Il modo con cui affronti le avversità ti favorisce (o ti ostacola) nella loro riuscita.

Ogni giorno, ognuno si trova a dover gestire situazioni che lo obbligano a prendere scelte più o meno importanti nonchè a reagire a determinate circostanze. autoefficacia4Non tutte le persone si rapportano ai problemi (e quindi alla loro risoluzione) allo stesso modo: ci sono quelle che li affrontano di petto e quelle che si abbattono, quelle più ottimiste e quelle che tendono a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, quelle che lottano per ottenere un risultato e quelle che si affidano alla fortuna.
Generalmente, purtroppo, non sono molte le persone che si rendono conto di quanto la percezione che si ha delle proprie capacità sia fondamentale nel determinare la riuscita o meno nella vita e nel migliorarne la  qualità. Si tende infatti a pensare che ci siano troppe variabili incontrollabili a determinare il corso degli eventi e sicuramente questa è una verità, ma è anche vero che chi è focalizzato sulle proprie risorse e sulla propria riuscita ottiene quasi sempre risultati migliori rendendo evidente quanto la variabile personale abbia un peso..ed anche piuttosto importante!

In cosa consiste tale “stile attribuzionale”?

Questa percezione di poter controllare o meno la propria esistenza viene definita, in psicologia, Locus of Control (LoC).
autoefficacia.jpgLe persone fermamente convinte di poter avere un controllo sugli eventi possiedono un LoC interno e, pensando di essere gli unici responsabili nel poter determinare importanti variazioni nella propria vita, canalizzano le loro energie sui propri atteggiamenti e comportamenti al fine di migliorarli, affrontarli e modificarli. Ciò li porta a porsi in modo vincente di fronte agli ostacoli: impegnandosi di più senza fermarsi o arrendersi mai, infatti, vivono le difficoltà come sfide che posso essere vinte (ed è ciò che generalmente avviene) con impegno, passione e dedizione.
Al contrario, tutti coloro che tendono a sentirsi passivi rispetto agli eventi, che reputano determinati non tanto dalla propria volontà, quanto da variabili esterne incontrollabili, paiono abbracciare quello che siamo soliti definire LoC esterno. Sono coloro che pensano che, indipendentemente dal proprio impegno, le cose andranno come devono andare, quindi tanto vale affidarsi al destino o alla fortuna, entità alle quali, indipendentemente da tutto, spetta la decisione finale.
Nella pratica chi abbraccia questo stile attribuzionale, non prende decisioni in modo indipendente, ma si affida alle altre persone così come ad entità astratte (“qualunque cosa io faccia, è il destino che decide”), di conseguenza tende a sviluppare un senso di impotenza che condiziona anche la motivazione nell’ intraprendere scelte e nel gestire la quotidianità e ancora più le difficoltà che la vita, in quanto tale, talvolta presenta.
Al contrario, una persona con Loc interno, ha grande fiducia nella capacità di cambiare la propria esistenza, attribuendosi l’ abilità di poter modificare gli eventi, ha un atteggiamento attivo che la spinge a ricercare continuamente soluzioni ai propri problemi e ciò, come si può facilmente comprendere, non può non incidere sull’ aspetto motivazionale che spinge ad agire.
Riuscire ad adottare una modalità di pensiero focalizzata sul LoC interno permette di ottenere con maggiori probabilità risultati importanti nel lavoro, nella gestione delle patologie, nel superamento di perdite e separazioni, ma non è tutto.autoefficacia3
Un aspetto su cui ritengo importante soffermare l’ attenzione è quello relativo al fatto che ciò che può sembrare un semplice modo di fronteggiare le avversità ha, in realtà, un enorme impatto psicologico e anche fisico in ognuno di noi.
È stato addirittura osservato, infatti, come persone con LoC interno possiedano maggiori risorse nel fronteggiare eventi spiacevoli come, ad esempio, una malattia ed è stato dimostrato come queste stesse persone riescano a tollerare meglio i trattamenti terapeutici e, talvolta, a guarire in misura molto superiore a chi ha un LoC esterno.
Tutto ciò non fa altro che confermare quanto corpo e mente siano due entità indiscindibili che si influenzano sempre in modo reciproco e, soprattutto, quanto un atteggiamento positivo alla vita è una buona “medicina” preventiva e curativa.

Riferimento Bibliografico:
– Zani B., Cicognani E. (2000), Psicologia della salute, Società Editrice il Mulino, Bologna.

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Ecco 4 tipologie di persone che ti tolgono energia senza che tu te ne accorga!

Ognuno di noi possiede caratteristiche di personalità che, in maniera più o meno diretta, hanno un impatto negativo sugli altri. Per certe persone però tali modalità di rapportarsi sono costanti e possono provocare sofferenza, oltre che in loro stessi, anche negli altri.
Le modalità con cui interagiscono sono simili a quelle dei vampiri che si nutrono e si rinforzano del sangue delle loro vittime solo che, anziché cibarsi di plasma, si alimentano di energie ed è per questo che, nel linguaggio comune, vengono chiamati vampiri emotivi.
Le caratteristiche dei vampiri emotivi sono tantissime, in questo articolo vorrei focalizzare l’ attenzione su quattro quadri di personalità che, quando si presentano con caratteristiche particolarmente rigide e persistenti, possono nuocere, ovviamente loro malgrado, a chi sta loro vicino.

