Cambia la postura..e aumenta la fiducia in te!

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Avere sicurezza di sé è una caratteristica fondamentale per vivere serenamente ma, nonostante questo, riuscire a raggiungere un’ accettazione di se stessi e delle proprie capacità, mostrandosi fieri e decisi, è un obiettivo tutt’ altro che semplice da raggiungere.
Sebbene i meccanismi da cui si sviluppa la stima di sé siano molto profondi e vadano ricercati nei primi scambi con le figure di attaccamento non approfondibili in questa sede, è comunque vero che, modificando certi modi di fare e di rapportarsi, è possibile sentirsi più calmi, sicuri e sintonizzati su ciò che si sta vivendo, mostrando agli altri, ma prima di tutto a se stessi, un’ immagine di persona determinata.
Abbiamo già visto quanto il linguaggio non verbale sia talmente spontaneo da avere la capacità di trasmettere informazioni senza che noi stessi, spesso, ce ne rendiamo conto (se vuoi approfondire, clicca qui) e proprio sulla base di questo è possibile in qualche modo “esercitarsi” a trasmettere un’ immagine di persona sicura di sé.
Alcuni studi hanno infatti mostrato come la postura sia in grado di influenzare il funzionamento del cervello, in particolare, assumere una postura che denoti sicurezza (spalle dritte e petto in fuori) modifica i livelli di testosterone e cortisolo nel cervello, “convincendo” il cervello di essere fiero di sé.
Ecco perché, modificando le proprie posture ed i propri gesti, si può cercare di influenzare il messaggio che il cervello riceve; ovviamente, quello che si deve fare non è adottare modalità innaturali e sgradevoli, si tratta semmai di modificare alcune modalità familiari (spalle chiude o sguardo verso il basso, per esempio) per verificare come corpo e mente si comporteranno di conseguenza.. 🙂

Cosa si deve fare, nella pratica, per mostrarsi sicuri?

  • Impara a stare diritto con la schiena, sia che tu sia in piedi che seduto, una postura ben eretta rimanda un senso di sicurezza e prestigio
  • Tieni la testa diritta, è importante che lo sguardo sia parallelo al suolo affinchè ci si senta fieri di sé (e gli altri ci percepiscano tali)
  • Lascia le spalle rilassate, le spalle tese rimandano, appunto, tensione, disagio e quindi senso di insicurezza
  • Distribuisci il peso su entrambe le gambe, questo ti permetterà di avere una posizione più “ferma”
  • Se stai seduto, rilassa le braccia appoggiandole ai braccioli della poltroncina, adottando un atteggiamento di apertura e relax
  • Non evitare lo sguardo degli altri, guarda l’ interlocutore negli occhi..senza esagerare, ovviamente..
  • Abbassa il tono della voce e parla più lentamente, tale atteggiamento vocale trasmette un senso di tranquillità e sicurezza.

Premesso che non è possibile controllare tutta la comunicazione non verbale, non va comunque dimenticato che, adottando alcuni accorgimenti, è possibile determinare dei cambiamenti nei pensieri, nei sentimenti e nel comportamento.

Riferimenti Bibliografici:
– Hasson, G. (2016). Mindfulness, 100 esercizi per una vita più serena. Antonio Vallardi Editore, Milano.

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Cosa comunichi agli altri senza rendertene conto..?

“Non si può non comunicare” è il primo assioma (cioè principio) relativo alla comunicazione umana introdotto da Paul Watzlawick che esprime in modo esaustivo il concetto fondamentale secondo il quale in ogni circostanza, che se ne abbia intenzione o meno, sia impossibile per chiunque non trasmettere informazioni di se stesso.
Sebbene la tendenza sia infatti quella di associare la comunicazione alla parola, nella pratica la gran parte delle informazioni che gli altri acquisiscono rispetto a noi (e, ovviamente, viceversa) viaggia attraverso un canale molto più inconscio e meno controllabile noto come comunicazione non verbale.

In che modo si parla agli altri di se stessi?

• Aspetto fisico •

Il modo con cui ci si presenta fisicamente fornisce una sorta di biglietto da visita rispetto a ciò che siamo e mostra, inevitabilmente, aspetti della propria personalità o del proprio ruolo sociale che non sfuggono agli osservatori; di conseguenza, certi aspetti del proprio fisico mal trascurati o non valorizzati vengono valutati dagli altri e possono provocare distacco o, al contrario, approvazione.

