fare acquisti incontrollati, di guidare in modo spericolato, di intraprendere investimenti azzardati o di sviluppare attività sessuali compulsive, alternando tali comportamenti a fasi caratterizzate, al contrario, da arrendevolezza, sfiducia in sè e nel mondo, assenza di energia e sprofondando, di conseguenza, in una sensazione di depressione vera e propria.

Questa situazione porta, inevitabilmente, a sperimentare un malessere che può essere però gestito con l’aiuto del professionista giusto. Il desiderio di sentirsi sollevato, unito alle competenze di uno specialista (e, se necessario, con la collaborazione di specialisti in psicofarmacologia) possono aiutare a raggiungere un maggior grado di consapevolezza circa la problematica, aiutando a comprenderla, gestirla e, quindi, a stare meglio.

In quali circostanze e in che modo la psicoterapia può fornire un valido aiuto?

Psicologo Firenze – Quando si avverte la sensazione che lo stress e l’ansia quotidiani siano ormai ingestibili, che certe ferite emotive del passato continuino a “sanguinare”, che il senso di tristezza abbia la meglio sulla propria esistenza, che certe paure tendano a paralizzare i propri comportamenti, che eventi improvvisi e inaspettati stravolgano completamente le proprie certezze, qualora insorgano insorgano blocchi relativi alla sfera affettiva, sessuale, alimentare o, talvolta, “semplicemente” si realizza che il bisogno di conoscere meglio se stessi prende il sopravvento, la psicoterapia può essere il migliore alleato.

Esistono tantissime scuole di pensiero che seguono approcci terapeutici diversi tra loro e che quindi si rapportano all’individuo ed alla sintomatologia lamentata in modi differenti.

Personalmente ritengo che ogni individuo abbia una storia personale, una complessità ed una sintomatologia sue proprie, meritevoli di una comprensione che tenga conto di tale unicità, attraverso un approccio plasmato sulla persona e sulle sue caratteristiche irripetibili.

Per questo motivo lavoro sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiseguendo i principi del modello comparato
(http://firenze.spc.it/chi-siamo/presentazione/modello-comparato) che si pone come obiettivo principale quello di creare un intervento “ritagliato sul paziente”, non perdendo mai di vista l’importanza di stabilire e mantenere una relazione terapeutica efficace.

Dopo una prima fase, focalizzata sulla comprensione e sulla presa di coscienza circa le cause che hanno portato all’attuale situazione di sofferenza o disagio, il processo terapeutico prosegue in una fase più attiva di “accompagnamento” alla vita reale con una nuova consapevolezza di sè e, di conseguenza, di maggiore fiducia nelle proprie risorse nell’affrontare con maggiore fiducia e serenità la propria vita, liberi di essere se stessi.

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Disturbo Bipolare – Vivere tra l’esaltazione e la depressione.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiDisturbo Bipolare – L’umore è la tonalità affettivo-emotiva che colora l’intera esistenza di ogni persona:

ogni idea, emozione o ricordo vissuti sono caratterizzati dallo stato d’animo del momento.
Possiamo immaginare l’umore come collocato su un continuum che oscilla  tra i due poli opposti della tristezza e dell’euforia, condizionato sia da fattori “interni”, relativi alla sfera psicologica, che da eventi esterni caratterizzati da tutto ciò che accade al di fuori di noi e che quindi, inevitabilmente, influenza il morale.
Proprio per questo, tale condizione di dinamicità e flessibilità relativa allo stato d’animo è ritenuta normale e diventa problematica (quindi degna di attenzione da un punto di vista clinico), nel momento in cui l’umore, anzichè oscillare da un polo all’altro, resta fisso ad un estremo.
In questo caso può verificarsi una sintomatologia differente a seconda che la fissazione riguardi il polo “negativo” o quello “positivo” che, nello specifico portano allo svilupparsi dei sintomi tipici della depressione o ad assistere, al contrario, ad un umore elevato.
In tali circostanze si parla di disturbi unipolari, proprio perchè l’umore resta fisso ad un unico polo.

Ma di cosa si tratta se si passa, ciclicamente, da una polarità all’altra?

Come detto poco fa, l’alterazione dello stato d’animo può essere ritenuto una circostanza normale nella quotidianità di ogni persona fino a che si tratta del passaggio da emozioni di tristezza a quelle di allegria, ma sbalzi di umore  troppo intensi possono essere un campanello d’allarme rispetto alla possibilità che si stia soffrendo di un disturbo bipolare.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiIl disturbo bipolare è una manifestazione clinica caratterizzata dalla continua alternanza di episodi depressivi ed episodi maniacali che restano alterati per periodi relativamente lunghi (non si tratta di variazioni che avvengono, per esempio, nell’arco di uno stesso giorno) e che inevitabilmente influenzano la qualità della vita della persona che ne viene colpita, rischiando di deteriorarne la vita affettiva, sociale e lavorativa.
Nonostante esistano diverse sottocategorie di disturbo bipolare (disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, disturbo ciclotimico), che si differenziano tra loro per determinati criteri diagnostici che non ritengo opportuno specificare in questa sede, in ogni caso non si tratta mai di comuni sbalzi di umore, ma di importanti variazioni che compromettono in maniera significativa le scelte, i comportamenti e il modo di leggere gli eventi di chi ne soffre.

Come riconoscere il disturbo bipolare?

Ecco, di seguito, alcuni criteri utili nell’individuazione di un disturbo bipolare (che non devono, in nessun caso, sostituire una diagnosi specialistica).

• Presenza di un umore persistentemente elevato ⇒ L’umore tende ad apparire come eccessivamente euforico, al “settimo cielo”, talmente espanso da poter essere percepito inadeguato rispetto al contesto; ad esempio l’individuo può iniziare lunghe conversazioni in pubblico con persone estranee.

 Accelerazione nello svolgimento delle attività quotidiane: L’eccessiva eccitazione può spingerlo a progettare imprese irrealizzabili, ad iniziare una serie di compiti senza portarne a termine neanche uno, a sperimentare un ridotto bisogno di dormire, ad essere facilmente distraibile.

• Autostima esagerata ⇒ Il senso di Sè risulta tanto alterato da passare da una fiducia in se stessi priva di critica ad un senso di grandiosità talmente grande da diventare, a tratti, delirante.
Può avvenire, per esempio, che nonostante non sia presente alcun talento specifico, l’individuo decida di intraprendere compiti grandiosi come quello di pubblicare un romanzo.

• Evidente distraibilità ⇒ I pensieri viaggiano con una rapidità talmente forte da determinare un‘incapacità di filtrare gli stimoli estremi irrilevanti (come i rumori di fondo in una conversazione o l’arredamento in una stanza) e ciò rende, di frequente, impossibile sostenere un discorso logico o seguire delle istruzioni.

• Eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose ⇒ L’espansività, l’ottimismo, la grandiosità e lo scarso giudizio spesso determinano il coinvolgimento in attività “pericolose” come acquisti incontrollati (che possono causare una perdita di denaro eccessiva rispetto alle proprie possibilità economiche), guida spericolata, abuso di sostanze, improvviso interesse per il gioco d’azzardo, investimenti finanziari avventati, comportamenti sessuali promiscui e insoliti per l’individuo.

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• Compromissione nella sfera lavorativa, sociale e affettiva ⇒ L’alterazione dell’umore è talmente importante da compromettere in modo significativo la capacità di svolgere adeguatamente i propri compiti lavorativi nonchè di gestire relazioni sia amicali che intime.

• Alternanza di episodi depressivi ⇒ Per poter parlare di Disturbo Bipolare è necessario che a tutti questi sintomi si alternino dei periodi caratterizzati da sintomi tipici dell’umore depresso.
Durante questi intervalli di tempo, quindi, la persona tende a sperimentare:
· Intensi sentimenti di vuoto
· 
Impotenza appresa

· Solitudine
· Difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane
· 
Assenza di interesse per ogni tipo di attività piacevole
· Alterazioni del sonno
· 
Mancanza di appetito
· Problemi di concentrazione e memoria
·
 (nei casi più gravi) Pensieri suicidari

Qual è il modo migliore di approcciarsi a questa problematica?

Il disturbo bipolare è un disagio relativo al tono dell’umore che, come tale, non può e non deve assolutamente essere sottovalutato. Talvolta, quando il tono dell’umore è spostato sul piano maniacale, chi ne soffre può non avere la percezione di avere un problema e di necessitare quindi di un trattamento, rendendo piuttosto difficile aiutarlo a migliorare la propria situazione.
Ciononostante, l’intervento psicoterapeutico si rende indispensabile e dovrebbe essere teso sia ad affiancare il paziente nel raggiungimento di una presa di coscienza relativa al disturbo, andando ad indagare le cause che l’hanno generato, che ad aiutarlo a gestire i propri comportamenti disfunzionali ed i pensieri ad essi associati.
Sebbene la psicoterapia si sia mostrata efficace nella capacità di affrontare molti problemi interpersonali, emotivi e cognitivi di pazienti affetti da disturbo bipolare, non va dimenticato che, in alcuni casi, l’associazione ad una terapia farmacologica è ritenuta indispensabile nella presa in carico del paziente.

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Sintomi depressione: la ruminazione mentale, quando staccare la mente dai pensieri sembra impossibile.

Sintomi depressione: ruminazione mentale

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Sintomi depressione – Capita che certi pensieri o ricordi si insinuino nella mente in maniera continua e costante, creando circoli viziosi da cui pare impossibile uscire.

Ed è così che la mente si stanca e si affanna per cercare di bloccare questo meccanismo, che può essere definito di “ruminazione mentale”, e che consiste nell’ incapacità di fermare il susseguirsi, rapido e stancante, di idee e dubbi che fluiscono ininterrottamente senza possibilità di interromperli.

Il processo di ruminazione è collegato al bisogno di controllare i propri sentimenti di apprensione e tristezza ed infatti tale segno è presente in alcune problematiche di ansia e nella depressione, caratterizzate dalla tendenza di chi ne soffre a focalizzare il pensiero in maniera esclusiva su esperienze emotive negative, valutando in modo distorto sia se stessi che l’ ambiente circostante.

Al di là dell’ aspetto patologico, caratterizzato da un disturbo vero e proprio, però, la gran parte delle persone sperimenta quotidianamente esperienze di questo tipo, soprattutto nei periodi caratterizzati da forte stress.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Chi rumina, in genere, “rimastica” mentalmente episodi del passato, continua a rianalizzarli, a domandarsi  perché le cose siano andate in modo piuttosto che in un altro, continuando a giudicare la scelta fatta e vivendo sempre nel dubbio di aver sbagliato o di non aver, comunque, fatto la cosa giusta.

È chiaro che si tratta di una modalità di pensiero disadattiva in quanto, essendo concentrata su “ciò che poteva essere” non consente di guardare avanti e di sviluppare, quindi, buone soluzioni per risolvere i propri dilemmi ma implica anzi una perdita di energia, focalizzandosi sul desiderio di modificare un passato che, per definizione, è immodificabile.

Quando tale circuito diventa consistente in termini di frequenza e di intensità può diventare anche molto molto stancante per chi lo vive, che ha la sensazione di “fondersi la testa a forza di pensare”.

Come si può rompere tale circolo vizioso?

Di sicuro non è una cosa semplice né, soprattutto, immediata anche perché la ruminazione è un meccanismo in buona parte automatico e, come tale, viene percepito come incontrollabile.

Va però detto che, a differenza delle ossessioni vere e proprie (ossia quei pensieri, immagini ed idee invasive che si presentano costantemente in modo irrazionale e accompagnate spesso da comportamenti – compulsioni – tesi a ridurre il disagio che ne deriva), possiedono la caratteristica di essere parzialmente “controllabili”.

Proprio facendo leva su questo aspetto può risultare utile cercare di “razionalizzare” il contenuto dei pensieri provando ad analizzarlo nella maniera più oggettiva possibile.

Cosa più facile a dirsi che a farsi per chi ha difficoltà a “staccare la testa”….ma non, per questo, impossibile.

Ecco alcuni suggerimenti per gestire le “ruminazioni mentali”….

  • Trovare elementi di distrazioneCapita che tali modalità si mettano spesso in moto nei momenti di noia e stress, ecco allora che la prima strategia che può essere utile per mettere a tacere questi pensieri fastidiosi, sia quelli di raggirarli, distraendosi. Ascoltare la musica, guardare un film, chiamare un amico che non si sente da tempo, fare un puzzale, un cruciverba, una passeggiata..qualunque cosa sia in grado di spostare la mente altrove.
  • Analizzare il pensiero in maniera logica. Quando la ruminazione riguarda, ad esempio, pensieri depressivi quali “Non c’è niente che vada per il verso giusto, tutto finisce per essere un disastro”; mettere nero su bianco, in modo obiettivo, quelle che sono le risorse ed i successi raggiunti nella vita, realizzando così che, effettivamente, non si è di fronte ad un fallimento totale.
  • Imparare a monitorare quelli che possono essere definiti “monologhi negativi” di pensiero. Individuare cioè, quei monologhi interiori caratterizzati da una vena vittimistica e distruttiva, questo consente di capire dove inizia “l’ inghippo”.
  • Sviluppare un pensiero positivo. Ogni volta in cui, per esempio, la ruminazione ruota intorno a pensieri tipo “Perché capitano tutte a me?”, può essere utile chiedersi se sia davvero così.
    Davvero non esiste nessuno, tra tutti quelli che conosci, che hanno dovuto rapportarsi ad imprevisti spiacevoli nel corso della propria vita..?
    Può darsi che a loro, così come a te, accadano sia cose belle che cose brutte, ma forse tu tendi a focalizzarti solo sulle esperienza spiacevoli.

Come detto poco fa, mettere in atto questi “esercizi” è cosa tutt’altro che semplice, soprattutto nel caso in cui questa modalità di osservare se stessi ed il mondo circostante sia profondamente radicata. In questi casi si può pensare di rivolgersi ad un professionista con l’ aiuto del quale esplorare le proprie modalità di funzionamento al fine di modificarle.

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PROMOZIONE DI NATALE

– Sconto di 10€ per il periodo natalizio –

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Il periodo di Natale rappresenta una fase dell’ anno molto delicata che può nascondere diverse insidie.
Sebbene sia amato ed atteso con entusiasmo da molti, rappresenta per altri un momento forzato, caratterizzato da ansia e malumore che può determinare l’ esordio o l’ accentuazione di sentimenti negativi quali stress e tristezza.

La Dott.ssa Ilaria Visconti offre l’ opportunità di iniziare un percorso terapeutico con prezzo ridotto per la durata del periodo natalizio (da mercoledì 21 dicembre 2016 a Giovedì 5 Gennaio 2017) presso il suo studio di Firenze, zona Coverciano.

È possibile fissare un appuntamento contattandola telefonicamente al 339.6034157 (preferibilmente orario pasti) o tramite mail all’ indirizzo: doc.ilariavisconti@gmail.com

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Come fronteggiare il dolore della perdita?

Nella vita si perde. Si perdono persone care, amori importanti, punti di riferimento essenziali, si perdono capacità, aspettative, speranze, si può perdere il lavoro.
È per questo che, sebbene la vita sia un’ avventura straordinaria caratterizzata da eventi lieti ed emozioni gioiose, quasi tutti sperimentano nel corso della propria esistenza eventi di vita che possono renderla anche molto dolorosa e l’ esperienza della perdita è una, forse la più difficile da superare, tra questi.
elaborare-perdita3La più grande manifestazione della perdita è senza dubbio il lutto, un tema fondamentale che tocca da vicino, prima o poi, tutti nel corso della propria esistenza. Elaborare un lutto è un processo molto lento e doloroso che prevede l’ accettazione di questo evento totalmente destabilizzante attraverso il superamento di alcune fasi individuate da Elisabeth Kübler-Ross e su cui mi soffermerò a breve.
Ritengo infatti fondamentale, prima, sottolineare il fatto che ogni perdita a cui si va incontro nella vita rappresenta un vero e proprio lutto, ovviamente più o meno grave, per chi lo vive.
elaborare-perdita2Che si tratti della separazione da un’ amante, della scoperta di una malattia, della perdita di una capacità o di un cambiamento repentino nella propria vita o nel proprio corpo, ciò che bisogna imparare a fare per affrontarlo è, prima di tutto, elaborare la sofferenza che ne deriva.
Penso infatti che ogni volta che si sperimenta una perdita si abbia la sensazione di aver lasciato andare via parti di sé ed è questo il motivo per cui consiglio di tener conto delle fasi di elaborazione del lutto, per sanare tutte quelle ferite emotive che, in un modo o nell’ altro, hanno a che fare con il vissuto della mancanza, in modo da poterle conoscere e affrontare in modo consapevole.