L’ INSTABILE

instabileAlcune personalità, sono caratterizzate da instabilità in diversi ambiti della propria vita: nelle relazioni interpersonali, nell’ umore e nell’ immagine di sé tanto da passare bruscamente da un’ emozione all’ altra, in un’ altalenanza di emozioni generalmente ingestibile per sè e per gli altri.
Essendo spesso tendente alla polemica, irritabile e sarcastica, la convivenza con chi ha una strutturazione di personalità caratterizzata da incertezza costante risulta faticosa sebbene sia, al tempo stesso, difficilissimo prenderne le distanze in quanto, non sopportando l’ idea di restare sola, fa di tutto per ottenere l’ attenzione da parte degli altri, facendo in certi casi ricorso anche a ricatti emotivi.

COME PROSCIUGA ENERGIA: L’ altalena emotiva creata dagli sbalzi d’ umore intensi e imprevedibili, non può che generare un senso di confusione e frustrazione a chi gli sta vicino che ha la sensazione di non essere mai all’ altezza delle sue aspettative.
Non essendo in grado di garantire stabilità e tranquillità alle persone con cui si rapporta, la percezione degli altri può essere quella di essere sempre “in difetto” e di conseguenza, stabilire un legame soddisfacente può essere davvero molto difficile.

 L’ ATTORE 

vampiri-emotivi-4Il “vampiro attore” è caratterizzato da un bisogno impellente di ricevere attenzione dagli altri ed è per questo che risulta eccessivo in tutto: dall’ aspetto fisico ai comportamenti esagerati e teatrali. Sebbene ecceda nel modo di porsi e di raccontarsi, in genere le sue emozioni tendono a rimanere piuttosto superficiali perché difficilmente ha interesse a togliere la maschera che indossano costantemente e mostrarsi per ciò che è realmente.
Chi abbraccia questo tipo di personalità tende ad essere estremamente provocante, manipolando in modo seduttivo gli altri, alla continua ricerca di bisogno di approvazione.

COME PROSCIUGA ENERGIA: Dando l’ impressione di avere sentimenti forti e profondi che si dimostrano però effimeri e superficiali ad un’ osservazione più attenta, la “vittima”, una volta essersi lasciata convincere di essere unica e speciale, può rendersi conto che non c’è effettivamente spazio per lei sperimentando un forte senso di solitudine in quanto l’ unica cosa che preme alla persona istrionica è conquistare e mantenere il centro dell’ attenzione non tenendo mai conto degli altri.

L’ EGOCENTRICO

vampiri-emotivi-5Chi ha ha un’ idea grandiosa di sé e delle proprie capacità, sebbene nasconda in genere una forte fragilità, tende ad essere percepito dagli agli come arrogante, invidioso ed approfittatore.
Ciò che più caratterizza il vampiro egocentrico è l’ assoluta assenza di empatia e di rispetto per le emozioni di chi gli sta intorno; totalmente incapace di mettersi nei panni altrui, infatti, ne calpesta spesso i sentimenti senza provare il minimo pentimento o dispiacere.

COME PROSCIUGA ENERGIA: L’ egocentrico tende a non avere spazio per nessuno se non per se stesso. Riluttante ad ascoltare, comprendere e accogliere i bisogni di chi gli sta di fronte, tende a far sentire inferiore chiunque gli stia accanto, sminuendolo e ridicolizzandolo nutrendosi del suo senso di inadeguatezza per sentirsi più forte.

IL SOTTOMESSO

vampiri-emotivi-6La persona che manca totalmente di sicurezza e fiducia in sé, tende a lasciare ogni scelta relativa alla propria vita ed alla propria quotidianità nelle mani altrui. È sempre d’ accordo su tutto, non ha mai un’ opinione personale, un’ interesse, un’ iniziativa indipendente. Nel momento in cui perde un punto di riferimento ha bisogno di trovarne subito un altro che sia in grado di gestire la sua esistenza cosa che, da solo, non è minimamente in grado di fare.

COME PROSCIUGA ENERGIA: A differenza degli altri tre, prevalentemente focalizzati su se stessi, questo “vampiro” concentra la propria vita focalizzandola sugli altri; ciò lo porta a succhiare energia richiedendo un’ eccessiva responsabilità alle persone che gli stanno intorno ed a fare leva, non di rado, sui loro sensi di colpa.

Sebbene in questa sede abbia deciso di focalizzarmi su quelle che ritengo essere quattro categorie piuttosto frequenti di “vampiri emotivi”, non bisogna dimenticare che ne esistono tantissime altre con cui, ognuno di noi, si rapporta quotidianamente e che condividono tra loro alcune caratteristiche comuni, tra cui la tendenza ad essere esperti manipolatori ed avere, in generale, un atteggiamento molto pessimista e rigido.

Riferimento Bibliografico:
– Davison C., Neale, J. M. (2000), Psicologia Clinica. Zanichelli Editore Spa. Bologna.

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