Un buon proposito per l’ anno nuovo: sviluppare la Mindfulness.

mindfulness2Ad oggi pochissime persone possono affermare di essere in grado di concentrarsi sul momento presente.
Per la gran parte di noi risulta difficile sperimentare l’ attimo in quanto la tendenza comune è quella di andare avanti con la mente programmando e progettando il futuro o, al contrario, rimuginando su quanto è (o non è) accaduto in passato; ciò fa sì che la mente non venga mai lasciata libera ma sia, al contrario, continuamente offuscata da un brusio di sottofondo rendendoci poco focalizzàti su di noi, su ciò che facciamo e percepiamo.
Sei in grado di ricordare, per esempio, quando è stata l’ ultima volta in cui hai svolto un’ attività quotidiana come mangiare, in modo “consapevole”? Lentamente, in silenzio, gustando gli aromi ed i sapori del piatto di fronte a te, senza lasciarti distrarre da pensieri o rumori, totalmente concentrato sulle tue percezioni gustative. In pochi rispondono, in genere, di rammentarlo con facilità, eppure alimentarsi in maniera consapevole permette di appezzare maggiormente il cibo, riscoprendo la piacevolezza associata ad esso ed evitando di nutrirsi in maniera “meccanica”.Mindulness3.jpg
I pensieri, infatti, tendono spesso ad avere la meglio sulla gran parte delle azioni automatiche e abitudinarie, distraendoci dalle sensazioni associate ad ogni gesto, allontanandoci dalla relazione con noi stessi.
Del pensiero, però, non si può fare a meno e il ruolo della mindfulness è proprio quello di instaurare con esso una relazione più fruttuosa, rendendoci consapevoli su quanto spesso la mente venga trattenuta inutilmente nel passato o catapultata nel futuro indipendentemente dalla nostra volontà.

Ma cos’ è la Mindfulness? In cosa consiste?

Si tratta di un processo che coltiva la capacità di portare attenzione al momento presente, prendendone consapevolezza e, quindi, accettandolo e “gustandolo” nella sua pienezza. Il suo obiettivo principale è quello di imparare ad eliminare la sofferenza che deriva dall’ andare troppo di corsa o quando non si riesce ad andare avanti, bloccati su un passato che ormai non può tornare ma dal quale è difficile svincolarsi.
La pratica della mindfulness, insegnando a focalizzarsi sul “qui ed ora” permette di lenire la sofferenza, favorendo il benessere grazie ad una profonda conoscenza di sé.
La sua applicazione consiste in una serie di esercizi che hanno la caratteristica fondamentale di poter essere applicabili in ogni circostanza anche da coloro che, persi nei ritmi frenetici e stressanti della vita quotidiana possono, tramite tali esperienze, imparare a cogliere ed apprezzare la vita anziché attraversarla di corsa anche mentre stanno facendo altro.
Esistono molti modi per praticare la mindfulness che hanno gli obiettivi di imparare a rallentarsi, allontanare gli schemi mentali ricorrenti e controproducenti, osservare le cose secondo prospettive diverse e più adeguate, recuperare il controllo della propria vita e, ovviamente, acquisire maggiore consapevolezza di sé.
In questa sede vorrei riproporli alcuni, utili per avvicinarsi a questo bellissimo percorso di crescita personale.