Quali sono le fasi che si attraversano solitamente per elaborare una perdita?

1. Negazione

La prima reazione, d’ impulso, consiste generalmente nel negare quanto sta avvenendo. Si tratta di un meccanismo difensivo che ha come scopo quello di “auto-tutelarsi”: prendere immediatamente coscienza del lutto provocherebbe un dolore talmente grande che negare la realtà, congelando momentaneamente le emozioni, si mostra, in certi casi, preferibile.

2. Rabbia

Col passare del tempo, subentra forte il bisogno di lasciarsi andare emotivamente ed è così che dal dolore arriva, intensa, la rabbia che è a sua volta un meccanismo di difesa. In questo caso, al fine di smorzare l’ angoscia, con cui si è ormai totalmente in contatto, è frequente sperimentare collera verso se stessi, verso gli altri, o verso altre entità (per esempio il destino) sebbene sia chiaro che ciò che spinge ad arrabbiarsi è la disperazione scaturita dall’ essere stati abbandonati, rivolgerla altrove è molto frequente.

3. Contrattazione

Si sperimenta adesso un senso di impotenza. Ci si rende conto che è giunto in momento di investire, di valutare la situazione e pensare ad un “piano” per poterla affrontare nel migliore dei modi. È questa la fase in cui viene realizzata la perdita e soprattutto la sua irreversibilità e questo porta a sperimentare un forte desiderio di riprendere in mano la propria vita.

4. Depressioneelaborare-perdita

Questa è una fase di resa vera e propria. Adesso ci si arrende alla situazione da un punto di vista sia emotivo che razionale di conseguenza alla concreta presa di coscienza relativa a ciò che è avvenuto. È proprio questo, infatti, il momento in cui viene veramente realizzato ciò che si è perso ed inevitabilmente la tristezza, la frustrazione e la depressione vera e propria prendono il sopravvento.

 5. Accettazione

La fase finale è quella che prevede l’ ammissione di quanto è avvenuto e coincide pertanto con la conclusione del processo di elaborazione. Arrivati a questo punto ci si sente pronti per ripartire senza mettere in atto meccanismi di difesa ma comprendendo, a tutti i livelli, ciò che è avvenuto, facendosene una ragione e ricominciando, pian piano a ricostruire la propria vita, focalizzandosi non più su ciò che si è perso, quanto più su tutto ciò che di buono è rimasto.

La perdita viene elaborata e quindi accettata completamente quando si attraversano tutte e cinque le fasi. Non è tanto importante l’ ordine con cui ciò avviene, quanto più che ogni fase venga fronteggiata e vissuta fino in fondo.
Essendo però un processo molto lungo, doloroso e delicato, può avvenire che chi lo vive trovi delle difficoltà nell’ affrontarlo, rimanendo bloccato in alcune fasi per periodi troppo lunghi, o passando da una fase all’ altra in maniera ciclica senza riuscire a rompere questo circolo di dolore cronico.
In queste circostanze è consigliabile rivolgersi ad un professionista al fine di comprendere le proprie dinamiche e tutti quei meccanismi che impediscono di elaborare completamente la perdita subita al fine di modificarli e tornare a sorridere.

Riferimento Bibliografico:
– Kubler-Ross E. On death and dying. Chicago, 1965. Tr. It., La morte e il morire. Cittadella, Assisi, 1976

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Sintomi depressione: malumore d’ Autunno, il Disturbo Affettivo Stagionale.

Sintomi depressione: malumore d’ Autunno, il Disturbo Affettivo Stagionale.

Sintomi depressione – È iniziato l’Autunno, la stagione in cui la natura si manifesta nei suoi colori più brillanti, nei suoi sapori e odori più intesi che riportano a contatto con la terra.

È il periodo in cui si abbandona il caldo torrido dell’ estate e ci si prepara al freddo inverno godendo ancora di qualche debole raggio di sole e, sebbene per molti questo periodo sia atteso con entusiasmo, per altri può essere difficile affrontarlo con la giusta carica.

