Cosa si nasconde dietro la paura di amare?

Paura d' amare 2 - Psicologo Psicoterapeuta Firenze

A partire dall’ adolescenza e, in genere, per tutto il resto della vita, si è soliti stabilire relazioni affettive con un’ altra persona. Man mano che si cresce, tali legami emotivi tendono a diventare sempre più intimi ed impegnativi, maturi, caratterizzati dal bisogno di condividere, a tutti i livelli, la propria vita con la persona che si ama.
Per alcuni stabilire e mantenere un rapporto ad un livello profondo, vissuto come limitante e costrittivo della propria libertà ed autonomia, può risultare davvero difficile ed è per questo che, anziché costruire qualcosa di concreto con una persona, nel momento in cui il legame si fa troppo intimo ed intenso, coloro che vivono i rapporti come limitanti tendono a scappare ed a ricominciare altrove preferendo una relazione più superficiale e senza responsabilità.
Questo atteggiamento, che viene letto da chi osserva come infantile scatenando, di frequente, reazioni di sofferenza e rabbia nei confronti di chi lo mette in atto, nasconde però una problematica che può generare angoscia in chi la vive che, nonostante questo, non riesce ad interromperla.

Di cosa ha paura chi ha paura di amare?

Si può ipotizzare che la personalità che caratterizza colui che siamo soliti definire “Don Paura d' amare - Psicologo Psicoterapeuta FirenzeGiovanni” (tale tendenza può essere presente sia negli uomini che nelle donne ma riguarda, più frequentemente, chi appartiene al sesso maschile), sia di tipo fobico; ossia caratterizzata da un attaccamento ansioso del bambino nei confronti del genitore, il quale mantiene ed incoraggia un atteggiamento iperprotettivo, ostacolando, fin da piccolo, il naturale bisogno del bambino di esplorare il mondo e sviluppare sicurezza di sé.
Ed è così che l’ evitamento si caratterizza come la modalità preferita per affrontare il mondo.
Evitare tutti quegli eventi e quelle situazioni che vengono percepiti e vissuti come pericolosi permette di ottenere un controllo su tutto ciò che potrebbe essere lesivo ed arrecare quindi un danno alla propria incolumità fisica..e non solo!
Inizialmente, infatti, le paure che il bambino prova sono rivolte prevalentemente al mondo esterno e quindi la sua attenzione è totalmente focalizzata sugli eventi pericolosi e sui messaggi allarmistici che potrebbero danneggiarlo, confermando la sua percezione di persona vulnerabile che, in quanto tale, può essere facilmente ferita da tutto ciò che c’è fuori, e quindi anche dagli altri.

Come appare chi ha paura di amare?

Sebbene nasconda dentro di sé un grande timore di essere, in qualche modo, danneggiato, agli occhi esterni chi teme le relazioni, tende ad apparire, molto spesso, come una persona aperta ed estroversa, brillante e sicura di sé. Questa apparente sicurezza, però, tende in genere a nascondere un’ attenta e accurata selezione delle persone a cui si relaziona delle quali sente la necessità di avere un controllo sempre per non rischiare di venirne danneggiato.
Ed è quindi, già a partire dall’ adolescenza, che costruisce un “raggio di azione” nel quale, sebbene limitato, riesce ad essere brillante e sicuro di sé ma, al di fuori del quale, evita ogni situazione per non rischiare di venire ferito.
Nel momento in cui stabilisce una relazione amorosa, sviluppa un bisogno di controllare il partner e tale necessità, unita alle frequenti critiche da parte dei genitori ed alla difficoltà di coinvolgimento emotivo (considerato un segnale di debolezza), fa spesso assumere un atteggiamento da “lasciatore”.
Quando la situazione viene vissuta come troppo costrittiva perché, iniziando a diventare intima, determina richieste eccessive o nella circostanza in cui ci sia il rischio di venire abbandonato, la scelta privilegiata è, di solito, quella di provocare l’ interruzione del rapporto, diventato ormai troppo “compromettente” e quindi “pericoloso” perché, si sa, quando ci si innamora, si diventa vulnerabili.

Quindi chi ha paura di amare non può amare?

Penso che sia più corretto affermare che, allo stesso modo con cui la personalità fobica sente il bisogno di controllare i pericoli esterni per preservare la propria integrità fisica, sviluppa anche la necessità di controllare i propri stati interni. Ciò gli impedisce di darsi il tempo per esaminare le proprie emozioni e non gli consente di riconoscerle, di esprimerle e di accettarle, soprattutto quando si presentano con forte intensità come avviene nel caso delle relazioni amorose ed è questo che lo porta ad evitare collegamenti tra ciò che prova internamente, ciò che pensa e ciò che accade mettendo un muro tra sé e gli altri.

La paura di amare può essere superata?

Pura d' amare 3 - Psicologo Psicoterapeuta FirenzeAlla base della paura di amare ci sono timori molto radicati che, essendosi sviluppati già nei primi anni di vita, hanno condizionato il mondo di interpretare il mondo interno ed esterno, strutturando la personalità dell’ individuo. Per questo, imparare a leggere i propri vissuti da un punto di vista differente da quello a cui si è abituati (e che condiziona, da sempre, il modo di dare un senso al mondo), è un processo sicuramente non semplice e non rapido, ma non impossibile da realizzare.
Un percorso psicoterapeutico, teso ad analizzare la propria storia personale e le idee che hanno caratterizzato la propria esistenza al fine di leggerle in una prospettiva differente e più costruttiva, può aiutare chi ha paura di amare ad abbandonare la maschera che indossa, imparando ad aprirsi, pian piano, alle proprie fragilità, accettandole, condividendole e mostrarsi per ciò che è davvero (agli altri ma, soprattutto, a se stesso).

Riferimento Bibliografico:
– Reda, M.A. (1986), Sistemi cognitivi complessi e psicoterapia, Carocci Editore. Roma

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