  • ABITUATI ALLA MINDFULNESS. Prova ad individuare, ogni giorno, un’ attività che la favorisca, che si tratti di una passeggiata, di un pasto tranquillo, o di una tisana, scegli dei momenti in cui staccare la spina e concentrarti esclusivamente su ciò che stai facendo, godendo appieno dei sapori, degli odori, dei colori che ti circondano.
    Per esempio, ogni giorno apriamo le porte ma lo facciamo, di solito, in maniera rapita e distratta; un esercizio, invece, potrebbe essere quello di guardare la propria mano che afferra la maniglia, in modo paziente, avvertendo il suo peso e la resistenza che oppone, annusando l’ aria e notando i cambiamenti tra temperatura interna ed esterna.
  • USA LA RESPIRAZIONE. La respirazione è alla base della mindfulness perché aiuta a rallentare e a starsene sul presente ed è per questo che imparare a sentire il proprio respiro è fondamentale. Puoi imparare a conoscerne il ritmo naturale posando una mano sul petto e prendendo consapevolezza della freschezza dell’ aria mentre si inspira e del calore quando si espira; può essere d’ aiuto anche usare l’ immaginazione nel farlo, per esempio, inspirando come se stessi annusando un fiore ed espirando come se stessi facendo bolle di sapone.
  • NON FARTI SPIAZZARE DALLE INTERRUZIONI. Sebbene la mindfulness abbia come obiettivo quello di fissare l’ attenzione sull’ esperienza presente, le interruzioni capitano inaspettatamente, nostro malgrado. Per evitare che ciò diventi fonte di frustrazione, inseriscile in programmazione, mettendo in conto momenti liberi durante la giornata. Altro obiettivo fondamentale a tal proposito è quello di imparare a dire di no a tutte quelle richieste fatte dagli altri qualora foste impegnati a fare altro.
  • ABBI UN ATTEGGIAMENTO DA PRINCIPIANTE. Avere una mente da principiante vuol dire affrontare le situazioni, le persone e le attività come se fosse la prima volta. minfulness4Impara qualcosa di nuovo, non importa cosa, che si tratti di una nuova lingua, di una ricetta, di uno sport, imparare qualcosa di nuovo è il modo migliore per acquistare una mente da principiante perché permette di ricominciare da zero. A tal proposito è utile percorrere strade diverse da quelle abituali, ascoltare musica come se si stesse ascoltando per la prima volta, concentrandosi sul ritmo, sulle parole, sulla melodia o vedere qualcuno con occhi diversi, accantonando le proprie convinzioni ed opinioni, cercando di focalizzarsi sulle sue qualità positive.
  • LIBERATI DALL’ INVIDIA. Un po’ di invidia, in misura limitata, può anche essere utile perché dà ispirazione e sprona al miglioramento, quanto diventa eccessiva, però, ha l’ effetto contrario, in quanto restringe le vedute ed impedisce di evolvere positivamente. Diventare consapevoli di questo è fondamentale, dire a se stessi “Sono invidioso” è il primo passo per lasciar andare questo fastidioso stato d’ animo. Usa l’ atteggiamento mentale da principiante per ricominciare da zero e raggiungere obiettivi mentali prefissati e, nel caso in cui non sia possibile ottenere ciò che l’ altra persona possiede, impara ad accettarlo senza fare svantaggiosi confronti.
  • REAGISCI ALLA MALEDUCAZIONE. Purtroppo ogni giorno abbiamo a che fare con persone maleducate e, in genere, la reazione istintiva di fronte a loro è quella di controbattere in maniera ostile. Replicare con mindfulness alla maleducazione, invece, consiste nell’ agire con gentilezza e per farlo è necessario esercitarsi: puoi provare, per esempio, quando ti capita di ascoltare in TV, alla radio o al bar, di ascoltare persone secondo te arroganti, a lasciar loro il beneficio del dubbio, imparando a pensar bene e non male degli altri. Ciò ti permette di collocarti su una prospettiva migliore per reagire con positività di fronte alle provocazioni, restando sereno.
  • AFFRONTA I CAMBIAMENTI. La vita porta con sé cambiamenti, che ci piaccia o meno le cose cambiano e spesso la reazione è quella di opporre resistenza a situazioni vissute come estranee per cui ci si batte per resistere al cambiamento restando così aggrappati al passato osservando con paura il futuro. La mindfulness può essere in questo caso di aiuto nell’ imparare a mollare la presa, accogliendo una situazione nuova con serenità e acquistando apertura mentale rispetto alla consapevolezza che nulla dura per sempre. Per imparare ad accettare questo può essere d’ aiuto imparare a cambiare le tue piccole abitudini perché trasformare ciò che si fa può trasformare il modo di pensare, imparando a concepire il cambiamento non come un limite ma come un’ opportunità.

Questi appena illustrati sono solo alcuni degli innumerevoli esercizi che, quotidianamente, possono essere effettuati per imparare a prendere consapevolezza di sé e della propria vita, fatta di istanti, imparando a goderne, cosa che troppo spesso abbiamo l’ abitudine di fare.
Penso che un buon modo per iniziare un nuovo anno sia quello di sperimentare una prospettiva in grado di apportare serenità, apertura mentale e crescita personale.

mindfulness

Riferimenti Bibliografici
– Hanh, T. N. (1987). Il miracolo della presenza mentale (1992 ed.). Roma: Ubaldini Editore.
– Hasson, G. (2016). Mindfulness, 100 esercizi per una vita più serena. Antonio Vallardi Editore, Milano.