• Contatto oculare •

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’ anima, probabilmente a ribadire il concetto che, se può essere relativamente semplice mentire con le parole, diventa molto più complesso farlo attraverso lo sguardo.
Il contatto oculare possiede infatti particolari potenzialità espressive tanto da essere spesso molto difficile da sostenere, rimandando agli altri una grande quantità di informazioni circa le emozioni che si stanno sperimentando. La tendenza a rifuggire il rapporto faccia a faccia guardando altrove o evitare la sguardo altrui, rimanda insicurezza ed imbarazzo, al contrario, uno sguardo fisso e costante può essere percepito come fastidioso fino a diventare propriamente minaccioso e, pertanto, aggressivo e violento.

• Mimica facciale •

La mimica facciale è, in un certo senso, un complemento al contatto oculare. Ci si riferisce, nello specifico, ad ogni variazione espressiva a livello delle sopracciglia, degli occhi, della bocca e delle guance.non-verbale
Ti sei mai chiesto cose stai comunicando a chi ti sta di fronte semplicemente muovendo un sopracciglio..?
Sebbene la gran parte della responsabilità espressiva dipenda dalla bocca, infatti, ogni movimento di muscoli del viso contribuisce a trasmettere importanti informazioni su ciò che si sta pensando o provando. Ciò è confermato, per esempio, dal fatto che esprimere verbalmente felicità corrugando la fronte determina confusione in chi ascolta proprio a causa della contraddizione tra linguaggio verbale e non verbale essendo diffusa la tendenza, generalmente, a credere a ciò che diciamo col volto piuttosto che con la voce.

• Spazio sociale •

Come occupi lo spazio a tua disposizione? Come e quanto ti fai notare? Che posizione assumi di fronte agli altri?non-verbale3
Tutti questi aspetti relativi allo spazio fisico e alla tua modalità privilegiata di occuparlo, forniscono un grandissimo numero di indicazioni relative a ciò che sei. Chi occupa, per esempio, poco spazio quasi a chiudersi su se stesso, si distanzia nelle situazioni sociali o limita il contatto fisico, sta dicendo, spesso senza neanche saperlo, che si trova in difficoltà, in imbarazzo, in una situazione in cui non è a proprio agio.

• Tono della voce •

Questo aspetto si riferisce ad una ricchezza praticamente illimitata di variazioni e modulazioni che permettono di esprimere una vastissima varietà di concetti con valori e significati anche molto diversi tra loro.
Una stessa osservazione può risultare fatta in modo prepotente o pacato a seconda del tono della voce scelto. In genere, parlare a voce alta rimanda ad una tonalità minatoria o comunque litigiosa, sulla difensiva così come, al contrario, parlare a bassa voce, in modo lento ed incerto trasmette agli altri un forte senso di insicurezza e disagio.

• Gestualità •

La gestualità è una modalità molto utilizzata anche perché possiede, potremmo dire, una duplice funzione; da una non-verbale2parte è un vero e proprio codice che, addirittura, sostituisce l’ espressività verbale (basti pensare a segnali quali “ok” o “time-out”), dall’ altro costituisce un importante rinforzo a ciò che si sta esprimendo a parole.
Anche il modo di gesticolare rimanda molte informazioni agli altri relative al proprio stato emotivo: usare i gesti in maniera eccessiva, per esempio, fa trasparire agli altri un’ ipereccitazione che viene, generalmente, interpretata come ansia.

Il tema del linguaggio non verbale è un argomento estremamente vasto che, nonostante la sua presenza costante nella quotidianità di tutti, non viene spesso preso in considerazione con l’ importanza che meriterebbe.
Non bisogna dimenticare che ognuno di noi ha un’ innata capacità ad interpretarlo e, al tempo stesso, un’ impossibilità nel nasconderlo essendo legato ad aspetti innati ed istintivi. Per questo, imparare a conoscerlo meglio può fornire delle importanti chiarimenti nella comprensione di se stessi e degli altri.

Riferimento Bibliografico:
– Alberti L., Dinetto A., Manuale di addestramento affermativo, Bulzoni Ed., Roma, 1988

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