“Ho fatto un sogno, che vorrà dire?” Impara ad auto-interpretarlo in 6 step.

Ogni parola, ogni gesto e ogni pensiero quotidiano sono guidati per lo più dal nostro inconscio.
Quando siamo svegli, però, questa parte istintiva non può esprimersi del tutto, in quanto le regole morali ed etiche che assimiliamo fin da piccoli e che vanno a formare la coscienza di ognuno, lo impediscono.
È di notte, durante il sonno, che la parte cosciente allenta la presa e l’ inconscio si sente a quel punto libero di dire ciò che pensa, senza freni..ed essendo istintivo e arcaico, anziché esprimersi a parole, lo fa attraverso immagini simboliche che prendono vita nel sogno.
I sogni rappresentano quindi una delle principali vie d’ accesso alla mente inconscia, per questo comprendere il messaggio che vogliono mandare, fornisce un’ importante occasione di conoscenza di se stessi.

Ma come si interpretano i sogni?


Intanto è imsognareportante sapere che non esiste un unico modo di dar loro un significato; Freud, Jung, ma anche Fromm, Perls e molti altri hanno fornito interessanti modalità per attribuire un senso al linguaggio dell’ inconscio nel sogno, ma avendo io personalmente approfondito un approccio Junghiano, farò riferimento al suo metodo. Ovviamente la situazione ottimale per interpretare un sogno è quella del contesto terapeutico, contesto nel quale l’ analista, conoscendo le caratteristiche di personalità e la storia di vita del sognatore, è in grado di collocare gli elementi emersi all’ interno di una cornice specifica arricchendola con le proprie conoscenze teoriche. Considerando però che, come sostiene lo stesso Jung, “il miglior interprete del sogno è il sognatore stesso”, cerchiamo di capire come farlo da soli.

1. Per prima cosa il sogno va messo nero su bianco. carta e pennaChe si decida di scriverlo (preferibilmente in prima persona e al tempo presente) o di disegnarlo, sarebbe opportuno avere sempre carta e penna sul comodino e scriverlo subito per evitare che finisca nel dimenticatoio (talvolta ciò può avvenire anche semplicemente alzandosi per procurarsi il materiale).
2. Bisogna annotare le riflessioni relative al pensiero o all’ immagine appena descritta. Che si tratti di fatti, di pensieri o di sentimenti vanno scritti, partendo da quelli che si presentano in modo spontaneo e naturale per aggiungere via via quelli che richiedono uno sforzo per essere richiamati alla memoria.
3. È importante focalizzare l’ attenzione sulla situazione conscia. Dopo aver riportato per scritto il sogno ed aver associato i pensieri collegati, è essenziale fare mente locale sugli avvenimenti ed i sentimenti che contornano il sogno, ovvero su tutto ciò che si è svolto nella vita del sognatore, sia interna che esterna, prima di sognare; può trattarsi di avvenimenti di vita o esperienze rilevanti da un punto di vista emotivo (anche se potrebbero non sembrare tali nell’ immediato). Si parte cercando di ricordare i giorni immediatamente precedenti al sogno e si procede via via a ritroso tenendo conto della fase di vita che si sta vivendo rispetto ad un avvenimento o una difficoltà più o meno recente, per esempio.
4. Cercare di evitare le ipotesi preconcette. I sogni descrivono la situazione attuale, il qui ed ora, così come viene vissuto dalla mente inconscia in relazione ad un progetto, ad un comportamento o un atteggiamento del sognatore. È importante non dimenticare mai questo aspetto quando ci si cimenta nell’ interpretazione di un sogno, in quanto spesso l’ idea che l’ immagine onirica sia sempre l’ appagamento di un desiderio o predica qualcosa che avverrà (sebbene talvolta sia così), possono essere devianti nella comprensione del significato che l’ inconscio sta tentando di esprimere.
5. Bisogna definire le immagini del sogno. È importante capire se l’ immagine onirica (sia nel caso in cui ritragga una persona che un oggetto) richiami caratteristiche della personalità del sognatore o se tenda a riferirsi all’ opinione inconscia circa qualcuno o alla relazione del sognatore con la persona (o l’ oggetto) sognata.sogno1
Nel primo caso, infatti, che tende a verificarsi quando si sogna una persona che non fa parte della vita quotidiana, un’ utile domanda potrebbe essere “Cosa penso di questa persona? Quali aspetti della sua personalità la caratterizzano?”, questo perchè è molto probabile che in tale circostanza, l’ inconscio “usi” quell’ immagine per simbolizzare caratteristiche di personalità del sognatore.
Allo stesso modo è importante comprendere se il sogno sia teso alla ricerca della causa di un problema da parte dell’ inconscio (in genere, in questo caso, si tratta di contenuti rimossi, avvenimenti, o impulsi che in genere non sono ben accetti dal sognatore), portandolo a domandarsi “Perché ho fatto questo sogno?” o se, al contrario, vuole indicare una soluzione o una possibilità di sviluppo da un punto di vista psicologico (in questo caso l’ inconscio vuole potenziare certe qualità positive o offrire una soluzione che non era stata presa in considerazione prima).
Infine, resta da chiedersi, quale atteggiamento coscio il sogno stia cercando di rendere palese.
In genere la psiche inconscia cerca di fornire alla psiche cosciente informazioni utili, relative magari ad un interrogativo che il sognatore si sta ponendo o un incoraggiamento nel proseguire un dato percorso su cui vige incertezza o, al contrario, tenta di scoraggiarlo incitandolo a cambiare direzione.
6. Provare ad ipotizzare un’ interpretazione. L’ ultimo passaggio è ovviamente quello di provare, sulla base di queste conoscenze, a dare un senso ai messaggi che l’ inconscio sta mandando attraverso i sogni. Di solito il sognatore capisce che un’ interpretazione è buona se il significato che viene attribuito lo soddisfa oppure, nel caso in cui si tratti di sogni ricorrenti, l’ interpretazione è soddisfacente quando questi smettono di presentarsi.

Il mondo onirico della vita notturna è un mondo vasto e complesso quanto (e forse di più!) quello diurno, di conseguenza, tengo a sottolineare che interpretare un sogno in maniera adeguata è un processo arduo e impegnativo che richiede molte più conoscenze e competenze di quelle riportate in questa sede.
Fatta questa premessa, spero che questo articolo posso fornire alcune indicazioni utili per imparare a comprendere qualcosa in più circa se stessi, quindi..buon lavoro! 🙂

Riferimenti bibliografici:
-Papadopoulos, R. K. (2009). Manuale di psicologia Junghiana, Moretti & Vitali Editori, Tecnoprint, Romano di Lombardia (BG) Settembre 2009.

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