Condividi:

PROMOZIONE TRAINING AUTOGENO PERSONALIZZATO

Training Autogeno Personalizzato


Grazie al Training Autogeno è possibile imparare a rilassare la mente e, di conseguenza, il corpo.
Ma non solo..questa tecnica, basata su controllo del respiro e visualizzazioni guidate, si dimostra di importanza fondamentale nel miglioramento di disturbi psicosomatici, in particolare mal di testa, dolori muscolari, mal di stomaco, disturbi del sonno.
Seguendo i principi di un approccio comparato l’ obiettivo è quello di realizzare un percorso ritagliato sul paziente, creando visualizzazioni personalizzate e mirate a migliorare la problematica presentata.

Il primo incontro, conoscitivo, è gratuito.

Per informazioni ed appuntamenti: clicca qui.


Salva

Condividi:

“Con la mente posso”….il Training Autogeno.

Siamo abituati ad andare di corsa.
La fretta, nella nostra società, è uno stile di vita.
Ci si sveglia presto e si inizia la giornata di furia

porta

per andare a lavorare, una piccola pausa pranzo e si riparte..fino a sera. E poi a casa c’è da fare altro, da cucinare, da pulire, da sistemare noie burocratiche ed organizzare la giornata di domani.
Sì, perchè quando il nostro corpo finalmente si ferma, non è detto che la nostra mente sia in grado di fare altrettanto.
Sono pochi coloro che riescono a concedersi, quotidianamente, uno spazio per sè..uno spazio di “stop”, una dimensione esclusiva in cui i rumori, le preoccupazioni, il cellulare, vengono tenuti lontani per stare concentrati solo ed esclusivamente su se stessi.
E quei pochi sanno quanto, per un buon benessere psico-fisico, questo sia a dir poco fondamentale.
Il corpo e la mente sono due entità talmente collegate tra di loro che non è possibile agire sull’ una senza influenzare anche l’ altra e ciò è particolarmente comprensibile da chi soffre di disturbi psico-somatici: quando la mente vive un disagio che non riesce a tirar fuori, il corpo parla per lei esprimendosi in tanti modi e mai casuali.
Su questo principio si basa il Training Autogeno, una delle tecniche di rilassamento più conosciute che, oltre ad avere un vastissimo campo di applicazione (dall’ induzione di uno stato di calma al miglioramento di disturbi psico-somatici, dalla preparazione al parto allo smettere di fumare) possiede il grande vantaggio di poter essere applicata, una volta appresa, in totale autonomia.
Gli esercizi mentali proposti determinano modificazioni a livello corporeo, le quali sono a loro volta in grado di influenzare il mondo interiore di chi lo pratica, generando uno stato di quiete.
Ho avuto modo di conoscere questa tecnica (il Training Autogeno Classico di Shultz) durante il mio iter formativo, negli anni del tirocinio post-laurea e, da subito, mi ha affascinata.
L’ idea di poter, grazie alla mia mente, “evadere” dallo stress quotidiano per trovarmi immersa in situazioni piacevoli e desiderabili è stato, da subito, motivo di grande interesse e curiosità da parte mia, grazie al quale ho potuto approfondire l’ argomento in modo autonomo.
La scelta del mio percorso di specializzazione, la Psicoterapia Comparata, è stata un’ ulteriore incentivo1429621872c1743b38b173fa626cd11ae954e41ed4 ad arricchire la metodica in quanto ho potuto comprendere l’ importanza e l’ efficacia di integrarla con altre tecniche affini, in particolare l’ ipnosi Ericksoniana, il Rilassamento Progressivo di Jacobson e alcuni principi di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) grazie ai quali un metodo già efficace può essere reso ancora più completo e adatto alle esigenze personali di ognuno, rendendolo applicabile sia all’ interno di un percorso di gruppo, che individualmente con esercizi “ritagliati” sulle esigenze e le richieste del paziente.
Sebbene non ci siamo abituati, imparare a conoscersi meglio e a prendersi cura di sè, entrando in contatto con un ormai poco noto senso di distensione sia fisico che mentale, è possibile, richiede soltanto motivazione, costanza..e desiderio di andare controcorrente..!

Puoi approfondire l’ argomento leggendo un altro mio articolo sulla rivista psicologica on line PsicologiaOK.

Riferimenti Bibliografici:
– Granata, G. (1999). Pnl: La Programmazione Neurolinguistica, Giovanni De Vecchi Editore Spa, Milano.
– Hoffman, B. H. (1980) Manuale di Training Autogeno, Casa editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

Condividi: