Chi è Peter Pan?

Peter Pan lo conosciamo tutti.
È un bambino, protagonista dell’ opera teatrale di Barrie del 1904 che, dopo aver sentito i genitori pianificare il suo futuro, decide di scappare e rimanere bimbo782-Peter-Pan per sempre. La mamma, distratta, si dimentica di lui e Peter, volando, arriva all’ “isola che non c’è” dove incontra altri “bimbi sperduti” e ne diventa il capo.
Oggi, quando, si parla di Sindrome di Peter Pan, ci si riferisce a tutti quegli adulti a cui non piace, nonostante l’ età, comportarsi “da grandi”.
In particolare, si fa riferimento a tutti coloro che faticano ad entrare nel mondo adulto e che tendono quindi ad assumere comportamenti infantili, non prendendosi le proprie responsabilità, non aprendo a nessuno la propria intimità e prendendo ogni aspetto della propria vita in modo leggero e superficiale.
Mentre il personaggio Peter Pan suscita in genere simpatia essendo un bimbetto allegro e vispo, avventuroso, che ama giocare e raccontare storie, i “personaggi” Peter Pan che incontriamo nella quotidianità, non sempre suscitano la stessa benevolenza soprattutto quando tendono a giocare con i sentimenti altrui o a raccontare storie non vere.
Nel 2009, anno della mia tesi di laurea specialistica, l’ argomento era molto attuale sebbene non approfondito ed è per questo che, a suo tempo, l’ ho scelto come argomento di tesi e voglio, in questo articolo, illustrare alcune delle riflessioni che ne sono derivate.
Intanto: perchè crescere spaventa..?
Di sicuro, crescere non è semplice. Nel momento in cui ci affacciamo all’ età adulta ognuno di noi si trova di fronte ad una dura realtà: i nostri genitori, in nostri punti di riferimento, non si prendono più costantemente cura di noi e la sensazione che ne può derivare è quella di essere abbandonati a se stessi. Per alcuni, il mondo può diventare improvvisamente complicato e allora, forse, è molto meglio restare fermi sulla soglia e restare piccoli se l’ alternativa è crescere ed affrontare i draghi là fuori dalla porta di casa.

Ma perchè la Sindrome di Peter Pan è un disagio che si presenta per lo più in questo periodo storico?

La nostra società moderna sta andando incontro a forti cambiamenti che, inevitabilmente, si ripercuotono sugli stili di vita, sulle abitudini, sulle tradizioni delle persone e ciò determina, in molti casi, un ritardo nel processo di indipendenza dei giovani adulti. La stessa crisi che il mondo occidentale attraversa, determina alcune conseguenze (lavoro precario, genitori meno giovani, relazioni più instabili) che, sicuramente non incoraggiano l’ indipendenza. Personalmente, però, trovo riduttivo attribuire a questo l’ intera responsabilità del fenomeno.
Ritengo quindi opportuno chiedersi quali sono le cause psicologiche del disturbo. Uno psicologo americano, Dan Kiley, negli anni ’80 ha studiato il fenomeno sostenendo che la Sindrome di Peter Pan è un trauma che blocca la vita emotiva del soggetto quando è ancora un bambino. Mentre si assiste ad uno sviluppo intellettivo normale, la personalità resta bloccata nell’ infanzia ed è proprio nepeter_pan_and_wendy_by_underscope1993-d773by1ll’ infanzia che vanno, secondo lui, ricercate le cause del malessere che si paleserà poi nella vita adulta.
Ognuno di noi, infatti, costruisce sulla base dell’ amore trasmesso dai genitori, il proprio equilibrio emotivo, pertanto una carenza affettiva vissuta nella primissima infanzia potrebbe essere alla base della sofferenza di percepirsi indifeso di fronte al mondo e angosciato dagli ostacoli che cercherà, quindi, di evitare.
Si può ipotizzare, quindi, che i Peter Pan siano dei “fobici“..il sentimento che li domina è la paura, una paura che li lascia talmente paralizzati che l’ unico modo per affrontarla è….scappare!
Scappare dal mondo pericoloso, dal contatto con la propria parte intima, dalla relazione con persone che potrebbero ferire.

Puoi approfondire l’ argomento leggendo un altro mio articolo sulla rivista psicologica on line PsicologiaOk.

Riferimenti Bibliografici:
– Cataluccio, M. (2003). (introduzione di) Peter Pan e Wendy. Il bambino che non voleva crescere di J. M. Barrie. Feltrinelli Editore.
– Kiley, D. (1983). The Peter Pan Syndrome, (trad. it. Gli uomini che hanno paura di crescere. Rizzoli Editore, Milano 1985).

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