Molto spesso, infatti, il passaggio da una stagione all’ altra (in particolare dall’ estate all’ autunno, ma anche dall’ inverno alla primavera) può essere accompagnato da una diminuzione del tono dell’ umore e da altri fastidiosi sintomi associati.

Si parla, in tali circostanze, di Disturbo Affettivo Stagionale, un malessere caratterizzato da una serie di modificazioni delle condizioni psicologiche e fisiche di chi ne soffre che si presentano soltanto in specifici periodi dell’ anno, scomparendo completamente in altri.

Come capire se ne stai soffrendo anche tu?

È importante, per prima cosa, partire dal presupposto che questo tipo di sintomatologia è collegato essenzialmente ad un’ alterazione del tono dell’ umore per lo più in senso depressivo.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiLa tristezza pertanto, sottoposta quotidianamente ad un’ oscillazione continua in risposta a tantissime condizioni fisiche e mentali, è una delle maggiori caratteristiche che contraddistingue questo disturbo, presentandosi in maniera pressoché costante.

Chi ne soffre, infatti, tende a percepire, solo nei cambi stagionali una serie di fastidi tra cui, i più diffusi sono malinconia, nervosismo ingiustificato, facilità al pianto e difficoltà di concentrazione.

Non solo, in autunno, la stanchezza diventa talmente eccessiva da tradursi in desiderio di dormire tutto il giorno, la spossatezza si fa talmente marcata da ridurre al minimo le attività quotidiane, evitando situazioni sociali e sperimentando un calo del desiderio sessuale.

Tutto ciò permette di risparmiare il più possibile le energie percepite come deboli, l’ unica cosa in aumento è l’ appetito, nello specifico di zuccheri e carboidrati.

Un comportamento, come è facile notare, molto simile a quello che presentano gli animali prima di prepararsi al letargo che, facendo scorte per l’ inverno, si chiudono nelle loro tane e si preparano a dormire per un lungo periodo.

Perchè mi capita?

Sebbene le cause di questo fastidio non siano ancora del tutto chiare, sulla base dell’ evidenza che il disturbo è più frequente nei Paesi in cui la quantità di luce è bassa, si pensa che una motivazione importante al cambio di umore sia determinata dalla scarsità delle ore giornaliere.

Nello specifico ciò potrebbe dipendere dall’ impatto che la luce ha sulla ghiandola pineale, una struttura presente nel cervello e che produce melatonina eliminando la serotonina, nota come l’ “ormone del buonumore” e favorendo, quindi, l’ emergere di un umore triste e depresso con i conseguenti sintomi associati.sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria visconti

Tale combinazione (aumento di melatonina/diminuzione di serotonina), inoltre, influenza gli “orologi interni” (ritmi circadiani), sincronizzati per rispondere prontamente ai cambiamenti nel ritmo di luce e buio presenti in ogni stagione, creando una sorta di “confusione interna” che genera disagio.

È comunque necessario tener presente del fatto che chi soffre di un disturbo depressivo già conclamato assiste, nei cambi stagionali, ad un peggioramento della sintomatologia.

Ciò può essere in grado di spiegare, almeno in parte, il motivo per cui non tutti risentono, a livello umorale, dei cambi stagionali: si può pertanto ipotizzare che chi li accusa presenti una personalità orientata in senso depressivo che lo rende particolarmente sensibile alle variazioni climatiche.

Cosa posso fare?

Un tipo di trattamento utile a ridurre il disagio provocato dal cambio di stagione è la Fototerapia (Light Therapy) che prevede l’ esposizione alla luce artificiale nei cambi stagionali al fine di riequilibrare il ritmo circadiano interno del corpo, favorendo in tal modo la produzione dell’ “ormone del buonumore” stimolata, nei mesi caldi, dai raggi solari.

Tuttavia, essendo una delle caratteristiche principali del disturbo un abbassamento del tono dell’ umore, una buona idea è sicuramente quella di affrontare l’ argomento all’ interno di un contesto psicoterapeutico.

Grazie all’ aiuto di un professionista, può essere così possibile comprendere ed elaborare le cause che stanno alla base dell’ umore depresso, dando loro un nuovo significato e potenziando le proprie risorse per fronteggiare tali periodo complessi sulla base di nuove consapevolezze. 

