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Disturbo Bipolare – Vivere tra l’esaltazione e la depressione.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiDisturbo Bipolare – L’umore è la tonalità affettivo-emotiva che colora l’intera esistenza di ogni persona:

ogni idea, emozione o ricordo vissuti sono caratterizzati dallo stato d’animo del momento.
Possiamo immaginare l’umore come collocato su un continuum che oscilla  tra i due poli opposti della tristezza e dell’euforia, condizionato sia da fattori “interni”, relativi alla sfera psicologica, che da eventi esterni caratterizzati da tutto ciò che accade al di fuori di noi e che quindi, inevitabilmente, influenza il morale.
Proprio per questo, tale condizione di dinamicità e flessibilità relativa allo stato d’animo è ritenuta normale e diventa problematica (quindi degna di attenzione da un punto di vista clinico), nel momento in cui l’umore, anzichè oscillare da un polo all’altro, resta fisso ad un estremo.
In questo caso può verificarsi una sintomatologia differente a seconda che la fissazione riguardi il polo “negativo” o quello “positivo” che, nello specifico portano allo svilupparsi dei sintomi tipici della depressione o ad assistere, al contrario, ad un umore elevato.
In tali circostanze si parla di disturbi unipolari, proprio perchè l’umore resta fisso ad un unico polo.

Ma di cosa si tratta se si passa, ciclicamente, da una polarità all’altra?

Come detto poco fa, l’alterazione dello stato d’animo può essere ritenuto una circostanza normale nella quotidianità di ogni persona fino a che si tratta del passaggio da emozioni di tristezza a quelle di allegria, ma sbalzi di umore  troppo intensi possono essere un campanello d’allarme rispetto alla possibilità che si stia soffrendo di un disturbo bipolare.

sintomi depressione, disturbo bipolare, psicologo firenze, psicoterapeuta firenze, ansia sintomi, ilaria viscontiIl disturbo bipolare è una manifestazione clinica caratterizzata dalla continua alternanza di episodi depressivi ed episodi maniacali che restano alterati per periodi relativamente lunghi (non si tratta di variazioni che avvengono, per esempio, nell’arco di uno stesso giorno) e che inevitabilmente influenzano la qualità della vita della persona che ne viene colpita, rischiando di deteriorarne la vita affettiva, sociale e lavorativa.
Nonostante esistano diverse sottocategorie di disturbo bipolare (disturbo bipolare I, disturbo bipolare II, disturbo ciclotimico), che si differenziano tra loro per determinati criteri diagnostici che non ritengo opportuno specificare in questa sede, in ogni caso non si tratta mai di comuni sbalzi di umore, ma di importanti variazioni che compromettono in maniera significativa le scelte, i comportamenti e il modo di leggere gli eventi di chi ne soffre.

Come riconoscere il disturbo bipolare?

Ecco, di seguito, alcuni criteri utili nell’individuazione di un disturbo bipolare (che non devono, in nessun caso, sostituire una diagnosi specialistica).

• Presenza di un umore persistentemente elevato ⇒ L’umore tende ad apparire come eccessivamente euforico, al “settimo cielo”, talmente espanso da poter essere percepito inadeguato rispetto al contesto; ad esempio l’individuo può iniziare lunghe conversazioni in pubblico con persone estranee.

 Accelerazione nello svolgimento delle attività quotidiane: L’eccessiva eccitazione può spingerlo a progettare imprese irrealizzabili, ad iniziare una serie di compiti senza portarne a termine neanche uno, a sperimentare un ridotto bisogno di dormire, ad essere facilmente distraibile.

• Autostima esagerata ⇒ Il senso di Sè risulta tanto alterato da passare da una fiducia in se stessi priva di critica ad un senso di grandiosità talmente grande da diventare, a tratti, delirante.
Può avvenire, per esempio, che nonostante non sia presente alcun talento specifico, l’individuo decida di intraprendere compiti grandiosi come quello di pubblicare un romanzo.

• Evidente distraibilità ⇒ I pensieri viaggiano con una rapidità talmente forte da determinare un‘incapacità di filtrare gli stimoli estremi irrilevanti (come i rumori di fondo in una conversazione o l’arredamento in una stanza) e ciò rende, di frequente, impossibile sostenere un discorso logico o seguire delle istruzioni.

• Eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose ⇒ L’espansività, l’ottimismo, la grandiosità e lo scarso giudizio spesso determinano il coinvolgimento in attività “pericolose” come acquisti incontrollati (che possono causare una perdita di denaro eccessiva rispetto alle proprie possibilità economiche), guida spericolata, abuso di sostanze, improvviso interesse per il gioco d’azzardo, investimenti finanziari avventati, comportamenti sessuali promiscui e insoliti per l’individuo.

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• Compromissione nella sfera lavorativa, sociale e affettiva ⇒ L’alterazione dell’umore è talmente importante da compromettere in modo significativo la capacità di svolgere adeguatamente i propri compiti lavorativi nonchè di gestire relazioni sia amicali che intime.

• Alternanza di episodi depressivi ⇒ Per poter parlare di Disturbo Bipolare è necessario che a tutti questi sintomi si alternino dei periodi caratterizzati da sintomi tipici dell’umore depresso.
Durante questi intervalli di tempo, quindi, la persona tende a sperimentare:
· Intensi sentimenti di vuoto
· 
Impotenza appresa

· Solitudine
· Difficoltà nello svolgimento di attività quotidiane
· 
Assenza di interesse per ogni tipo di attività piacevole
· Alterazioni del sonno
· 
Mancanza di appetito
· Problemi di concentrazione e memoria
·
 (nei casi più gravi) Pensieri suicidari

Qual è il modo migliore di approcciarsi a questa problematica?

Il disturbo bipolare è un disagio relativo al tono dell’umore che, come tale, non può e non deve assolutamente essere sottovalutato. Talvolta, quando il tono dell’umore è spostato sul piano maniacale, chi ne soffre può non avere la percezione di avere un problema e di necessitare quindi di un trattamento, rendendo piuttosto difficile aiutarlo a migliorare la propria situazione.
Ciononostante, l’intervento psicoterapeutico si rende indispensabile e dovrebbe essere teso sia ad affiancare il paziente nel raggiungimento di una presa di coscienza relativa al disturbo, andando ad indagare le cause che l’hanno generato, che ad aiutarlo a gestire i propri comportamenti disfunzionali ed i pensieri ad essi associati.
Sebbene la psicoterapia si sia mostrata efficace nella capacità di affrontare molti problemi interpersonali, emotivi e cognitivi di pazienti affetti da disturbo bipolare, non va dimenticato che, in alcuni casi, l’associazione ad una terapia farmacologica è ritenuta indispensabile nella presa in carico del paziente.

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