Vorrei cambiare ma non ci riesco. Che fare?

Penso che ognuno di noi, quotidianamente, si scontri con parti di sé che, in qualche modo, lo limitano, lo frenano o addirittura provocano una sofferenza ma, nonostante questo, la tendenza più comune sia quella di perpetuare certi meccanismi disadattivi anziché scegliere di modificarli.
E così, spesso, si decide, per esempio, di proseguire una storia d’ amore insoddisfacente anziché troncarla, di esprimersi in maniera aggressiva sebbene ciò allontani le persone da noi, di assumersi uno stesso atteggiamento anche se è già stato verificato più volte quanto esso sia poco produttivo.
Basterebbe poco, in teoria, per modificare tale situazione: sarebbe sufficiente lasciare il partner che non rispecchia i nostri desideri, imparare ad esprimere un bisogno in maniera più pacata e rilassata o cercare di cambiare atteggiamento di fronte a certe situazioni che non vanno come vorremmo, giusto per citarne alcune.
Nella pratica, però, questo risulta tutt’ altro che semplice perché ciò presuppone l’ accettazione di un cambiamento e cambiare, spaventa.cambiam1
Tutte le trasformazioni, infatti, anche quelle più desiderate, mettono di fronte ad una perdita, ad un vuoto, ad un’ incognita che, sebbene produttiva, obbliga a lasciarsi alle spalle una parte di sé, focalizzando l’ attenzione più sulla sofferenza connessa alla perdita che sui grandi vantaggi che ne deriverebbero continuando, paradossalmente, a portare avanti situazioni spiacevoli anziché modificarle.
Inoltre certe modalità ripetitive, per quando dolorose, sono familiari pertanto modificarle significherebbe uscire dalla “zona di confort” trovandosi di fronte a sentimenti di insicurezza e paura.

Come si può superare il timore di cambiare?

  • È fondamentale, innanzitutto, non avere fretta. Aspettarsi un cambiamento immediato potrebbe infatti essere controproducente in quanto servirebbe solo a generare ansie inutili.
    Una trasformazione reale per essere profonda e quindi duratura richiede necessariamente tempo e costanza.
  • Auto-osservarsi. Non è cosa semplice, si tratta di provare ad essere il più possibile obiettivi con se stessi al fine di individuare caratteristiche di sè o situazioni che si vorrebbero cambiare, che non si apprezzano e provocano una sofferenza emotiva. Significa entrare in contatto con quelle che Jung chiama ombre. Questo è il primo passo fondamentale per capire cosa vogliamo modificare.
  • Capovolgere la percezione di noi stessi. Proprio a causa di tutti i meccanismi che si oppongono al cambiamento, è possibile avere un’ immagine di sé un po’ pessimista e sfiduciata che fa vacillare la l’ autostima minacciando di far restare bloccati al punto di partenza. È importante rivalutare se stessi e le proprie risorse, entrando in contatto con una parte di sé più determinata e fiduciosa di potercela fare.
  • Aprirsi alle novità. Di certo non si può ottenere un cambiamento se si continuano a fare sempre le stesse cose. Nonostante la tentazione di seguire le proprie routine sia forte, il consiglio è quello di evitarle il più possibile. Sperimentarsi, a piccoli passi, nel fare cose che di solito non facciamo è un’ ottima palestra per imparare a rinnovarsi.
  • Non farsi abbattere dagli insuccessi, ma gioire dei progressi. Può capitare di non riuscire a mettere in atto un comportamento diverso nonostante gli sforzi, significa che forse abbiamo provato a fare un passo più lungo della gamba. Non importa, ciò che conta è che ci abbiamo provato; accettiamo quindi di essere inciampati e impariamo dalla lezione, la prossima volta andrà meglio.
    Allo stesso modo, quando riusciamo a cambiare qualcosa, un modo di esprimersi, di porsi, un pensiero, è importante esserne fieri in quanto abbiamo fatto un passetto più lontano dalla “zona di protezione”.
  • Se serve, chiedere aiuto. Talvolta modificare certe abitudini può essere particolarmente difficile ma se la sofferenza che ne deriva diventa insopportabile, non c’è niente di male nel decidere di rivolgersi ad un professionista insieme al quale intraprendere un percorso di conoscenza e rinnovamento di sé.

cambiam3.jpg

Concludo questo piccolo articolo con un bellissimo aforisma di Einstein:

“La misura dell’ intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”.

Coraggio! 🙂

Salva

Condividi:

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *