Chi sono i “donatori di energia positiva”..? Scoprilo e prova diventarlo anche tu!

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Siamo fatti di energia. Anche quando non ce ne rendiamo conto rimandiamo (a noi stessi e agli altri) una carica energetica che può essere positiva o negativa.
A chi non capita di avere delle giornate “nere”..? Quando ci si sente stanchi e tristi sembra non andarne dritta una, avendo un “livello energetico” molto basso si tende ad essere negativi, a piangere, urlare, lamentarsi togliendo, talvolta senza neanche rendersene conto, energia vitale a se stessi per primi e, non di meno, alle persone che ci stanno intorno. Questo perché, negli scambi relazionali che intratteniamo ogni giorno, inconsapevolmente, ognuno di noi emana energia che può avvicinare o, al contrario, tenere distanti le persone con cui ci si rapporta. Provate a far mente locale e pensate a come vi sentite dopo esservi relazionati ad una persona sorridente o, al contrario, ad una persona annoiata.
Non avete come la sensazione di sentirvi alleggeriti o, al contrario, appesantiti in seguito ad incontri di questo tipo?
Del ruolo dei vampiri emotivi e dei modi attraverso i quali indeboliscano sia se stessi che gli altri abbiamo già discusso, non bisogna dimenticare, però, che esistono anche persone che sono in grado di trasmettere un senso di benessere e di energia positiva, da cui ognuno può imparare molto.
Le persone positive sono coloro che riescono a godere il buono della vita, che di fronte alle difficoltà non si lasciano prendere dal panico ma tirano fuori grinta e ottimismo, aspetti che si configurano come caratteristiche fondamentali per una buona riuscita nella vita.energia-positiva2

Riuscire a circondarsi di queste persone è importante perché, grazie alla loro flessibilità e alla loro propensione al benessere, si mostrano in grado di risollevare il morale quando ci si sente giù o dare buoni consigli e trovare soluzioni quando pare impossibile. Inoltre, cosa di non minore importanza, quando si trascorre tempo in compagnia di persone positive, i confini di ciò che è possibile si espandono e questo permette di considerare nuove opportunità, aprendosi al mondo con entusiasmo.

Come capisci di avere a che fare con donatori di energia positiva?

◊ In loro compagnia ti senti bene: la loro capacità di cogliere sempre il meglio da ogni situazione, il loro sorriso contagioso, la capacità di godere di ogni cosa li circondi trasmette un senso di benessere e tranquillità che rasserena chiunque stia loro vicino.

◊ Ti aiutano quando sei in difficoltà: i donatori di energia positiva rispettano gli altri e tendono la mano ogni volta che possono senza chiedere nulla in cambio, sono generosi e gentili ed è per questo che tendono ad avere relazioni sane.

◊ Ti fanno ridere: ridono tantissimo e, si sa, la risata è contagiosa! 🙂
Ogni volta che ti rubano un sorriso insegnano a non prendere né se stessi né la vita troppo seriamente, approfittando anzi di ogni occasione per ridere e favorendo, in questo modo, il benessere fisico e mentale.

◊ Ti perdonano quando sbagli: le persone positive sanno che riuscire a perdonare è una capacità fondamentale  per stare bene in quanto, ogni volta che non ci si riesce, si finisce per accumulare rabbia che, come ripetuto più volte, nuoce alla salute più di quanto non si pensi. È molto più vantaggioso, invece, imparare dai propri e dagli altri errori, lasciando andare ed evitando di ripeterli.

Come diventare, a tua volta, un donatore di energia positiva?

pensieri-positivi3♦ Osserva..e impara: Sicuramente conoscerai una o più persone che possiedono le caratteristiche appena menzionate, allora focalizzale..e usale come modelli! Coltiva l’ ottimismo, sii disponibile e aperto agli altri, ridi, perdona.

♦ Sii riconoscente: anche in quelle giornate in cui niente sembra filare per il verso giusto, non lasciarti prendere dal pessimismo; anziché concentrarti su ciò che manca, concentrati su ciò che hai, apprezza le persone e le cose che ti circondano, cogline il bello e apprezza tutto ciò che possiedi.

♦ Trova nuovi stimoli: incontra nuove persone, inizia una nuova attività, esci dalla tua zona di confort e sii curioso di scoprire cosa può riservarti la vita.

♦ Non giudicare: avere un atteggiamento giudicante ti rende rigido e severo; anziché focalizzare il pensiero sugli altri, concentrati su di te, su come sei, su come vorresti essere e su cosa puoi fare per  migliorarti.

♦ Goditi la vita: non farti togliere energie da cose frivole, godi il presente, concediti  tempo per te e fatti qualche piccolo regalo, coccolati.

