Quale dio greco ti rappresenta? La psicologia dell’ uomo Efesto.

[Ogni uomo ha, dentro di sè, uno o più dei che caratterizzano la sua personalità e guidano le sue scelte. Qual’è quello che maggiormente ti rappresenta? Scopriamolo insieme..oggi parliamo di Efesto]


-Ottava Parte –

Efesto, è il dio del fuoco e impersona il profondo bisogno di fare le cose, di inventare, efesto2progettare e costruire oggetti.
Nell’ Olimpo, così come nella cultura patriarcale, dove spesso ciò che conta sono il potere e le apparenze anziché la sostanza, i suoi attributi vengono svalutati ed è per questo che, in genere, gli uomini che gli assomigliano incontrano difficoltà nel conquistare il successo.
Può essere considerato il più infelice degli dei, fu scaraventato giù dall’ Olimpo*, era deforme e non accettato dagli altri, non conosceva con certezza le proprie origini e fu sfortunato in amore.
Venne rifiutato sia dal padre Zeus che dalla madre Era e anche se da grande il suo destino fu quello di essere ridicolizzato e deriso riusciva, nella solitudine della sua fucina sotterranea, a dare forma ed esprimere importanti aspetti di sé attraverso creazioni di straordinaria bellezza ed è per questo che come dio e archetipo (e quindi come uomo), Efesto possiede una magnifica capacità creativa che rappresenta il suo più grande pregio.
Sebbene sia introverso e restìo alla verbalizzazione dei propri stati d’ animo, il fuoco a cui viene associato è una metafora che rimanda ai sentimenti, dal fuoco sessuale, alla rabbia, all’ eccitazione per la bellezza, che vivono sotto la superficie e che possono erompere all’ improvviso.
Essendo l’ unica divinità imperfetta, avendo un piede storpio ed essendo stato per questo rifiutato dai genitori, è chiaro che Efesto porta dentro di sé una grande sofferenza che l’ ha portato a lavorare costantemente per crescere e guarire dalle ferite emotive. Talvolta può accadere che la realtà ripeta il mito e che anche l’ uomo che incarna questo archetipo sia destinato al rifiuto da parte dei genitori, come la divinità. Ciò può avvenire nel caso in cui la madre, come la dea Era, necessiti di un figlio “perfetto” per alimentare la propria autostima oppure nel caso in cui un figlio, non diplomatico e caratterizzato da sentimenti violenti, scateni la rabbia di un padre autoritario.
L’ uomo Efesto è sensibile ed introverso e dato che non riesce ad esprimere ciò che prova in maniera diretta è, fin da piccolo, difficile da gestire a causa di quella tranquillità apparente che può esplodere improvvisamente tramutandosi in dolore o rabbia. Non avendo un carattere solare e tendendo per natura alla solitudine, può diventare un bambino poco socievole che rimugina tra sé e sé; nel caso in cui venga apprezzato per la sua individualità e venga quindi semplicemente amato per ciò che è, riuscirà invece a costruirsi una buona autostima e avrà dei genitori che apprezzano molto il suo modo di servirsi di mani e mente.
Le donne sono importantissime per Efesto che ha bisogno di loro affinchè si prendano cura del suo benessere e affinchè siano fonte di ispirazione, e mentori delle sue capacità sociali. Nella mitologia furono tre le dee con cui ebbe rapporti e che rappresentano i tre tipi di matrimonio per l’ uomo Efesto.
La prima fu Afrodite, la moglie che lo tradiva con il fratello Ares. Le donne che assomigliano a questa dea vengono per lo più attratte dall’ intensità che i rapporti con questo uomo possono donare; Efesto tende a proiettare su di lei l’ immagine della sua dea personale, venerandola e facendola sentire speciale, totalmente coinvolti entrambi nell’ intensità del “qui e ora”.
Atena, la più intelligente tra le delle dee dell’ Olimpo, attrae l’ uomo Efesto che apprezza in lei la capacità di occuparsi di aspetti pratici, di ottenere sempre il successo nonché di valutare bene le situazioni.
Infine c’è Pandora, la prima donna mortale costruita da lui stesso. L’ incontro con la donna che la incarna avviene ogni volta in cui l’ uomo Efesto, introverso e spesso incapace di giudicare le donne com’è, si innamora dell’ immagine che ha di lei, pensando di essere ricambiato allo stesso modo. Ciò lo farà andare incontro, talvolta, a forti delusioni in quanto ciò che percepisce come interesse è spesso più un’ invenzione della sua mente e del suo cuore piuttosto che realtà.
In generale è un uomo monogamo e fedele e, sebbene dalla propria donna si aspetti lo stesso, può avvenire che subisca lo stesso destino del dio e scopra di essere stato tradito; in un certo senso lui contribuisce a questa infedeltà, in quanto, essendo troppo preso dal proprio lavoro, accade spesso che tenda a trascurare la propria donna nonchè a sublimare nel lavoro il fuoco della sessualità.
efesto1Può capitare che l’ uomo Efesto segua l’ archetipo e che, come la divinità che impersona, non abbia figli. Qualora decida di averne, è probabile che venga percepito da loro come distante e assorto in altro e questo può far sì che si creino problemi, resi particolarmente complessi dall’ aggressività e dagli aspetti depressivi presenti in lui. In particolare, i figli sia maschi che femmine hanno la percezione di non poter usufruire di un padre che fa da guida, essendo troppo individualista per aiutarli a farsi strada nel mondo ma, nonostante questo, se l’ uomo Efesto riesce a tenere a bada la propria aggressività, può costruire con loro un rapporto positivo basato su fiducia, autostima e sviluppo della creatività.
Le difficoltà psicologiche che l’ uomo che abbraccia questo archetipo incontra nell’ arco della sua vita sono legate ai sentimenti di inadeguatezza con cui ha dovuto fare i conti nel corso del suo sviluppo e, in particolare, con la sensazione di non essere stato accettato o di non aver corrisposto alle aspettative richieste. Il rifiuto sperimentato sia da parte della madre che del padre (a seconda della versione del mito) è sia fisico che emotivo e lo porta molto spesso a diventare “menomato” negli affetti, riproponendo agli altri tutti quegli schemi sperimentati con i genitori che vanno dall’esperienza dell’ abbandono materno e della violenza paterni ad atteggiamenti psicologici più sottili quali freddezza e giudizio.
Data la sua natura introversa, che lo porta a tenere chiuse dentro di sé ferite e rabbia, può capitare che la depressione diventi un problema cronico per l’ uomo Efesto che lo spinga anche verso problemi di tossicodipendenza. Può essergli di aiuto fare appello all’ archetipo impersonato da Apollo dal quale può imparare a scoprire quali sono le cose che lo fanno sentire competente dando senso alla sua esistenza.

*Esistono due versioni al riguardo, la più nota sostiene che Era, umiliata dall’ avere un figlio storpio, lo rifiutò appena nato e lo gettò dall’ Olimpo; secondo l’ altra fu invece gettato di sotto da Zeus irato perché, in una lite con Era, il figlio si mise in mezzo per difendere la madre e, proprio in seguito a quella caduta, rimase zoppo.

Nel prossimo articolo approfondiremo la psicologia dell’ ultimo dio della generazione dei figli: Dioniso.

Ti riconosci in questo tipo di uomo? Hai delle curiosità? Vorresti riuscire ad identificarti con questa divinità? Se ti va di parlarne, lascia un commento qui sotto 🙂

Riferimento Bibliografico:
– Bolen, J.S. (1994), Gli dei dentro l’ uomo, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

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