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“Hai il diritto di..” – Il Codice dei Diritti Assertivi.

Ho ribadito più volte l’ importanza di imparare ad essere assertivi.
Sebbene infatti spesso non sia comprensibile nell’ immediato quanto la difficoltà di esprimere i propri bisogni e desideri in maniera adeguata possa avere ripercussioni anche piuttosto forti sulla propria salute psicologica (nonchè fisica!), nei fatti la qualità della vita varia molto tra coloro che sanno esprimersi e coloro che tentennano nel farlo.
Per acquisire questa importante competenza, risulta fondamentale rimuovere false credenze, ristrutturare alcune convinzioni e correggere certe errate informazioni che vengono date per “buone” guidando il comportamento in una direzione che può essere, in realtà, distorta.
Ecco perché risulta importante conoscere quello che viene definito come “Codice dei Diritti Assertivi”, una specie di regolamento, caratterizzato da serie di imperativi tesi a focalizzare l’ attenzione sul proprio essere, chiarendo quelli che sono i diritti di ognuno che, troppo spesso, vengono  lasciati in disparte, per soddisfare le esigenze altrui o, al contrario, usati in maniera esclusiva, non tenendo conto degli altri.

diritti-assertivi

“IL CODICE DEI DIRITTI ASSERTIVI”

1. IL GIUDICE SUPREMO DEL TUO COMPORTAMENTO SEI TU STESSO
2. HAI IL DIRITTO DI NON DARE SPIEGAZIONI E SCUSE PER IL TUO COMPORTAMENTO
3. HAI IL DIRITTO DI GIUDICARE SE TOCCA A TE TROVARE LA SOLUZIONE PER I PROBLEMI DEGLI ALTRI
4. HAI IL DIRITTO DI CAMBIARE OPINIONE
5. HAI IL DIRITTO DI FARE SBAGLI
6. HAI IL DIRITTO DI DIRE “NON SO”
7. HAI IL DIRITTO DI PRESCINDERE DAL BENVOLERE DEGLI ALTRI, QUANDO HAI A CHE FARE CON LORO
8. HAI IL DIRITTO DI PRENDERE DECISIONI ILLOGICHE
9. HAI IL DIRITTO DI DIRE “NON CAPISCO”
10. HAI IL DIRITTO DI DIRE “NON MI RIGUARDA”
11. HAI IL DIRITTO DI DIRE “NO” SENZA SENTIRTI IN COLPA

Concentrarsi su questi principi, permette di acquisire una maggiore consapevolezza circa quelli che sono i confini tra sé e gli altri, limitando sentimenti comuni quali senso di colpa, timore di esprimersi e di essere giudicati e raggiungendo un maggiore livello di libertà e sicurezza personale, nel rispetto degli altri.

Riferimento Bibliografico:

  • Alberti L., Dinetto A., Manuale di addestramento affermativo, Bulzoni Ed., Roma, 1988
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– PROMOZIONE ESTIVA –

IL BENESSERE PSICOLOGICO NON VA IN VACANZA!

5 euro di sconto su ogni seduta dal 21 Giugno al 30 Agosto 2016

Psicologia Estate

D’ estate si tende ad allentare con i ritmi quotidiani ed a rompere le routine, posticipando la ripresa di un’ attività o l’ inizio di qualcosa di nuovo ai mesi autunnali.
Ogni momento, però, è quello giusto per iniziare a prendersi cura del proprio benessere psicologico, dare un senso ad un  sintomo o affrontare una problematica persistente.
Per questo, dal 21 Giugno al 30 Agosto è attiva, per chi ne fa richiesta, la Promozione Estiva “Il Benessere Psicologico non va in vacanza”, che consiste nella riduzione di 5 euro sul prezzo totale di ogni seduta (fino al 30 Agosto) per chiunque decida di inziare un percorso terapeutico nei mesi estivi.

È possibile richiedere un appuntamento telefonando al 339.6034157 o scrivendo una mail all’ indirizzo: doc.ilariavisconti@gmail.com

“L’estate ammorbidisce le linee che il crudele inverno mostrava”
                                                                                                  John Geddes

 

 

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