♦ Non ti arrendere mai:  per ultimo, fondamentale, non abbatterti mai davanti ai fallimenti. Come diceva Edison “Non mi scoraggio perché ogni tentativo sbagliato scartato è un altro passo avanti”.

Sei d’ accordo..? 😉

Riferimento Bibliografico:
– Hasson, G. (2016). Mindfulness, 100 esercizi per una vita più serena. Antonio Vallardi Editore, Milano.

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Amore dopo Amore

Tempo verràamarsi
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott

*****

Per accettare se stessi è necessario compiere un percorso dentro di sè, alla scoperta di sè.
È necessario spogliarsi delle proprie paure, osservare le proprie ombre allo specchio e anche, perchè no, non riconoscersi nell’ immagine che si vede riflessa.
Soltanto mettendosi in discussione e prendendo coscienza dei propri limiti è possibile scoprire le proprie “parti oscure” e integrarle all’ immagine di sè, arrivando ad un’ accettazione completa e consapevole di ciò che siamo..iniziando, finalmente, ad essere felici.

 

 

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Sorridere per essere felici..!

images3Le emozioni ci accompagnano caratterizzando il vissuto di ognuno dal primo all’ ultimo giorno della nostra esistenza ed hanno sempre un’ origine adattiva.
Se la paura, infatti, permette di allontanare un pericolo salvando la vita, la rabbia impedisce di farsi prevaricare dagli altri, il disgusto evita di avvicinarsi a qualcosa di nocivo, la tristezza trasmette fragilità alle persone circostanti chiedendo implicitamente il loro aiuto, lo stupore aiuta a prestare maggiore attenzione ad un’ informazione ed infine la felicità, la più gradevole tra tutte, esprime agli altri un benessere che rende chi lo esperisce attraente e vitale favorendo così le relazioni.
Le emozioni, pertanto, sono sistemi complessi caratterizzati dai vissuti personali che li accompagnano, dalla valutazione cognitiva dell’ avvenimento che le genera, dai cambiamenti fisici inevitabilmente collegati, da espressioni facciali che le rappresentano e dalla tendenza all’ azione che determinano.

Ma come si genera un’ emozione? Da dove nasce?

Esistono molte teorie al riguardo ma in questo articolo prenderemo in considerazione le due principali.images4
Secondo la “Teoria Centrale” di Cannon, l’ origine delle emozioni va ricercata nei centri cerebrali dove si attivano e vengono controllate e regolate.
Pertanto, ogni tipo di esperienza emotiva nasce a livello cerebrale sulla base della valutazione di eventi interni o esterni all’ individuo; una volta che l’ emozione prende corpo, avvengono una serie di cambiamenti a livello viscerale e corporeo. Se proviamo felicità, per esempio, probabilmente il nostro battito cardiaco si farà più veloce, il nostro corpo diventerà più tonico e sul nostro viso comparirà un grande sorriso. Allo stesso modo quando sarà la tristezza l’ emozione dominante, avremo la sensazione di avere i muscoli del corpo stanchi e pesanti, gli occhi diventeranno lucidi e inizieremo a piangere.
Per la “Teoria Periferica” di James, invece, il processo collegato alle emozioni è inverso rispetto a quello appena descritto. In particolare, secondo lui nel momento in cui si verifica un avvenimento rilevante da un punto di vista emotivo, l’ attivazione fisiologica che ne deriva fornisce informazioni relative allo stato d’ animo che stiamo provando. In questo caso, nel momento in cui percepiamo un battito cardiaco accelerato e un’ irrefrenabile voglia di sorridere prendo consapevolezza del fatto di essere felice.
Questo pensiero, nato a fine 800, è stato ripreso e approfondito dalla più attuale “Teoria del Feedback Facciale”, secondo la quale le espressioni facciali forniscono informazioni di tipo percettivo, motorio, cutaneo e vascolare che influenzano il processo emotivo e secondo alcuni, questa caratteristica è talmente rilevante che il feedback facciale è in grado di generare, da solo, l’ esperienza emotiva.
In generale, sembra essere appurato che il feedback facciale riesca a aumentare l’ intensità dell’ emozione il che significa che “sforzandosi” di sorridere, con la conseguente contrazione dei muscoli del viso che ne deriva, al cervello arriva una sensazione di benessere in grado di migliorare il tono dell’ umore.
In tutte quelle giornate emotivamente impegnative, stancanti e “nere” fare questa piccola prova potrebbe risultare estremamente utile per sentirsi meglio..provare per credere.. 😉index

Riferimento Bibliografico:
– Mecacci, L. (2005). Manuale di Psicologia Generale, Giunti Gruppo Editoriale.

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